domenica 22 ottobre 2017

La foresta che cresce

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Block notes di renata mucci
Hiornale di Brescia domenica 22 ottobre 2017

La foresta che cresce


“Fa più rumore un albero che cade, che un’intera foresta che cresce “ Scrisse più di duemila anni fa il saggio e indimenticato Lao Tzu. Alla luce di questa riflessione torno col pensiero al terrorismo attuato da pochi individui fanatici e pericolosi e mi rendo conto che l’enfasi martellante dell’ informazione attuata da stampa e televisione è altrettanto temibile. Li rafforza e li rende paradossalmente potenti e quasi invincibili. 

A cosa serva tornare una, due, dieci volte sullo stesso trucido argomento ? Serve soltanto ad attribuirgli potenza Meglio sarebbe – oltre che partecipare al dolore per le vittime innocenti - ricordare l’operare silenzioso della gente comune, dei tanti individui comuni che operano su larga scala in tutto il territorio, di chi offre costantemente ottimi esempi di rettitudine e di collaborazione. 

Come per la foresta che cresce e si rigenera, a questa moltitudine andrebbe riservata maggiore attenzione e dovrebbe essere costantemente alla ribalta, proprio per contrastare la crudeltà  ottusa di pochi. Dopo le stragi rischiamo che il panico travolga le nostre vite ed è proprio questo che si propongono questi spregevoli assassini. Non assecondiamoli. Restando uniti e operando per il bene comune, attivando una compatta, costante forma di altruismo, infoltiremo  l’Esercito dei Giusti pronto a contrastare il male. 

Gli Organi d’informazione dovrebbe dare maggior risalto a questa “foresta che cresce” e non, invece, rimestare continuamente nel terrore.  Occorre molto coraggio per dominare la paura e prendere le distanze dal terrore che ottunde la mente, ma è questa l’unica arma che può contrastare questo pericolo incombente. Non dimentichiamolo ! (r.m.)


domenica 15 ottobre 2017

La terra (forse) non è il Paradiso

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Giornale di Brescia domenica 15 ottobre 2017
block notes di renata mucci

IL GIORNALE del 15 ottpobre 2017

La terra, forse non è il Paradiso, ma avrebbe potuto esserlo ! C'erano fiumi limpidi e mari dai colori intensi e limpidi, c’erano boschi e foreste immense. Ma, specialmente in quest’ultimo secolo abbiamo agito con insensata avidità, disboscando e inquinando acque e aria. 

Comunque un intervento a favore è ancora possibile specialmente se sapremo ricordare che abbiamo ricevuto in prestito dai nostri genitori ciò che di bello ancora rimane, per poi consegnarlo ai nostri figli. Invece, abbiamo usato i fiumi come discariche, abbiamo inquinato i mari e disboscato zone verdeggianti distruggendo risorse immense. E lo sappiamo bene che sradicando alberi (le cui radici danno stabilità al terreno) la terra frana e trascina con sè persone e cose. Abbagliato dal luccichio effimero del denaro l'Homo è diventato incosciente e pericoloso per se stesso e per l’ambiente. 

E mi chiedo dove attingo la mia insopprimibile fiducia nel futuro dell'umanità. Forse nelle migliaia di persone come me e negli individui generosi come Gino Strada e nei suoi collaboratori, nel medici senza frontiere, nei volontari sulle ambulanze e nei i tanti eroi del quotidiano.Mi danno speranza gli alpini che si sono radunati sempre e tempestivamente, nelle zone terremotate o dove la natura si è ribellata agli interventi insensati dell’uomo. E ritrovo la forze della speranza nella gente operosa che transita sulla strada ancora percorribile dell'onestà, nello sguardo limpido e fiducioso dei bimbi per i quali vale ancora la pena di lottare ! E se il cielo è pieno di nubi minacciose è giusto sperare in una nuova alba perché dopo qualsiasi temporale, torna sempre il sereno, seguito spesso dall’arcobaleno.(r.m.)
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venerdì 13 ottobre 2017

Dedica

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Mi hanno dedicato una breve poesia che mi ha fatto sorridere grata :

" Se la vita ti ha beffata o ti senti un po' sfigata
potrai dirti fortunata se vedrai donna Renata "


Grazie ancora.
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giovedì 12 ottobre 2017

Applausi assurdi.

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Giornale di Brescia 12 ottobre 2017
Lewttere al Direttore
Penso che molte persone rimangano, come me perplesse davanti all’assurdità di alcuni comportamenti. Mi riferisco a spettacoli e quiz televisivi nel corso dei quali i concorrenti applaudono e si applaudono continuamente. 

Per ogni risposta giusta applausi e ugualmente dopo ogni risposta sbagliata. Come scimmiette ammaestrate applaudono sempre e comunque. Ed a ciò aggiungo le risate isteriche che suscitano perplessità. Ogni volta che viene espressa una risposta sbagliata, giù a ridere, a lungo, stupidamente. 

Non credo di essere sola a restare sgradevolmente basita davanti e tali comportamenti. semplicemente ripetitivi ed assurdi. Sbaglio ? – renata mucci - Brescia
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domenica 8 ottobre 2017

Il profumo del fiore non colto.

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Giornale di Brescia domenica 8 ottobre 2017
block notes di renata mucci
IL GIORNALE del 9 ottobre 2017

il profumo del fiore non colto.

Il fiore che non colsi ! E’ forse il titolo di un romanzo oppure di un film ? Non so e non ricordo, ma la frase ben si attaglia alle occasioni perdute, alle rinunce consapevoli , ai - più o meno volontari – atteggiamenti di rifiuto o di prudente cautela.
Guardo i miei fiori non colti, appassiti e riconosco la mia rinuncia allo studio. Quel fiore bagnato dal mio pianto è morto soffocato dall’amarezza vicino a quell’altro fiore che è la mia rinuncia, volontaria, a riprendere a nuotare, dopo uno spavento. Avrei dovuto reagire, avrei dovuto lottare per realizzare i miei sogni.
Fiori non colti e sempre rimpianti, lasciati inaridire forse per colpevole inerzia. Ma non voglio fare qui un elenco dei “no” più o meno motivati che hanno comunque cambiato il corso degli eventi che mi riguardano.
Chiedo a voi se ricordate quel fiore che non avete colto, che avete lasciato appassire, forse coraggiosamente o, al contrario, colpevolmente. Un solo fiore – non colto – merita una carezza lieve, consapevole e grata. Non colto per rispetto, per amore per non sciupare qualcosa di particolarmente delicato. Ed è questo il caso in cui il ricordo sfiora con gentilezza l’orgoglio per aver ben agito e sommuove nell’anima un profondo, gratificante, compiacimento. I
o credo che ci sia in ogni percorso un fiore appassito al quale sorridiamo nel ricordo, un fiore dal profumo speciale che sa di malinconia. La rinuncia a un amore sfiorato, il rifiuto a un invito intrigante, l’aver girato le spalle ad un’occasione sono fiori non colti per paura, per prudenza o istintivamente lasciati sfiorire. Fiori che forse non meritano il rimpianto ma, certamente meritano un ricordo e un sorriso (.r.m.)
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domenica 1 ottobre 2017

L'elogio dell'autonomia.

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block notes di tenata mucci
Giornale di Brescia domenica 1° ottobre 2017
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L'elogio dell'autonomia.
L'autonomia è la cosa più bella che ci sia ! Se poi viaggia fianco a fianco con l'efficienza - che sott'intende buona salute e intelligenza - siamo quasi al punto più alto delle più appaganti emozioni . Ma, per contro, pare che siamo destinati ad apprezzarla, quando cominciamo a perderla. 

Credo sia così per tutti, ma – con maggior competenza - parlo per me. Per me che ho avuto la fortuna d’invecchiare e riesco ad accettare serenamente tutto ciò che è appannaggio di una normale vecchiaia. Sto utilizzando roba usata che risente dell’usura e sto arrivando ad un’alta gradualità di dipendenza. Però, difendo con tutta me stessa l’ambito strettamente personale e riesco a gestirlo alla grande, lasciando anche spazio ad una residua civetteria alla quale sorrido con solidale comprensione. E traggo vantaggio dal fatto che, certe manchevolezze si traducono in piccoli vantaggi
 
Per fare un esempio, ci vedo poco quindi mi specchio – senza che il sorriso si spenga. Ma ci vedo bene almeno per quanto riguarda il mio rapporto con gli altri perché quello che non vedo…"lo sento" ancora chiaramente e profondamente. Care pantere grigie e volpi bianche (uomini e donne) siamo arrivati dove volevamo arrivare, quindi rigettiamo la teoria del lamento e sostituiamola con qualche sorriso. 

Quando ho deciso di trovare nuovi interessi, ho trovato utilissimo l’uso del computer, ma ben venga qualsiasi attività che aiuti la vivacità mentale a vivere la vecchiaia, serenamente. prendendosi cura della propria efficienza. E’ così bello stare in panchina e guardare gli altri giocare la loro partita. Facciamolo con serena consapevolezza e ne trarremo motivo di gioia. Garantisco ! (r.m.)
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giovedì 28 settembre 2017

28 settembre

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  2. Settembre si sta concludendo in maniera trionfale. Le giornate scorrono luminose con una temperatura ideale e invitano a dirottare l'attesa verso i colori affascinante dell'autunno. Dolcemente, le stagioni combiano, si evolvono o si involvono cambiando il panorama.. 
  3.  
  4. Che ne dite di godere assieme ogni attimo con animo grato ?.
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domenica 24 settembre 2017

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Giornale di Brescia domenica 24 settembre 2017
Block notes di renata mucci

Oltre il nido . Lasciamoli volare



  Dipanare la matassa, ovviamente attorcigliata attorno all’amore genitoriale, non è facile. Riandando alla mia esperienza di figlia, comincio con ammettere di aver provato sentimenti di insofferenza nei confronti dei miei genitori. Ed è capitato a tutti di cullare il legittimo desiderio di procedere in maniera autonoma a cominciare dal periodo adolescenziale, mentre cerchiamo di affermare - anche a sproposito - la nostra presunta autonomia. Oppure, quando facciamo scelte che ci riguardano direttamente e rivendichiamo il nostro diritto all'errore. Oppure, quando "mettiamo su famiglia".  Oppure, ed è un caso frequente, quando già dobbiamo mediare tra le esigenze del partner e quelle dei figli e anche la più affettuosa interferenza ci crea soltanto ulteriori disagi. Insomma...càpita ed è inevitabile se consideriamo che siamo forse l'unica specie che ambisce a partecipare eternamente al divenire dei figli. Ma viene momento in cui dobbiamo restare in disparte senza interferire. E questo chiedono i figli ! A quel punto, basterà ammettere che - ciò che offriamo ai figli - l'abbiamo a nostra volta, già ricevuto dai nostri genitori, parlo in generale, ovviamente. Ma ho sentito affermare "Però, quando hanno bisogno d'aiuto vengono da noi!" E dove dovrebbero andare? Non è bello, rimanere disponibili, contribuendo alla loro serenità ? Dobbiamo soltanto ricordare come eravamo. Loro, come noi, vogliono volare...vogliono librarsi da soli per cercare altri lidi, altri compagni e se sapremo sorridere guardando il loro volo, ci riserveranno un angolo privilegiato dei loro cuori, per sempre. Di questo, ritengo di poter essere certa, ma quando è il momento…lasciamoli volare ! (r.m.)
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