lunedì 31 dicembre 2012

Eccolo qui il mio augurio per il 2013.

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Il mio augurio é una semplice, affettuosa esortazione.

Chi può, in queste luminose belle giornate di sole, si porti nelle vicinanze di un verde spazio. Lasci la vettura e si addentri camminando a cercare il silenzio, la serenità. Molte sensazioni ci distraggono dal contemplare ciò che ci circonda, ma è nel nostro personale interesse trovare il tempo da dedicare ai passi lenti.

A titolo di incoraggiamento ripeto, che ho letto Pascal e, in un particolare momento della mia vita, ne ho subito il fascino. Ma in seguito mi sono resa conto che – senza le elucubrazioni filosofiche, anche del grandissimo Pascal, potrei vivere, ma senza una passeggiata lenta e a sensi svegli in un bosco o senza un’alba tersa o un rosso tramonto direi convinta : “non vale la pena !
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giovedì 27 dicembre 2012

Ed è subito sabato.

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Settimana corta ! Ed è subito sabato.
E, a breve, saluteremo la conclusione di questo 2012. Ognuno tirerà le somme e, probabilmente, darà voce alle sue personali aspettative.Ciò che conta, in positivo, è che siamo qui e lo dico sorridendo, pensando alla mia mamma che ripeteva “L’importante è essere qui e poter brontolare “

Anche il caffè borbotta nella moka e fa dolce l’ascolto. Mmmmm !e io vi sorrido col mio ormai consueto, augurale buen dia.
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mercoledì 26 dicembre 2012

E siamo al giorno dopo.

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Allora ? Ci siamo tutti ? Ancora strasazi e sereni, con il desiderio di rientrare nella beata normalità. Vero che è un po’ così ?


E pure è stato bello ! a volte bellissimo. Per altri velato di malinconia specialmente laddove le crepe matrimoniali privano della serenità. Qualcuno si è trovato a dover dire “ a Natale vai da papà e Santo Stefano lo passerai con me”. O viceversa.

E il Natale diventa un giorno più lungo di ogni altro giorno. Poi, cesserà la buriana degli auguri, doverosi o sinceri , che comunque connotano i giorni.

Dai, c’é ancora la festa di fine anno e poi potremo rientrare nella nostra personale routine. Uscirne sorridendo è ciò che conta. Vero ? Smack, bella gente !
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lunedì 24 dicembre 2012

24 dicembre 2012

pubblicta su Giornale di Brescia il 30 dicembre 2012
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Capita a volte di trovarsi davanti al foglio bianco con la sensazione di non riuscire a tradurre fedelmente un sentimento,.ma consapevoli che le parole arriveranno, spinte dal desiderio di accerezzare il lettore, in una forma che non sia ripetitiva e formale

Così semplicemente, in questo giorno, vi auguro la serenità interiore: che nasce dalla sensazione di essere utile "all'altro" nei mille modi che la quotidianità ci offre.


L'ascolto, ad esempio, che tanto scarseggia. La benevolenza, a volte oscurata dalla superficialità. La condivisione, il sorriso.Ognuno di noi SA, come porsi se non vuole ferire, se vuole partecipare.

E questo é il mio augurio affettuosissimo. E inoltre, vi auguro di avere accanto una persona, alla quale poter dire, con tutto il cuore "Jo te amo, mi imperfecto amor" .
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sabato 22 dicembre 2012

Insieme, si vola più sicuri !

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.Uno stormo di uccelli vola basso circondato dalla nebbia che lo priva della vista del cielo, la loro dimora. Otto, forse dieci si librano uniti per volare verso mete a noi gnote con una decisione che sorprende.

Mi piace pensare che la loro sicurezza derivi dal sentirsi aggruppati, dal solidale intento che mira e consente la sopravvivenza. Mi piace pensare che l’stinto di mutuo soccorso sia la forza del loro sicuro andare. Privi di sentimenti meschini superano uniti le avversità e affrontano il loro ciclo vitale, affrontando serenamente uniti, i quotidiani eventi.


E penso a noi, al nostro insanguinato presente, al nostro incerto futuro, minato proprio da un individualismo esasperato, e da una falsa visione di quelle che sono le nostre essenziali, irrinunciabili, vere necessità. E, una volta di più mi rendo conto del fatto che se non facessi stormo con voi.....non potrei volare. Grazie amici y buen dia.
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mercoledì 19 dicembre 2012

Sorridendo.

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Ho voglia di dedicarmi a pigri pensieri per vivere i fatti di oggi o di ieri. Di un ieri lontano quando credevo di tenere il futuro nella mia mano. Ai giorni dei progetti, delle aspettative, al tempo dei passi decisi, arditi, sicuri, leggeri. A quando mi sentivo invincibile , quand’ero instancabile, agile e forte.


O gustare l’oggi che mi vede più lenta, e con scarso futuro, sorridere complice a chi è come io ero, e senza darlo a vedere io gli faccio l’occhiolino.


Mi fermo a guardare la clessidra che ha tanta sabbia sul fondo adagiata, a testimoniare la vita passata. E osservo la sabbia residua pensando “che importa” io sono in ogni granello che non passerà senza ch’io l’abbia tutta assaporata, quella sabbia che vedo dorata.


E’ vero, ho voglia di pigri pensieri e poco m’ importa, che siano di oggi o di ieri. Sono soltanto dolci, sereni pensieri.
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lunedì 17 dicembre 2012

La giusta ottica.

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Vuoi sapere se é istintivamente gentile e naturalmente disponibile ?

Osserva il suo comportamento con le persone che non gli saranno mai utili, e potrai farti un’idea della sua vera natura.
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martedì 11 dicembre 2012

Amarcord di un Natale lontano.

pubblicata su OGGI.it il 4 dicembre 2012
su Bresciaoggi............il 6 dicembre 2012
Il Giornale..................l'11 dicembre 2012
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Ho vissuto la mia infanzia in una famiglia ricchissima, che non aveva una lira e pure mi ha lasciato un patrimonio inestimabile di ricordi che ancora bastano al mio cuore.

Tra altro io e mia sorella Anna avevamo facoltà di invitare un povero per il pranzetto di Natale, rigorosamente impostato su agnolini in brodo e gallina lessata ripiena .Lo sceglievamo con cura tra quelli che, sulla strada che ci portava a scuola, sostavano accovacciati nell’androne della Chiesa della Grazie.

E il giorno di Natale i regalini erano per lui (o lei) Un fazzoletto pulito e profumato, una bustina di borotalco, saponetta e una collanina infilata da noi e se era un uomo una bottiglia “di quello buono”.Che giorno fantastico era quello !

E oggi, mentre riaffiora nel ricordo, asciugo col dorso della mano qualcosa di inaspettato. E’ una lacrima che non riuscirà ad arrivare al tremito delle labbra.
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sabato 8 dicembre 2012

8 dicembre 2012 ore 7

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Tre o quattro uccelli neri solcano un cielo uniforme, l’aria è asciutta, secca, gelida e pulita. I tetti imbiancati, la neve che sosta sui rami fronzuti e tutto offre il panorama natalizio che rallegra grandi e piccini. E le strade sono incredibilmente pulite. Efficienza comunale evidentemente, e il cittadino ringrazia. Non posso rendermene conto visivamente, ma mi piacerebbe constatare che anche il cittadino ha fatto la sua parte, almeno pulendo la sua soglia.

E io, non posso impedirmi di essere quasi felice. Lieta di sentirmi bellissima (ieri sono andata dal coiffeur) di indossare quel golfino che mi piace tanto. Di mettermi un po’ di profumo “sui globi”. Non so se passerà qualcuno da me . So che tutti sono, spero gioiosamente, impegnati. Il telefono squilla già e mi porta un po’ d’affetto che ricambio.

Non mi resta che andare a svegliare Ketti e provvedere alla sua toilette. Con una spugna intiepidita le laverò gli occhietti e con l’altra le laverò la farfallina e il culetto, la spazzolerò e la premierò con un bocconcino particolare .

The end per ora.
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mercoledì 5 dicembre 2012

Dicembre !

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Erano gli anni in cui la giovinezza gestiva il mio tempo, dalla strada saliva il suono delle cornamuse e intono c’era la neve.

La vasta cucina,con il camino acceso o la confortevole “cucina economica” (la stufa sulla quale si cucinava) era l’unica stanza calda di tutto l’appartamento e lì ci si ritrovava sempre, sereni o immusoniti, ma insieme.


E, a connotare quei giorni speciali, un piatto di caldarroste, una filastrocca, la bottiglia di vino buono per papà, il presepio con il laghetto in carta stagnola, qualche mandarino, il torrone, il panettone e i nonni sorridenti .


Poi la tombola, o il gioco dell’Oca e in successione di tempo Il mercante in fiera,rendevano speciali i pomeriggi del giorno di un Natale e Santo Stefano che diventavano veramente indimenticabili.

I nostri figli avranno i loro ricordi legati alla stupefacente bellezza dei loro anni verdi, degli anni del non ritorno, ma Io mi auguro soltanto E SPERO che tutti preparino un cestino di cose diverse e buone, per chi non ha nulla.


Si offrono direttamente o si portano alla Caritas o in Parrocchia, ma che siano i nostri ragazzi a privarsene e a consegnarli. Questo dovrebbe essere il senso vero del NaTALE dal quale trarre un dolcissimo, insostituibile motivo di intima gioia.


Buon dicembre amigos !
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martedì 4 dicembre 2012

1936/2012

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Avevo otto/nove anni quando, a fine settembre, andavo con la nonna sulle colline dell’entroterra gardesano per approvvigionarci di quella legna leggera che serviva per accendere il camino. Nonna portava una borsina con una bottiglia d’acqua e il pane biscottato. Raccoglievamo anche legna di vigna e ne facevamo piccole fascine che lasciavamo in un posto segreto da dove il nonno le prelevava con la carriola.


E in giornate fredde come queste, la nonna usava un po’ di quella legna per scaldare il latte della colazione che io facevo, sempre avida e felice. Ma, talvolta dal pentolino posato sul trepiede di ferro, il latte “andava di sopra” e quell’odore che oggi mi sembra profumo, disturbava la nonna, e mi faceva ridere.


Oggi nella moderna cucina linda io, nonna a mia volta, ripenso al tempo andato di cui ricordo il sereno scorrere fino a quel maledetto 1940 che ci ha trascinati nell’orrore e nella paura. Ma questo è un altro discorso.


E benedico la possibilità attuale che mi consente di augurarvi : Buon giorno bella gente !
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domenica 2 dicembre 2012

Una storia da libro Cuore.

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Una storia vera. Ho vissuto la mia infanzia in una famiglia ricchissima, che non aveva una lira e pure mi ha lasciato un patrimonio inestimabile di ricordi che ancora bastano al mio cuore.

Tra altro io e mia sorella Anna avevamo facoltà di invitare un povero per il pranzetto di Natale, rigorosamente impostato su agnolini in brodo e gallina lessata ripiena .

Lo sceglievamo con cura tra quelli che, sulla strada che ci portava a scuola, sostavano accovacciati nell’androne della Chiesa della Grazie. E il giorno di Natale i regalini erano per lui (o lei) Un fazzoletto pulito e profumato, una bustina di borotalco, saponetta e una collanina infilata da noi e se era un uomo una bottiglia “di quello buono”.

Che giorno fantastico era quello ! E oggi che riaffiora nel ricordo, asciugo col dorso della mano qualcosa di inaspettato. E’ una lacrima che non riuscirà ad arrivare al tremito delle labbra.

The end
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giovedì 29 novembre 2012

Magia d'autunno.

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Le mie betulle ! Come vorrei che le ammiraste con me. Sono le tre betulle del giardino condominiale che in questi giorni propongono il loro canto del cigno. Hanno resistito coraggiosamente al ventaccio di ieri e sono lì, ancora tronfie e foltissime, color giallo oro, bellissime, imponenti e gentili.


Ne seguo da anni l’affascinante percorso stagionale e so che improvvisamente, forse già domani, tenderanno le scarne braccia al cielo per riproporre in primavera nuove gemme, nuove tenere foglioline realizzando il miracolo eterno del loro lungo ciclo vitale.

Sono riuscita a guardarle con voi ?

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sabato 24 novembre 2012

Chi é il mio prossimo ?

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Sposto in questo spazio una parte del tema che sono venuta a trattare con un amico che riepiloga così il suo interessante intervento:

Agostino Degas: “Chi è il "prossimo" per me? Io taglio corto... per me è chiunque abbia bisogno di me, vicino o lontano che sia.”

Renata Mucci : Apprezzo la  disponibilita con la quale hai voluto concludere il tema, ma io  - dopo aver apprezzato la tua lodevole intenzione - riassumerei dicendo che CHIUNQUE é il mio prossimo. Sia che mi  sfiori quando ne ha bisogno lui o quando sono io a sentirne la necessità. O pure quando il bisogno reciproco é limitato al piacere della scambievole conoscenza. In sintesi il mio prossimo é il mio simile !
E ciò,  non mi esonera dal dovere di non nuocere  a chi mio simile NON E'.
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martedì 20 novembre 2012

Pardon !

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Ho sempre vissuto come se fossi eterna e ultimamente, invece, penso spesso all’eventualità della conclusione. E questo connota negativamente i giorni e allora....mi parlo. Con affetto mi dico :


"Siano sei giorni, sei mesi o sei anni ancora...vuoi sciuparli ? Non vuoi viverli sorridendo e ringraziando il cielo del privilegio?"

Qualche volta serve. Più faticosamente oggi, dopo aver ascoltato e partecipato ai lutti e alle tragedie di questo mondo inquieto. Non riesco a rasserenarmi, pur rendendomi conto della mia impotenza e però,devo cercare la forza da qualche parte.

Stasera, nella gioiosità della mia Ketti. Domani, nella pappa reale e nell’azzurro del cielo che si stenderà splendido e indifferente su questo mondo travagliato. E adesso, in questo preciso momento o, come si dice “in tempo reale”, nel vostro affetto che sento forte e sincero.

Buona serata, buona nanna e buon domani, affettuosamente e, con un ritrovato sorriso, ricomincerò pensare ai festeggiamenti per il centenario ! (;-)
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giovedì 15 novembre 2012

Io c'ero.

Io, superstite VI PREGO " Andate a sentire anche questa campana. E' la Nostra STORIA . Siamo noi, quelli che hanno sofferto e vissuto quel tragiaco periodo storico che vi preghiamo ! Non dimenticate e fate che mai più l'umanità debba vivere angosce così inumane e orribili. VENITE ASCOLTATE PENSATE. renata mucci
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SpazioAref, Piazza Loggia 11/f BRESCIA sabato 17 novembre 2012 ore 18.00


IL PRIGIONIERO DI SALÒ.
Mussolini e la tragedia italiana del 1943-1945


Presentazione del libro di Mimmo Franzinelli

Sarà presente l’autore, interverranno: Roberto Ferrari, presidente dell’Aref .-
Pier Paolo Poggio, direttore della Fondazione Luigi Micheletti
Manlio Milani, presidente dell’Associazione Casa della Memoria


Ingresso libero

info@aref-brescia.it 030.3752369 -333.3499545 - 339.1000256
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mercoledì 14 novembre 2012

Polenta e bottaggio.

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Non so se mi piacerebbe un clima uniforme, invariabile. Perché tutte le sensazioni che si rinnovano ad ogni stagione, mi sono care. La convivialità, per esempio, mi rallegra. Mi piacciono i piatti tipici, regionali e della stagione.


Quando abitavo a San Felice del Benaco novembre vedeva avvicinarsi il tradizionale rendez-vous che consentiva di servire calda, odorosa e fumante “la cosola” con la dieresi sulla seconda “o”. In italiano “bottaggio”. Un piatto invernale che cucinavo alla maniera tradizionale, che aveva dato prestigio alla trattoria “dei miei”. Bisognava aspettare il gelo e solo allora il contadino mi consegnava le verza che, gelate, divenivano tenere e dolcissime.


Nella capiente padellona venivano poste, in poco olio, costine di maiale, salamelle e cotiche. Appena rosolate e lievemente salate aspettavano le verza, finemente affettate, colorate con acqua e salsa, coperte e lasciate cuocere lentamente e con molta cura. Si serviva con la polenta e buon vino rosso ad una ventina di amici che ci raggiungevano festosi anche da Brescia.


Si accontentava la gola, si soddisfava il cuore e si godeva l’amicizia nei suoi aspetti anche prosaici e molto appaganti. Semplicemente.
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mercoledì 7 novembre 2012

Fa che sia un buon giorno !

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Questa mattina vi dedico il mio buon giorno, con parole di un anonimo. Parole semplici e spronanti che invadono dolcemente il mio cuore dedicate a chi sa che, per cambiare il mondo deve migliorare se stesso :


A chi dà il buon giorno con un bacio;
a chi ama poltrire, ma si alza di buon umore;

a chi anche lavorando si diverte;
a chi arriva in ritardo, ma non inventa scuse;
a chi spegne il televisore per fare due chiacchiere;
a chi è felice il doppio quando fa a metà;
a chi rimane con un amico anche quando vorrebbe essere altrove;
a chi ha l’entusiasmo di un bambino e pensieri da uomo;
a chi vede nero solo quando è buio;
a chi per farsi un’opinione non si ferma alle apparenze;
a chi dice gentili bugie solo per gratificare;
a chi sparge cenere sui piccoli fuocherelli accesi dall’ acredine;
a chi riesce a migliorarsi, ma è benevolo con chi non ce la fa;
a chi é disponibile,ma non indiscreto
e a chi non aspetta il Natale per sentirsi migliore !
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domenica 4 novembre 2012

Una moneta e un sorriso, fanno la differenza.

OGGI.it .........5 novembre 2012
Giornale di Brescia  6 nov.2012
Il Giornale ....7 novembre 2012
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In queste domeniche novembrine i programmi sono quasi sempre conviviali e io mi diletto ad immaginarli nelle loro attrattive regionali e nelle varie realizzazioni.

I fidanzati, in casa dei futuri suoceri, dai genitori di lei o dai genitori di lui, con le inevitabili reciproche trepidazioni. L’anziano solo, invitato dai figli. I sempreverdi che si ritrovano nel ristorantino poco impegnativo per scambiarsi sorrisi e gustare qualcosa di diverso e di pronto in tavola, mentre imperversano gli imprescindibili “ti ricordi ?”.

La numerosa comitiva amicale che ha prenotato per concedersi a risate e sapori. Le famigliole che si concedono un gaio ritrovarsi. Mamme indaffarate Le coppie collaudate o quelle che ancora cercano di indovinarsi l’un l’altro. Chi è ospite in casa di amici e chi accoglie festosamente, insomma, cari amici, tutta un’ umanità che si cerca, e si ritrova, piacevolmente a confronto. E se fuori piove,,,,che importa !

Come sarebbe bello poter chiudere qui il mio girovagare ! Invece so di persone indigenti che a mezzo giorno aspetta qualcosa di caldo dalla Caritas, so che c’è anche un’altra faccia di questo umido novembre che parla di situazioni tritissime. Che bello sarebbe se ognuno santificasse veramente questo giorno di festa, porgendo una moneta o un sorriso.

Si dice che sono piccoli gesti “che non cambiano niente”. Ma io so che NON E? VERO!”
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giovedì 1 novembre 2012

Buena vida a Oscar ! !

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Da parecchi giorni non vi parlo di Ketti e di Oscar perché ero preoccupata dal fatto che il loro idillio si era improvvisamente guastato.  Lei, la piccolina, voleva giocare e lo provocava. Lui più placido, a tutela della sua tranquillità reagiva e  la mordeva sul collo facendola piangere e costringendola a correre tra le mie braccia. Cosa che infastidiva Oscar che girava per casa, miagolando penosamente a coda bassa.

Ieri mattina, in pasticceria, raccontavo le mie pene all’amica Silke ignorando che, proprio in questo periodo, stava cercando un micio giovane per accontentare i suoi di casa che lo desideravano da tempo.

 In breve, Silke è venuta a prenderlo un’ora fa con la palese intenzione di offrirgli tutto l’amore di cui ha bisogno. Certa di questa realtà le ho consegnato il mio patatone, sicura che sarà molto amato, starà bene e non mi  terrà più in ansia sull’incolumità di Ketti.

Sono un po’ stordita, ma dovrò farmene una ragione.  Forse presumevo troppo sulle mie capacità gestionali della strana convivenza, non devo più preoccuparmi che un mangi la pappa dell’altro e che Oscar risenta di non essere al centro dell’attenzione. Saprò da Silke del buon inserimento di Oscar nella sua famiglia definitiva e ciò, mi dà pace.
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sabato 27 ottobre 2012

Non invidio nessuno.

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Mi piace riproporre questa validissima considerazione  perché indica la strada dell'appagamento interiore e contrassegna positivamente il cammino nella vita.
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Non invidio nessuno.

Non mi turba la ricchezza, il talento, il successo, la gloria di chi mi è vicino e di chi mi è lontano, mi succede di ammirare, appl...audire, osannare, portare in trionfo qualcuno, e mi piace farlo. Il successo di un amico è il mio successo, non è necessario che sia un amico, basta che sia un patriota, un baiano, un brasiliano, e a volte nemmeno questo, basta che abbia talento e... vocazione. Sono felice quando incontro un poeta, un giovane scrittore, un esordiente veramente ispirato, e quando succede spargo la notizia. Sono immune dall’invidia, libero di provare ammirazione e amicizia, che bellezza! Non c’è niente di più triste di qualcuno che soffre per il successo altrui, che è schiavo della critica e del rancore, che trasuda invidia, che si dibatte nel dispetto: un infelice.
Jorge Amado --------------------

domenica 21 ottobre 2012

La solitudine é gradevole solamente quando non é imposta.

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La vita è una comunità per darci la mano, consolarci, aiutarci. Anche le piante fioriscono meglio una accanto all’altra, e gli uccelli migrano a gruppi, i pesci nuotano a branchi. Che faremmo soli? Ci sentiremmo come astronauti sulla Luna, soffocati dalla paura e dalla fretta di tornare indietro.

Oriana Fallaci
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mercoledì 17 ottobre 2012

Io c'ero!

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Io, classe 1927, ho sentito un brivido quando ho letto le parole del dr. Mario Calabresi su LA STAMPA e, con gli occhi umidi mi sono chiesta : "perché non si può mantenere viva la memoria ? Perché ?


Grazie dr.Calabresi, un grazie profondamente commosso da renata mucci.


--------------------- Guardo con grande stima e con nostalgia alla generazione nata durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, i ragazzi degli Anni Trenta e Quaranta, che si trovarono investiti dalla guerra quando avrebbero dovuto andare all’università, cominciare a lavorare o sposarsi, che provarono la fame, le bombe e l’occupazione nazista ma poi furono capaci di mettere da parte i rancori e di ricostruire il Paese.

Era le generazione dei miei nonni, li ho sentiti lamentarsi pochissimo e mi hanno sempre colpito per la capacità di guardare avanti, nonostante l’età e il passare del tempo. Alcuni di loro li ho rincontrati in questi mesi nella mia ricerca degli abbonati più antichi e la loro tenacia continua a emozionarmi.

La lezione più importante che ci lasciano è che non esistono problemi insormontabili, che è possibile rialzarsi e che è ridicolo e stupido pensare che le cose non possano essere cambiate. Oggi ci culliamo nell’idea di vivere nel peggiore dei mondi possibili ma questa è solo una grave mancanza di memoria.

Mario Calabresi
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martedì 16 ottobre 2012

Il potere del sorriso.

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Salve a te “sorriso”,che doni l’allegria
che rimuovi le pene e te le porti via.
Accorci le distanze e doni gioia
distruggi in un baleno…anche la noia.

Quante volte è successo che al tuo arrivo
il rancore si dilegua e non si fa più vivo.

Tu sei un benefattore lieto e garbato
e susciti, sovente, un sentimento grato.

Il tuo potere, lieve come la rugiada
lenisce il dolore e lo lascia per strada.
il sorriso conforta e crea complicità
perché e un attimo eterno, di felicità.

renata mucci
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sabato 13 ottobre 2012

Un confortevole disordine !

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Mi piace il mio appartamento (100 mq) arredato via,via con le cose che confortano il mio sguardo e mobili scelti con cura. Amo la mia casa, Il porto, il nido e ci tenevo tanto a che fosse sempre lindo e ordinato. Bei tappeti , tanta cura ma, mentre mi aggiravo sola tra le stanze silenziose e mi guardavo attorno apparentemente soddisfatta …..stavo sempre male !
 
Attualmente, la mia casetta sembra il paese dei campanelli ! Sono i collarini dei miei deliziosi coabitanti che tintinnano gioiosamente. Sono spariti i tappeti, c’è molta attenzione alla pulizia ma c’è anche un costante lieto disordine.
 
In terra qua e là i giochini di Oscar il mio miciotto dagli occhi azzurri e quelli di Ketti una mini cagnolina di appena mezzo chilo. Palline giocattolo,e altri piccoli divertissement.....per piccoli animali domestici e io.... non sono mai stata così felice e serena.
 
Adesso, in quello che mi piace chiamare pomposamente “Il mio studio” mi siedo ogni mattina davanti al p.c. e vi cerco, per mandarvi un saluto e un sorriso mentre Ketti rincorre Oscar e io mi sento rallegrare dal tintinnio dei loro campanellini.
 
Cerco il vostro affetto, mentre il caffè sale nella moka e mi sento, finalmente e davvero bene. convinta che l’amore, cari amici, sia comunque una infallibile terapia.  La mia depressione ? Sparita ! 
 
E voi che scendete nelle strade del mondo, sorridete pure per niente, sorridete di niente e vi sentirete il sorriso nel cuore. Ve lo prometto e garantisco. Besos amigos !
 
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giovedì 11 ottobre 2012

E questo é Oscar il mio convivente !



Ed é anche dolcissimo



La mia Ketti en todo su splendor.

Mezzo chilo d'amore
qui ritratta sulle spalle di Oscar che le cede la scena




Lo spreco é sempre stupido.

Poco é meglio di niente e consideriamo anche l'aspetto simbolico che affidiamo a certi comportamenti. SPRECARE é appannaggio dell'imbecillità e mi conforta che anche il dr Calabresi de LA STAMPA la pensi così.


11 ott.2012
L’idea di abbassare le luci per risparmiare denaro e energia è stata suggerita al governo da un gruppo di cittadini riuniti nell’associazione «Cielobuio» ed è stata raccolta e portata in Consiglio dei ministri da Enrico Bondi.

L’Italia spende, nell’illuminazione pubblica, il triplo della Gran Bretagna e il doppio della Germania e per ogni chilometro quadrato la Francia ha la metà dei nostri lampioni. A me la decisione del governo, di provare a sprecare un po’ meno anche qui, pare sensata e non mi scatena né ironia né sarcasmo.


Nel giorno in cui l’Italia appoggia l’introduzione della Tobin tax sulle transazioni finanziarie è apprezzabile che si facciano anche piccoli ma simbolici gesti. L’idea che sia invece a portata di mano una soluzione catartica, capace di risolvere tutto e di redimere il mondo in un sol colpo, temo ci condanni a coltivare solo rabbia e delusione.
Mario Calabresi
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sabato 6 ottobre 2012

Ketti, mezzo chilo d'amore !

pubblicata da  Oggi.it 10 ott. - Il Giornale 12 ott. - Bresciaoggi 13 ott.2012 - Giornale di Brescia 17 ottobre 2012
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Se qualcuno mi dirà ancora che sono saggia, non farà altro che crearmi un enorme disagio perché non smetto di essere impulsiva, fuori ogni senso logico e, onestamente un po’ pazza ! E anche imprudente. Sono qui a fornirvene la prova. Voi sapete del mio adorabile convivente, del mio Oscar che è un mangione e cresce a vista l’occhio. Adesso è proprio un bel voluminoso miciotto, affettuoso quanto basta , sembrava appagare il mio bisogno di compagnia, ma ieri mattina quando mi ha visto rientrare ed è corso come sempre alla mia borsetta dove, abitualmente trova il suo gratificante biscotto…ha fatto un salto all’indietro soffiando con violenza mentre la sua coda si gonfiava come quella di un volpe, in segno di terrore come avevo previsto. Perché in borsetta c’era un minuscolo cagnolino di soli due mesi che peserà si e no sei etti. Spaventato a sua volta, tremava più di un foglia al vento.

Stavo parlandovi poco fa, della mia nuova graditissima ospite. Una cagnolina che cercava casa e che ho – forse imprudentemente – accettato di accogliere tra le mie braccia e “in famiglia”, nonostante Oscar. Sepevo che avrei incontrato l’ostilità di quest’ultimo, ma ero pronta ad affrontare il rischio perché gli occhi della mia Ketti (questo sarà il suo nome) mi avevano conquistata al primo sguardo. Quindi tutta la giornata di ieri mi ha vista tra i due, in cucina dove un cestino imbottito ha accolto la mia tremante nuova amica e Oscar a prudente distanza che – calmato dalle mie carezze e dal tono della mia voce – osservava ostile. Mentre spingevo impercettibilmente il cestino verso Oscar, colsi piccoli cenni che assicuravano la fine delle ostilità.

Che lavoraccio amici miei ! Per convincere Oscar che niente sarebbe cambiato per lui, ho coccolato Ketti, quanto è bastata a tranquillizzarla, l’ho lasciata tranquilla in cucina e, con Oscar, siamo andati come sempre sul nostro divano per il solito pisolino In concreto e per non annoiavi arrivo alla sera. Oscar in camera con me e Ketti, ben sistemata in cucina, rincuorata e stanchissima. Si è addormentata pesantemente. E stamattina, il compenso al mio amore e la realizzazione delle mie speranze. Siamo andati da Ketti che aveva il codino in frenetica gioiosa agitazione e Oscar che l’annusava con calmo interesse e Ketti lasciava fare senza tremare. E io sono esausta e felice. A risentirci ! muccina
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martedì 2 ottobre 2012

Figli, come aquiloni.

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Le lacrime di una mamma, mi hammo riportato alla mente l bella riflessione della grande Erma Bombeck che trascrivo per voi :
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I figli sono come gli aquiloni, passi la vita a cercare di farli alzare da terra, corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato. Come gli aquiloni, essi finiscono a terra e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.

Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare. Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu continui a darne. E a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano, il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme.

Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre più e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi, come è giusto che sia, libera e sola. Allora soltanto saprai di avere assolto il tuo compito.

Erma Bombeck
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domenica 30 settembre 2012

Le donne di oggi e le contadine del passato.

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GIORNALE DI BRESCIA - DOMENICA, 30 SETTEMBRE 2012

Le donne di oggi e le contadine del passato

Nei sentieri, tra le vigne e le stoppie arricciate del mais corrono, in questa tiepida sera di settembre, le giovani donne con la tuta sgargiante e l'inseparabile mp3 nelle orecchie. Le guardo piena di letizia, mi piace la fila colorata che si snoda tra i muretti a secco e gli orti e i rovi. Una specie di arcobaleno danzante ai miei occhi.

All'improvviso scivolo negli anni e sono altre le donne che mi vengono incontro. Le conosco benissimo queste femmine di campagna che mi porto nel cuore come reliquie. Immagini sbiadite e accese nel vestito scuro, il grande grembiule, la corona in tasca, la sciarpa nera di lana ricciolina. Le vedo con i veli leggeri di pizzo per la chiesa, con le ciabattine per la festa, con le trecce legate a corona, le trecce colore di luna.

Donne di campagna impastate di terra e di sudore. Ho dentro di me i loro volti color seppia, color malinconia, color rabbia. Custodisco, nel sacrario della memoria, il loro libro di preghiere, grosso come un mattone, con la copertina nera e i labbri rossi, le parole scritte grandi come un sillabario. Le vedo ancora quelle mani rattrappite dal manico della zappa, mani come radici: non mi sarei stupita se le avessi viste una mattina con le stimmate.

Donne di campagna con la schiena curva a rastrellare e mietere, inginocchiate ai lavatoi sulle rive del Mella del Chiese dell'Oglio.

Carretto cavallo e cose e cose da lavare, da battere sulla pietra: nonne mamme bambine che si spaccano i reni a risciacquare con le mani screpolate, rosicchiate dal fuoco della lisciva che candeggia la biancheria dei «signori»!

Donne di campagna lasciate sole dai mariti emigrati in Svizzera e nel Belgio: «Vedove di uomini vivi - lasciate senza carezze - nella stagione del sangue caldo - a sospirare in un letto troppo grande»(Mirka Bertolaso).

Donne di campagna, con un figlio l'anno, chiamate dal paese a fare le balie. Era una provvidenza quel seno pieno di latte che dava la pappa a un bambino di città e la paga del mese andava a casa dove il piccolo figlio cresceva con una nonna vecchia che gli dava il pancotto.

Donne di campagna, guance bianche e rosse di bambine: mi incanto a guardarvi tornare dal campo con il cesto di uve mature e con l'estate che vi scoppia nella camicetta. Mi piace fermavi così, odorose di fieno e di sapone, statue colorate di un prezioso altare.

Adesso vedo tornare la schiera delle ragazze in tuta e, nella luce di questi ultimi giorni di settembre, mi sembrano fiori che scappano. Alzano la mano, allegre, in segno di saluto.

Elena Alberti Nulli Monticelli Brusati (BS)



venerdì 28 settembre 2012

E adesso....voglio godermi lo spettacolo.

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Un’amica mi faceva notare che io dichiaro la mia età anche quando non ce n’è bisogno e di questo, un po’ si meravigliava. La sua osservazione mi ha fatto riflettere. Già ! Perché dichiaro volentieri i miei anni ? una residua civetteria ? Forse perché spero che qualcuno se ne meravigli ? Ma se questa eventualità si realizza solo raramente, perché continuare ?

Perché sono concretamente felice di esserci arrivata,in maniera abbastanza soddisfacente, eccola la verità ! Si sono contenta, accetto di pagare il biglietto per poter continuare a godermi lo spettacolo.

A volte, pagare questo biglietto prosciuga le mie risorse, a volte temo di non farcela, ma poi mi accorgo che posso proseguire ed è per me, sempre una gioia nuova. E già in anticipo dichiaro " 86" età che raggiungerò soltanto nel giugno del 2013, perché spero che – dopo una vita vissuta lealmente – nessuno vorrà sbugiardarmi !

Intanto, la scienza potrebbe trovare qualche escamotage per una ulteriore proroga. Nel frattempo oculista, ortopedico, cardiologo, fisiatra e anche il mio dentista mi augurano di cuore “lunga vita !” . Concludo con il ritornello di una canzone che recita "Grazie alla vita che mi ha dato tanto, che mi ha dato il riso, che mi ha dato il pianto..." e guardo avanti.
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martedì 25 settembre 2012

Alla sacra fonte che la colpa lava !


23 sett. 2012 – Amici carissimi, oggi vi ho portati con me nella bella Chiesa di Santa Maria in Silva a Brescia,dove don Fabio attendeva i suoi fedeli per la Messa domenicale, e tutti noi per il battesimo del mio pro/nipote Luca. E confesso che ho sentito un’emozione intensa e imprevista alla visione di quell’altare adorno in maniera sobria ed essenziale e, ai due lati bambini e giovani che partecipavano attenti ed evidentemente partecipi.

A sinistra bimbi fino ai dieci anni circa e a destra adolescenti fino a circa o poco più di vent’anni . Da questo lato…due chitarre. Al centro don Fabio alto magro sorridente con le labbra e con lo sguardo, si rivolgeva spesso ai più piccini e alla gente che gremiva l’accogliente chiesetta.

A noi erano stati riservati i primi banchi e la mia Roberta con Luca tra le braccia, con suo marito e il tre figli grandicelli, su invito di don Fabio è salita davanti all’altare per presentarsi ai fedeli. Gesto doveroso, commovente che ha dato subito un’impronta di gioiosa familiarità alla cerimonia.

"Io sono la mamma che porge oggi Luca, alla Fonte Battesimale, al mio fianco il suo papà e mio sposo e i tre fratellini che ora si presentano a voi " E, uno alla volta hanno annunciato i loro nomi; "MARTA" ,"GIULIA ", "PIETRO".

Nel corso della Messa, don Fabio, osservando anche Luca che camminava gattoni (ha 11 mesi) curioso e attento, ci ha ricordato che i protagonisti di domani sono loro, i bimbi di oggi. Dare a questi cittadini del futuro che ci, auguriamo migliore, un buon esempio di correttezza, onestà e altruismo, spetta ai genitori.

Mentre le chitarre accompagnavano le giovani gioiose voci del coro mi sono accorta, da un impercettibile singulto, che la commozione in me….tracimava. Per contenere l’emozione ho pensato a voi, cari amici, e a come avrei raccontato l’evento. Eccomi qui a ringraziare in particolare don Fabio che ci ha fatto sentire veramente e con naturalezza, il senso dell’appartenenza e della fratellanza.

renata mucci
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venerdì 21 settembre 2012

Comunicazione di servizio.

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Odio i piagnistei, l’autocommiserazione e tutto quanto allontana il sorriso. Quindi prendete questa mia come un doveroso chiarimento e nulla più. Anzi, aggiungo subito che so di aver avuto la fortuna di avere certi inconvenienti, soltanto in età avanzata. Quindi sono contenta di come sto. Mi dispiace soltanto che qualche mia deficienza si ripercuota sulle persone che amo.

Vengo al dunque. I miei occhi mi creano disagio soprattutto nella lettura, questo il motivo per cui non vengo nelle vostre pagine per condividere i vostri pensieri. Questo mi pesa,e mi priva di un piacere che é anche un arricchimento, un imput e un gradevole contatto.

Però mi costringo a sdrammatizzare, mi scuso e conto fiduciosa sulla vostra comprensione. Come sempre….fate che domani  sia un buon giorno !
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mercoledì 19 settembre 2012

Non é giusto !

 Bresciaoiggi il 27 ottobre 2012
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Una ragazzina piange e una carezza, arriva consolatrice assieme al tentativo di spiegare l’ineluttabilità degli nventi. Aveva visto in un film, un coccodrillo trascinare in acqua e divorare un ragazzetto che imprudentemente pescava sulla riva di un fiume africano e i suoi singhiozzi mi turbavano.

Non ho voluto indulgere nel “non è vero, è soltanto finzione”, ma ho preferito cogliere un’occasione. Ed ho cominciato con ammettere che “non è giusto”.Non è giusto che un cerbiatto indifeso venga azzannato da una leonessa che, con naturalezza, caccia per sfamare se stessa e i suoi piccoli. Non è giusto che il pesce grosso riesca ad ingoiare quello piccolo. E molte cose che regolano la catena alimentare sulla terra, mettono tristezza. Ricordo la mia cagnolina dolcissima, che catturava ogni tanto un uccellino e lo appoggiava sullo zerbino per farmene omaggio. Io diventavo triste e lei non capiva.

Non è giusto che ci siano le guerre e tutte le cattiverie che l’uomo attiva contro l’uomo. Non è giusto, ma questo è ciò che avviene nella realtà di ogni giorno ed è indispensabile prendere atto dell’alternativa, che è una sola.

Preso atto che a fronte di tanta cattiveria c’è tanta bontà, tanta bellezza di cuore, tanto altruismo, scegliere da che parte stare, e – fatta questa scelta – procedere con determinazione e non nascondere mai la mano che può porgere aiuto.

Non possiamo cambiare le regole del mondo, ma possiamo fare molto per infoltire la schiera dei Giusti. Coraggio! scegli la tua strada e persegui i tuoi intenti migliori senza mai dimenticare, giovane Alice che questo è sempre “Il Paese delle meraviglie ! muccina
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lunedì 17 settembre 2012

Restiamo uniti, restiamo umani !

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Fratelli d'Italia.

Venesiani “magna gati” , terroni a sud polentoni al nord e finché si scherza possiamo anche sorridere, ma interiormente diamo un taglio netto alle allusioni sgradevoli riferite all’appartenenza territoriale.

Siamo in concreto semplicemente italiani, gente del vecchio mondo, un popolo pieno di contraddizioni, che deve dimostrare a se stesso il solidale intento di procedere verso uno stabile miglioramento. Tutti uniti, dal Nord al nostro splendido Sud.

E a chi sorride, scettico, pensando «sono solo belle parole», ricordo che una Patria unita è stato il sogno di chi ha lottato e sacrificato la vita e la giovinezza per offrirla alle generazioni successive. Onoriamo il loro sacrificio, rispettiamoci vicendevolmente e dimostriamo a noi stessi e al mondo che siamo un SOLO popolo unito e fiero delle caratteristiche regionali.

Cerchiamo di essere fieri della nostra appartenenza. perché dipende da ognuno di noi rivalutare quel doveroso, sacrosanto amor di PATRIA che reclama spazio e non vuol morire.
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domenica 16 settembre 2012

Rispondo ad un amico.

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No, non sono ciecamente ottimista, ma guardo da più parti e vedo anche bellezza, bontà e tanto altruismo che non fa notizia. Vedo volontari sulle ambulanze e penso a Gino strada e ai molti che come lui aiutano e rispettano l'altro.

Vedo i ragazzi con le magliette sporche di fango e i City angels che girano la notte soltanto per offrire aiuto. E so di molte persone rispettabili, oneste che modestamente circolano vicino a noi, tra di noi.

La cattiveria è sempre esistita e deve essere condannata .I bulli non devono essere emulati, ma disprezzati apertamente. Siamo liberi di schierarci dalla parte giusta ?Facciamolo. I sacrosanti valori vengono ancora tenuti presenti in tante belle famiglie, ma gli Organi d'Informazione ci propinano costantemente, soltanto il peggio che dovrebbe essere segnalato, ma non enfatizzato.

A noi resta il dovere di essere obiettivi e di migliorarci. E concludo ricordandoti che il pessimismo non ha mai portato alcun risultato;l’ottimismo qualche volta si e in più ci aiuta a trasmettere positività. Ne abbiamo bisogno tutti, credimi. r.m.
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giovedì 13 settembre 2012

L'amicizia e la lontananza.

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Mi domando se senti quei pensieri che faccio spesso, con sentimenti veri. Ed eccolo il pensier che mi contesta e avanza una specifica protesta: “se la piantina dev’esser dissetata  pur l’amicizia dev’esser coltivata,! “  

E’ giusto lo capiscon pur gli allocchi che i sentimenti non sopportan blocchi !  Vorrei tanto che certi impedimenti sparissero     per favorir gli eventi.  Mi manca una risata, una cosa da niente l’allusione all’amica con aria confidente,  un segreto che cerca e vuole il sole e se trova il varco  regredir non vuole.

Mi mancano tutte quelle cose belle che potrebbero legare due sorelle, un caffé assieme, la scelta di un vestito,un broncio stupidino che si lega al dito. Mi manca lo sguardo che dice “sono qui,” che è la rugiada che pure il prato anela, e  capta il bisbiglìo del cuore che si svela !

Mi manchi sai, mi manchi veramente , vorrei che abitassi ancora  qui in città per pensare che, appena me la sento, potrò abbracciarti, veloce come il vento. Però , almeno, so che tu ci sei e se qualche volta la nostalgia mi prende, riuscirò a dire “Non fa niente”. Diventa facile scacciar dal cuor la pena pensando che la vita tua è serena !
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domenica 9 settembre 2012

Un applauso !

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Le Donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza


Rita Levi Montalcini
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lunedì 3 settembre 2012

La felicità non é un diritto.

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Oscar è molto deluso ! Per un gatto, adattarsi al collare dorsale e al guinzaglio non dev’essere facile, ma lui si è mostrato intelligente e collaborativo. Gli piace godere il mondo, le sue novità, gli piace venire con me in Castello, annusare, guardare il cielo, scoprire la vita.

Purtroppo queste due giornate di pioggia (peraltro benvenuta) hanno reso impossibili le nostre escursioni all’esterno, ma è difficile spiegarlo a lui che subisce la segregazione come un’ingiustizia. SI pone davanti alla porta d’ingresso e aspetta fiducioso.

Gli devo parlare : “ Patatino, devi capire che la vita non è Disneiland, Quando capita di vivere al meglio è una cosa stupenda, ma non è un diritto. E’ un privilegio. Anche noi umani siamo soggetti a regole, divieti, cambiamenti e rinunce. Ma si affrontano, si accettano, senza lasciare che gli eventi alterino la nostra benevolenza verso il mondo.”
Lui, non avrà capito molto, ma a noi, a tutti farà bene ricordare che nulla ci è dovuto e un minimo di consapevolezza, potrà solo migliorarci. E anche oggi, quale che siano le premesse….facciamo che sia un buon giorno !
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mercoledì 29 agosto 2012

Basta poco.

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Stamattina…niente coccole, niente rumorosi ronfamenti, niente accattivanti fusa. Oscar si è svegliato insofferente, super attivo, in un’esplosione di atteggiamenti felini, posizioni d’agguato, arrampicamenti audacissimi.

Insomma un micio dagli atteggiamenti incontenibili. Ha disdegnato lo spazio davanti alla stampante e mi ignora spavaldamente. Il mio patatino !

Bello vivace, sta bene in salute e lo dimostra inalberano la sua splendida coda scrura. Sono contenta. Assaporo il mio jogurt svizzero stracciatella, di cui sono golosa, lo guardo, e mi rendo conto che felicità è una piccola cosa !
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giovedì 23 agosto 2012

Attenzione donne !

Nella formazione di questi nostri uomini, prevalentemente carenti, c'é - a mio avviso - un tassello mancante.

Quello che dovrebbe responsabilmente essere inserito e gestito dalle madri.
Una mamma può e deve istillare nella mente maschile, da subito, il rispetto per la figura femminile.
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 Ero soltanto un'adolescente quando ho provato un violento disprezzo ascoltando una tronfia comare che affermava orgogliosamente: "Mio figlio, il più grande (17 anni) ha già un sacco di ragazze. Spero che non ne metta incinta una, perché sarebbe una disgrazia per lui !"

"PER LUI ! ! ! " Ho urlato allora, come urlo oggi. E c'è in questo episodio la prova di uno scollamento tra i valori e di una deleteria noncuranza verso la donna e i suoi sentimenti.

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venerdì 17 agosto 2012

Yes, we can!

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E' vero che io non posso migliorare tutto il mondo, ma se io sorriderò al mio vicino e lo aiuterò nel suo procerede, avrò fatto una piccola cosa. E se la stessa cosa ognuno vorrà attuarla ecco che postremo, insieme, fare una grande, bellissima cosa.

Vogliamo cominciare oggi ? Dai, che siamo una forza !
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martedì 7 agosto 2012

Intemperanti, obesi e scontenti,

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Volete che riparliamo del mio ormai famoso micetto Oscar.? Lo faccio con piacere perché, mentre lo osserviamo  insieme. impariamo a stabilire alcune priorità.

Oscar dedica al sonno e al riposo il tempo per lui necessario e si risveglia sempre dolcemente sereno. Riprende cognizione di ciò che lo circonda, si stiracchia e successivamente si dedica all’ igiene personale, per passare poi alla ristorazione. Beve, mangia e si rende disponibile.

E lui sfoga la sua vitalità correndo e rincorrendo ogni piccola cosa in movimento come  ossequio inconsapevole  al mònito che ci perviene da lontano “Ment sana in corpore sano”. E anche noi, dovremmo usare di più e meglio le nostre gambe !

Un micio sazio, per sua natura,raramente indulge  ad ingoiare disordinatamente e a casaccio qualsiasi alimento ed è per questo che un gatto non fa indigestione o accusa mal di pancia.

Sarà l’uomo a traviarlo per un malinteso senso d’affetto perché noi  siamo intemperanti anche se sappiamo che l’agilità, la scioltezza e la flessuosità sono ottimi supporti alla salute e alla bellezza. E così, molti di noi si ritrovano obesi, appesantiti e scontenti.

Forse….é meglio emulare Oscar, che ne dite ?
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venerdì 3 agosto 2012

Amarcord del tempo delle mele.

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Il caldo umido e opprimente mi obbliga a dedicare qualche momento, al dolce far niente, che concedo e impongo al corpo, ma indurre la mente al riposo é questione improponibile. E il pensiero ripercorre serenamente, noti sentieri.

Avevo 14 anni quando la mia mamma, mi ha messo davanti a precoci responsabilità: “Hai il diploma di terza media e puoi lavorare. Conosci le motivazioni per cui è necessario anche il tuo contributo e mi spiace perché so cosa vorresti, ma la vita è anche questo.” Non mi ha abbracciato, non ha indorato la pillola. Avevo già intuito questa realtà, ma io coltivavo diversi, appassionanti interessi, volevo conoscere, mi sentivo spronata a dare di più, leggevo moltissimo, volevo studiare. L’ho fatto in seguito, ma le lacrime di quella notte bruciarono a lungo.

Ho cominciato da un professionista facendo un lavoro che non mi piaceva, ma al termine del primo mese di lavoro……. stringevo tra le mani la mia dignità, la mia indipendenza, il mio contributo al benessere della famiglia : il mio primo stipendio!

Forse è così che si è mantenuto sereno il mio lungo percorso lavorativo, saldamente ancorato all’impegno, alla disponibilità e alla fiducia nella mia possibilità di essere autonoma, anche se non sono mancate delusioni e difficoltà. Molte persone mi hanno sfiorato… diverse, stimabili, mediocri, autorevoli, alcune ambigue, insignificanti, in qualche raro caso anche biasimevoli, però contribuirono tutte, alla mia formazione. Sono stata fortunata perché non ho mai dovuto abdicare ai miei principi, ed ho raccolto alternativamente stima, ingratitudine, stupida cattiveria, affetto, insomma un po’ di tutto quello che passa il Convento!

Il resto...alla prossima puntata.
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mercoledì 1 agosto 2012

Cerchiamo il rosa.

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Bravo Oscar. Sei un micetto abitudinario, e hai capito che – se nulla è in contrario -  ogni giorno, anzi ogni mattino, noi gli amici vogliamo vicino. Vuoi sapere anche tu cosa penso ? Penso spesso a chi è sofferente e anche a chi si lamenta per niente ! E, se è vero che “è subito sera”, io sorrido alla gente che spera. “ Il mio micio mi guarda perplesso, ha dormito, mangiato e bevuto, il mio affetto gli basta e gli avanza e non pone nessun’altra istanza.“ Però è bello, mio dolce micino, poter dire che – di primo mattino – c’ è chi vuole sentirci vicino !”Io vi auguro di cuore un buon giorno e voi guardatevi  intorno, ma cercate però,  in ogni cosa il suo lato più bello……..il più rosa.
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lunedì 30 luglio 2012

Io e Oscar -. il diario.

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30 luglio 2012
“Ciao Oscar, mi sembra di sentire la tua tacita sollecitazione e hai ragione. L’appuntamento con gli amici è improrogabile ! “
 Sono talmente suggestionata che mi sembra di intravedere un sorriso sotto gli sproporzionati baffoni del mio micetto.

“ Ma tu – gli chiedo  - non avresti  voglia di correre, di giocare, di sgranchirti le membra ? Anche I nostri bimbi hanno bisogno  di inventarsi nuovi giochi, di correre di stare con altri bambini, di vivere un po' all' aria libera, in grandi spazi. E invece, dopo averli privati dei cortili, siamo diventati sadici al punto di proibire loro, perfino l'accesso al verde condominiale. “

 Sono certa che Oscar non si pone domande e accetta ciò che passa il convento con gioiosa partecipazione, ma io rimpiango i tempi in cui le mamme aprivano la porta a bambini e micetti e li lasciavano correre a inventarsi la felicità. Ed era bello vederli tornare. Accaldati e stanchi, spinti soltanto da un impellente, vorace appetito. “Gli adulti sono strani, vero Oscar ?” (continua)
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domenica 29 luglio 2012

Impostazioni educative.

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“No caro Oscar, non si tratta di severità, ma di impostazione del vivere . Tu sei un cucciolo e , come i cuccioli umani, devi apprendere da subito che ci sono dei limiti ad ogni azione “

Il concetto è ostico per il mio micetto, ma io sono ben decisa a convincerlo che i paletti ci sono e sono talvolta invalicabili. Per la sua sicurezza e per la mia tranquillità voglio che lui non salga sul piano di lavoro della cucina, dove potrebbe scottarsi o rubare del cibo che non gli è destinato.

Non posso certo aspettare che diventi adulto e meno manovrabile quindi …. tengo a portata di mano un piccolo vaporizzatore e non appena Oscar balza sul marmo gli spruzzo sul musino un sottile getto d’acqua e lui scappa più veloce della luce.

“ Certo, lo so che per te è un fastidio, ma quando avrai capito che la tua libertà non deve limitare la mia, vedrai che tutto filerà liscio e sarà garante di una serena convivenza. E’ chiaro il concetto ? “

Non penso proprio che saranno le parole a convincerlo, ma sarà la mia fermezza ad impedirgli di trovare scorciatoie. Credo che questo atteggiamento non sia valido solo con i gatti.
Ciao bella genete !

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venerdì 27 luglio 2012

27 luglio.

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  • Oscar è già in attenta posizione di paziente ascolto. “Hai visto che cielo ? “ gli chiedo senza aspettarmi risposta “E tu credi che questa umanità che corre verso non so cosa, dedichi a questo cielo terso, l’attenzione che merita ? Pensi che provi gratitudine per questo spettacolo di infinita bellezza? No, caro micetto, manco pa’ a capa ! Noi siamo pronti e vivaci nell’esprimere contrarietà e dissenso, ma molto indifferenti al fatto che i giorni scorrano nella dolcissima. serena normalità. L’ ordine, la bellezza ci sembrano dovuti.”

    Oscar è intento all’igiene personale e io continuo imperterrita a raccontargli la vita “Quando leggerò questi appunti ai bambini metterò l’accento sulla consapevolezza, mentre loro presteranno più attenzione alle tue reazioni, ma qualcosa la loro giovane mente, inconsapevolmente, registrerà. Apprezzare la natura, viverla e partecipare al suo dipanarsi nella quotidianità, arricchisce.”

    Oscar si sta distraendo e fissa qualcosa che vede solo lui e improvvisamente si allontana. Vedere i suoi armoniosi movimenti felini mi rasserena. Questo mio convivente a quattro zampe cresce a vista d’occhio, mi cerca, mi segue ovunque e mi permette di volergli bene. Splendida sensazione….amare.
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mercoledì 25 luglio 2012

Giorgio Gaber - il ricordo.

Oggi,it......................24 luglio 2012
Giornale di Brescia...24 luglio 2012
Il Giornale................28 luglio2012
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 Eccolo qui ! Piazzato e attento il mio micetto pare abbia capito che questo saluto agli amici é…improrogabile !

 “Caro Oscar, oggi le mie parole sono commosse perché una canzone mi ha ricordato un amico, te ne parlo perché voglio farti capire che – quando ci si regala agli altri con amore - si semina e si raccoglie amore. Sono quasi dieci anni che il signor G, ci ha lasciati.

Giorgio Gaber si è ritirato dietro le quinte, ma ha lasciato aperto sulle tavole del palcoscenico, uno scrigno pieno di perle e gioielli preziosi che sono, anch’essi prova del suo amore per l’Italia e per l’umanità. Una preziosa eredità per la gente semplice, per una folta schiera di esponenti della cultura, per una folla immensa che lo ha amato e che ancora ricorda i suoi intriganti monologhi musicali o in elegante prosa.

Il Signor G non era mai volgare, sempre garbatamente ironico, intelligente,  è stato la colonna sonora che ha fatto da sottofondo al divenire di molti. Sarà banale concludere con un affettuoso, sincero grazie, ma l’amico Gaber, da quel gran signore che è, saprà andare oltre la ricercatezza del parlar forbito. Lui era semplice, arguto e GRANDE !

 Ne parlo a te che non capirai, agli amici che parteciperanno e al mondo che non lo dimenticherà “ Oscar mi guarda perplesso. “ Va bene, adesso ti do la pappa e berrò il mio caffè.” Serenamente, con voi.
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domenica 22 luglio 2012

Un nuovo amico.

Oggi.it  -      23 luglio 2012
Il Giornale - 26 luglio 2012
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Gli amici sono al corrente dell'ingresso nella mia vita di un nuovo amico, Un delizioso micetto che ho chiamato Oscar che ha preso l'abitudine di sdraiarsi davanti alla stampante e  mi impedisce di mantener fede al programma che mi ero imposta :   non parlarvi troppo di lui, ma i suoi occhi celesti posati su di me rivelano un’inconscia aspettativa.

“Va bene, salutiamo assieme gli amici !” e intanto mi chiedo se Oscar è contento di vivere con me che lo coinvolgo nella mia vita abitudinaria, in uno spazio limitato mentre lui ha voglia di esplorare il mondo. 

 I gatti sono animali notturni, arrampicatori agilissimi, amavano girare sui tetti quando le case erano al massimo di un paio di piani, esploratori incontentabili  si allontanavano, ma tornavano abitualmente “in sede” . Adesso, ho l’impressione di tenerlo prigioniero.

“Ma non è così, sai patatino ?! Fuori il mondo è impietoso e pieno di pericoli, Avresti vita breve, nel traffico cittadino !” Mi sembra di cogliere sul suo musetto…un’espressione sorridente e consapevole.

Forse ha capito che a  nessuno è consentito di vivere la vita che sogna ! Tutti dobbiamo trarre il meglio da ciò che passa il convento, costretti ad attenerci a ciò che  afferma un  saggio mònito  "Se ti metti in gioco osserva bene  le tue carte, perché con quelle devi giocare! Al meglio….s’intende.”
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giovedì 19 luglio 2012

Potenza interiore.

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Ho conosciuto gente che non si é mai mossa dal paese d'origine, che pure aveva la capacità di condurmi per mano per le vie del mondo.
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domenica 15 luglio 2012

Il mio convivente a quattro zampe.

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11  luglio - Oscar è entrato nella mia vita con la sua naturale carica di  invadenza, con la sua curiosità, l’instancabile vitalità.  Questo micetto con l’argento vivo, mi occupa e mi preoccupa perché è piccolino, imprudente e si infila ovunque.
Ieri stavo per chiudere nel frigorifero, questo mio adorabile amico che ha portato il sorriso e la gioia nelle mie giornate, rallegrando anche l’ora nei pasti con la sua prepotente partecipazione. Comincio a scoprire i suoi gusti orientati verso briciole di prosciutto cotto e di grana.
 Si arrampica velocemente dappertutto e parcheggia preferibilmente, sul bracciolo della mia poltrona , ma in questo momento è rannicchiato di fianco allo schermo del computer e osserva incuriosito lo scorrere delle mie dita sulla tastiera.
Gli ho parlato di voi e ormai sa che i primi minuti di ogni risveglio sono dedicati a questa affettuosa consuetudine che è il mio saluto augurale agli amici. Mi sa se Oscar partecipa a questo mio irrinunciabile contatto con voi. Buen dia amigos y que la vida ve suria !
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venerdì 13 luglio 2012

Qua la mano Signor Sindaco !

Massimo Zedda, ha 38 anni ed è stato eletto a sindaco nel maggio del 2011.
Ci  dimostra, con i fatti,  che l'onorabilità é ancora un valore. Grazie per avercelo voluto ricordare.

resistenti, bravi politici ci sono ancora ,cerchiamoli per avere una giusta italia  anto
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L'amore é un'erba spontanea che cresce nel giardino della vita.
 Non si coltiva in serra, spunta quando vuole, anche fuori stagione, ma è prepotente e caparbio.
Il suo sbocciare profuma, incanta e arricchisce.
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domenica 8 luglio 2012

Vivere.

Postata da me su piemonmte over 40 e oltre il 22 giugno 2013
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Se ami la vita, fallo con semplicità.
Se vuoi che la vita ti ami, non porle troppe domande.

renata mucci
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venerdì 6 luglio 2012

NO alle guerre !

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Credo che la guerra sia una cosa che rappresenta la più grande vergogna dell'umanità. E penso che il cervello umano debba svilupparsi al punto da rifiutare questo strumento sempre e comunque in quanto strumento disumano.

Gino Strada
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martedì 3 luglio 2012

Vieni ! C'é una strada nel bosco....

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Il bosco  offre quella cultura dell'anima, quell'estasi dei sensi, quell'appagamento del cuore che può essere paragonabile soltanto a qualsiasi altro spettacolo che la natura decide di offrire. Rivedo il mare, calmo o tumultuoso, l'alba, il tramonto,un ulivo, una quercia, una pratolina ......Mi perdo e mi ritrovo, mentre intravedo la felicità.
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sabato 30 giugno 2012

Agosto può tornare ad essere un normale mese qualunque.

replay su facebook il 17 giugno 2013.
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Un lettore de LA STAMPA, Sabino Labia,  segnala un commento di Giovanni Spadolini, già pubblicato sulla prima pagina della Stampa il 2 agosto del 1974, dal titolo “Di Ferragosto si può lavorare”, che sembra l’ideale risposta ai vari Cicchitto che non ne vogliono sapere di perdere un solo giorno di vacanza. Potrebbe essere stato scritto questa mattina.


«... Abbiamo il coraggio di affermare che Ferragosto non costituisce affatto una scadenza. Il Parlamento è sovrano in tutto, anche nel decidere o non decidere le proprie ferie, nel commisurarle alle effettive esigenze di un lavoro legislativo sempre più pressante e impegnativo... Le ferie possono essere tranquillamente spostate a dopo gli inizi di settembre. Occorre uscire da questa atmosfera di incertezza e quasi di suspense. La prospettiva di maratone domenicali, per chiudere comunque entro il 10 o il 12 agosto, non costituisce né una prova di serietà, né una prova di responsabilità. I decreti che attendono l’esame delle Camere sono grossi e impegnativi, investono materie che interessano le tasche di tutti i cittadini, seguono a ripensamenti e ondeggiamenti che hanno accentuato la sfiducia dell’opinione pubblica, si allargano a temi (...) che prefigurano grandi e decisive riforme della vita nazionale. "
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mercoledì 27 giugno 2012

La lieta novella.

Bresciaoggi - 2 luglio 2012
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E’ proprio vero che non bisogna mai dire “mai”. Sono infatti davanti ad un evento davvero imprevisto e straordinariamente gratificante.  Sono oggetto di tesi di laurea !

il 25 giugno 2012 in Brescia, all’Arici, nel salone della Gloria, la neo dottoressa Laura Capici ha sottoposto a giudizio la sua tesi che titolava “La lettera come genere letterario. Il caso di Renata Mucci: la Gazza ladra.

E ciò mi ha consentito di vivere - con la bravissima dr.Laura Capici….il ruolo di coprotagonista di questa giornata indimenticabile. Mi rendo conto che non sarà facile decifrare e porgere l’emozione intensa del momento, dovuta ad un insieme di sfumature. In primis la partecipazione alle sensazioni di Laura, bellissima e circondata dalla “sua famiglia” in trepida attesa. Una bella famiglia del genere “uno per tutti e tutti per uno”. I giovani genitori e la diciassettenne sorella, fieri e riservati in composta attesa.

Al mio fianco, sorridente non ostante la soffocante calura, l’amica di sempre Fausta totalmente coinvolta nella calda gioiosa atmosfera. Fausta Bertoli mi è stata accanto nei mie primi approcci con la scrittura, mi ha spronata e supportata sempre.

Poi, al momento clou, al cospetto dei professori togati e certamente provati dal caldo afoso, Laura inaspettatamente sciolta ha disinvoltamente sciorinato il suo sapere. Brava, esauriente ha concluso il lungo iter di studio appassionato. L’esposizione dell’incomparabile Prof. Carla Boroni, riferito al tema e, inevitabilmente, alla mia persona, ha definitivamente appannato il mio sguardo con una commozione che mi è stato difficile nascondere. Grande Laura e Grande Prof. Boroni che ho ringraziato per avermi consentito, di dare un futuro al mio passato. Mi spiace di essere riuscita a bisbigliare al suo orecchio, soltanto un tartagliante “Yo te amo”.

E adesso il punto che ha reso davvero ingestibile la mia commozione. Nella prestigiosa autorevole sede, tra la folla, ho riconosciuto il volto attento e soddisfatto del mio unico figlio, restio e riservato di carattere che era inaspettatamente presente e mi sorrideva.

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