mercoledì 12 febbraio 2020

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San Valentino : La filastrocca !
Per quest'anno non donare
ciò che l'euro può comprare,
ma con forte convinzione
offri, invece, un'emozione
e come fosse fresca brezza
porgi, lieve una carezza.
E uno sguardo penetrante
lo riserverai all'istante
al tuo "lui" o alla tua amante.
Poi, concluderai in bellezza
dedicando un bell’inchino
anche al buon San Valentino !
Renata Mucci

mercoledì 5 febbraio 2020

Pro memoria per San Valentino.

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AMORE : parola piena, totalizzante ! Da non confondere con l'innamoramento che è anch'esso coinvolgente, ma ben lontano da quella che è la connotazione essenziale dell'amore,  talmente generoso da subordinare la sua propria felicità alla felicità del partner. L'amore è generoso, ma anche esigente e " Dà se dai ! ". Quindi offri con slancio ciò che vorresti ricevere e se vuoi sentirti ripetere "TI AMO" - non aver paura di affermare a gran voce o di sussurrare dolcemente - anche a sproposito - gioiosamente "TI AMO".  Il 14 febbraio, giorno di San Valentino è ormai prossimo e, in attesa del brioso giorno – in ossequio al tema - trascrivo alcuni miei aforismi : 
  =  1) “ L’inattesa carezza del mattino trasforma una palude in un giardino “.
 = 2)  “Il corpo è talvolta il traduttore simultaneo dei palpiti del cuore” 
= 3) “  Sorrido ancora all’amore. E’ sempre stato e sempre sarà l’essenza del vivere. Ne ho pagato il prezzo e non ho rimpianti. Amo le mie cicatrici !"
e concluderei con questo "botta e risposta" che può essere considerato onnicomprensivo : 
= 4)  "Cosa c'è di più bello di due giovani che si amano ? “ “ Due, non più giovani, che si  amano ancora !" . 
Con un fragoroso W O W auguro a tutti un festoso San Valentino! 
Renata Mucci - Brescia

giovedì 23 gennaio 2020

Vivere meglio ? Si, possiamo !

Giornale di Brescia 24 gennaio 2020
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     Tutti serbiamo più o meno saldamente nella mente, alcune considerazioni che però raramente utiliziamo per vivere meglio e, inoltre, frequentemente dimentichiamo le straordinarie potenzialità del cervello umano che il conciso e semplice “volere è potere” riassume in gran parte.

Un grande passo verso la pace interiore o addirittura verso la gioia, possiamo compierlo sforzandoci anzitutto di apprezzare come meritano, i gesti ripetitivi e consueti che ci rassicurano. A cominciare dal profumo del caffé che sobbolle nella moka, passando all’intimo piacere che ci pervade quando lo sguardo accarezza gli oggetti che ci circondano e ci sono famigliari .
 La conquista della serenità - a cui tutti aspiriamo - si avvia infatti con la considerazione ovvia, ma doverosa che non tutte le novità  sono positive e, spesso  ci fanno rimpiangere la normalità che talvolta consideriamo monotona.  E dovremmo ricordarlo specialmente  quando - a volte involontariamente - esprimiamo con un gesto di insofferenza il nostro malcontento con un sottinteso "che barba, che noia".
 Personalmente, ho spesso il desiderio di cominciare il giorno, con un grande  GRAZIE ! Per l'acqua che scorre tiepida nella doccia, per questi caloriferi bollenti, per il telefono che mi porta la voce "dei miei", per questo cielo azzurro e perché vivo in Italia. In questa nostra Patria che ci delude e ci esalta, in questa terra che ha il profumo della storia.
E, per riassumere,  trascrivo con  piacere un mio vecchio aforisma  che recita : " La serenità è una conquista della mente e un premio per l'anima e ci aspetta quieta, nel giardino della consapevolezza" .
Renata Mucci Brescia – remucci@tim.it

sabato 18 gennaio 2020

La Società SIAMO NOI

Giornale di Brescia - 19 gennaio 2020 


Ripetiamo spesso - che i tempi sono cambiati, ma dobbiamo ammettere che NON sono sempre e in ogni àmbito, migliorati.
Preoccupano particolarmente le carenze nel ruolo di educatori, che i genitori hanno drasticamente modificato, Oggi si adotta, fin da subito nei confronti del figli, una condiscendenza che si rivelerà certamente dannosa proprio per i nostri ragazzi che arriveranno impreparati a scontrarsi con le inevitabili negatività del mondo esterno. A cominciare dalla scuola, fino ad addentrarsi nella società in generale e nel mondo del lavoro in particolare, laddove il dovere si impone fino a diventare prioritario.
Sarà quindi opportuno non dimenticare che le basi formative di qualsiasi individuo, vengono poste in famiglia, dove il compito genitoriale è anche quello di indicare il binario entro il quale devono scorrere i comportamenti individuali. Si deve fare in modo che i nostri cuccioli siano addestrati ad accettare un’eventuale sconfitta o un diniego ! Fin da quando muovono i primi passi è doveroso imprimere con autorevolezza nelle giovani menti - particolarmente ricettive e assorbenti - il concetto, seppur embrionale dell'accettazione degli eventi anche se negativi.
Le regole devono essere fissate e rispettate per consentire un' armoniosa formazione morale e una sana convivenza nella società . Al compimento del difficile compito che spetta alla famiglia, rimarrà poi la speranza nel buon esito del lavoro responsabilmente svolto perché è chiaro che, il risultato di una buona semina, è condizionato dalla qualità del terreno che la accoglie. Un identico buon comportamento si rivelerà positivo o negativo in rapporto alla reazione del ricevente.
Ma per programmare una società migliore è indispensabile contribuire con ogni mezzo alla buona formazione di individui migliori. Buon lavoro e buon futuro per tutti. remucci@tim.it


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venerdì 10 gennaio 2020

Giovani alla riscossa.

GIORNALE DI BRESCIA
 DOMENICA 12 GENNAIO 2020
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  Dopo aver dato il benvenuto al giovane 2020, è però doveroso e opportuno  ricordare un evento che ha colorato positivamente il percorso conclusivo del vecchio 2019 . Mi riferisco alla “levata di scudi” di numerosi giovani e alla loro voce che si è levata imperiosa e unanime in difesa del pianeta in cui viviamo. 

Questi giovani – dolorosamente turbati dal degrado ambientale – invocano provvedimenti che possano arginare l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra che coltiviamo. E scendono in Piazza dando voce al pensiero di tutta una umanità sofferente che non sa come muoversi. 

Ed è consolante questa provvidenziale ribellione giovanile  che speriamo smuova  gli Alti Papaveri e i Governi di tutto il mondo e li sproni ad intervenire in ogni modo possibile. La voce imperiosa delle nuove generazioni dovrebbe trovare consenso e ascolto in ogni angolo di questo  mondo travagliato e inquieto che  non permetterà a questo evento significativo e importante di  passare sotto tono .Sosteniamo unanimi queste voci vibranti, con la speranza di un buon esito della loro lodevole iniziativa.   

Nei miei verdi anni ho urlato spesso “mai più” quando le bombe cadevano a distruggere sogni e vite innocenti, ma non ho mai cessato di sperare in una presa di coscienza che dia largo spazio agli eroi del quotidiano che sanno combattere senz’armi. E finché avrò vita continuerò a sperare che l’umanità faccia suo un solo imprescindibile comandamento che ripeta e imponga a gran voce di “ non ledere o danneggiare in alcun modo l'integrità altrui “ ! 

Soffochiamo qualsiasi atteggiamento rinunciatario e guardiamo con fiducia a un domani migliore perchè una irreparabile sconfitta per l'umanità tutta, trarrebbe origine proprio dalla perdita della speranza .

remucci@tim.it

giovedì 2 gennaio 2020

Benvenuto 2020 !

Giornale di Brescia - domenica 5 gennaio 2020

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 Caro e atteso anno 2020, sei per ora, soltanto  un neonato, ma noi ti affidiamo comunque, le nostre speranze, senza però  aspettarci di ricevere qualcosa. Al contrario, ti preghiamo di togliere da questo mondo già tanto travagliato  la violenza e il bullismo, che ne è il seme ! 

Anch’io ti imploro a mani giunte perché sono certa  di interpretare il desiderio e il bisogno di gran parte dell'umanità che anela pace e serenità e vive invece, angosciata e purtroppo indifesa. 

So che non dipende da te la soluzione di questo problema che ci affligge tutti, ma ha le sue origini proprio nell'umanità stessa che non si impegna abbastanza e, in concreto, non sa nemmeno come muoversi in questo terreno melmoso e infido. E' questo, infatti il nocciolo della questione perché - se è vero che la violenza - ad ogni livello e senza distinzione di genere - è il cancro che infetta la società, è altrettanto certo che la società siamo noi e ognuno di noi, nel bene e nel male, ha precise e ineludibili responsabilità.    

Dopo una guerra che ha connotato la mia formazione adolescenziale e itragici eventi di questi ultimi anni, mi sono convinta che la violenza fa talvolta parte del DNA di alcuni predestinati e sciagurati individui. Esiste e ci può sfiorare senza che ne abbiamo – in tempo utile -la percezione !Tenuto conto di ciò, come imprescindibile, iniziale difesa dobbiamo addestrarci a riconoscerla. 

Precocemente dobbiamo rassegnarci all’idea che il lupo cattivo c’è e che l’uomo “nero nell’anima” esiste, ribadendo sempre che abbiamo però la possibilità e il dovere di spiarne i sintomi per evitarla e sfuggirne le conseguenze. 

I bambini devono imparare dalle conversazioni che ascoltano in casa, a scuola, a disprezzare il bullo che è un individuo spregevole e vigliacco. E le donne devono convincersi che l’amore deve rassicurare e dare gioia e che - se mancano queste premesse - NON si tratta di amore. 

Imporci il rispetto verso chiunque e addestrare i minori a NON nuocere, sarà utile per formare individui onesti e rispettabili e può essere un buon cominciare. In mancanza di regole risolutive, attiviamo il continuo impegno ad avversare, condannare e punire severamente la violenza, senza cercare attenuanti che non la giustificano.
 
Grata per l'attentione, auguro buon anno a tutti con affettuosa solidarietà. 
Renata Mucci remucci@tim.it 

martedì 10 dicembre 2019

25 dicembre, AMARCORD

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Il Natale dei miei anni infantili ( 1930/40 ) era caratterizzato da un rituale atteso e sempre uguale. Qualche giorno prima del festoso evento, papà andava a scovare - non so da dove - il grosso pentolone che serviva soltanto in quell'occasione e lo poneva sul tavolo della vasta cucina che era il cuore della casa e della famiglia e mamma lo lavava e lo asciugava in attesa di utilizzarlo.
 Sarebbe servito a cuocere il cappone allevato in cascina dalla zia Isabella e io aspettavo i preparativi successivi che mi affascinavano fino all'ultima fase che vedeva il cappone, ripieno e ben ricucito, immerso nell'acqua calda, salata e con un gambo di sedano e una cipollina. Il pentolone posto sulla piastra rovente della stufa a legna iniziava così, pian piano, ad emanare il caratteristico profumo che riempiva la casa e l'atteso giorno di Natale il cappone veniva tranciato e ben sistemato nel "piatto di portata" e servito caldo e odoroso, festosamente preceduto dagli agnolini in brodo. 
Non c'erano antipasti e - per finire - qualche mandarino e una fetta di crostata fatta dalle mani abili di mamma. Tutto qui ! L'albero di Natale non esisteva e nemmeno l'abitudine di fare regali però, vicino al presepio  che, giorno dopo giorno, aveva tenuto gioiosamente occupati tutti noi di casa, qualcosa di utile per me e mia sorella, c'era sempre. In questi ultimi anni questa ricorrenza ci ha portati a indulgere verso più vistose manifestazioni, ma non so se sono quest'ultime a renderlo più sereno e a predisporlo al rimpianto. 
Nel ricordare con tenerezza quello che, per tutta la famiglia, era un pranzo indimenticabile, rivivo con  nostalgia l'atmosfera insolitamente  eccitante e piena di aspettative che lo precedeva e neppure dimentico il gioioso sostare davanti al camino dove ci si radunata per parlare ed ascoltarci, gustando le caldarroste sempre insufficienti, anche se abbondanti.
A questi eventi è malauguratamente seguita – dal giugno del 1940 – una guerra devastante e cruenta che ne ha impreziosito il ricordo, connotandolo con uno struggente rimpianto.
 Nel porgervi questo mio "C'era una volta" auguro a tutti e comunque, tanta pace e gioia nel cuore, affettuosamente-  Renata Mucci - remucci@tim.it