domenica 25 giugno 2017

Trilussa docet.

block notes di renata mucci
Giornale di Brescia domenica 25 giugno 2017

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Trilussa scrisse :"La bolla di sapone è l'astuccio trasparente di un sospiro"  e mille volte mi è tornata in mente questa frase seguita da un sorriso compiaciuto e complice. Si, perché conferma che anche gli adulti e i plus agé indulgono al gioco delle bolle di sapone, ponendo in ogni bolla un sospiro. 

Quante volte, ad una virtuale bolla di sapone abbiamo affidato un rimpianto, un desiderio,  un  ricordo ? Ritengo che, generalmente, il sospiro che si affida a quell’astuccio fragile, ma anche saldo e protettivo, sia legato alla bellezza :infatti si conserva teneramente qualcosa che si rimpiange, che si vorrebbe aver vissuto o che si vorrebbe rivivere; qualcosa di sognato, di appagante insomma. Qualcosa che la memoria accarezza con tocco cauto e lieve, qualcosa che è, per noi prezioso. 

In una, io vi ho posto un brivido d’amore e in un’altra bolla una notte troppo piena di stelle. E anche un amplesso, una delusione cocente, un fiore raccolto in un prato, un moto d’orgoglio per una conquista sudata. Tutti ricordi che si accompagnano ad un dolce, tenue sospiro e anche voi, amici lettori, quanti sospiri avreste voluto conservare in quel fragile astuccio trasparente? Quante gioie e quante delusioni, quante cose – belle e meno belle – si sono concluse con un sospiro ? 

Tante, certamente e io provo un’infinita gratitudine per chi inonda di poesia le nostre semplici e normali sensazioni, i nostri sospiri. Sono quindi profondamente grata a Trilussa che eleva anche la più tenue emozione, attribuendole  valore e prestigio e rendendola degna di essere custodita in una bolla di sapone che diventa l’astuccio trasparente di in sospiro.
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venerdì 23 giugno 2017

Ritorno in cascina.

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 Tornavo in Cascina il fine settimana e “La cà de Cané” la Casa tra i canneti mi sembrava ancora più accogliente. A Brescia i bombardamenti erano continui e scarseggiava tutto. Si viveva nella paura, ma in cascina, quell’autonomia che in tempi normali poteva sembrare carente dava – nella tragica situazione di quegli anni – l’idea del privilegio. 

Lì c’era ancora il pane, la polenta, si poteva sacrificare qualche gallina, c’era il latte, c’erano le uova e frutta e verdura come in tempi normali. E la notte ci si poteva spogliare per andare a letto, senza dover rimanere pronti a scappare nei rifugi. Si sentiva però il deflagrare delle bombe sulla città e quel sollievo dalla fame, non fugava l’angoscia. Le automobili erano poche e quasi tutte utilizzate dai militari perché quelle poche di proprietà privata erano state tutte requisite. 

Anche molte case di lusso, belle villette erano state requisite per alloggiare gli alti papaveri, e gli alti gradi militari. Con l’entrata in vigore delle folli leggi raziali molti italianissimi ebrei erano stati deportati. Era il tempo dell’oro alla Patria, delle cancellate di ferro divelte perché anche il ferro serviva. Era il tempo della Repubblica di Salò, di rappresaglie, retate, mitragliamenti, smembramenti familiari. Nella stessa famiglia un giovane aderiva alla Repubblica e l’altro combatteva a suo modo in montagna. Lacerazioni di ogni genere, tempi di quotidiano terrore.


Io vedo la guerra incarnata in un enorme, gigantesco mostro senza occhi con mille braccia e mumerosi grandi piedi che schiacciano tutti noi improvvisati bonsai d’uomo che fuggono terrorizzati con in braccio i loro cuccioli e inciampano e soccombono  senza scampo. Maledetta guerra e stra/maledetti tutti coloro che – al riparo – costringono altri a subirla. 
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giovedì 22 giugno 2017

In cascina !

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20 giugno 2017

- In cascina vivevano, abbastanza autonomamente, numerose famiglie e i bambini abbondavano .Ricordo che quando ad una mamma si chiedeva “Quanti figli ha ? la risposta era sempre preceduta dalla parola “Viventi !” “Viventi 7 “ Viventi 14 “ e viventi stava a significare che i più gracili, quelli che non ce la facevano erano (quasi) nella previsione. Il freddo, la miseria, la lontananza dai centri di cura dove, per arrivarci c’erano soltanto le biciclette, quando c’erano. E le strade, d’inverno, diventavano impraticabili.
La mia zia Isabella abitava stabilmente in cascina con lo zio Vittorio e non avevano figli. Io arrivavo, attesa e amnirata dalla città, perché portavo sempre le scarpe e una ventata di curiosità animava i bambini del posto : “ Ghe riat la bresanina “ è arrivata la brescianina !
Nelle lunghe serate estive, sotto il lungo portico sistemavamo le panchine e io facevo teatro. Recitavo poesie, e inventavo scenette scegliendo tra i bimbi del posto, gli aspiranti attori. La scenetta che dovevo ripetere a furor di “bis” era la seguente: In scena con qualche straccio legato sui fianchi per farla sembrare adulta una bimba grandicella doveva chiedermi :
“Che fai bella fanciulla che guardi lontano per quella via ?” “ Oh, se sapessi –rispondevo io molto calata nella parte – quando fu morta, l’han portata di là la mamma mia, ma mi han detto che debba tornare ! “ “ Ma non sai bella bambina che i morti al mondo non tornano più ?” e io con sul viso l’espressione dell’ indomita certezza rispondevo “Tornan nel prato i fiorellini miei, tornan le stelle…TORNERA’ ANCHE LEI “e gli applausi, anche degli adulti per questa attestazione di incrollabile fiducia, erano scroscianti !
Tutto questo ci procurava quasi sempre una fettina di prezioso bossolà. (una semplice torta col buco, pieno di felicità)
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E ancora, amarcord !


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C’era a quel tempo, un evento ricorrente che eccitava le fanciulle ed era il bagno settimanale al fiume. Partivamo, nel tardo pomeriggio del sabato, ognuna con il fagottino della biancheria pulita, un asciugamano e una fetta di sapone di Marsiglia conservato in una scatolina di latta.   

Si, d’accordo, c’era la gioia dello stare insieme, l’eccitazione per il superamento del contatto con l’acqua gelida del fiume, ma a 14, 15 o 16 anni c’era anche un altro elemento che contribuiva a rendere civettuolo il nostro procedere. I ragazzi della cascina si appostavano tra i cespugli per spiarci e noi lo sapevamo! Le ragazze del posto indossavano, per entrare in acqua, delle camicione larghe, di tela grezza, senza maniche, corte fino al ginoc­­­chio che non si appiccicavano al corpo, nemmeno bagnate. Ma io ero l’unica, invidiata diva del momento, ad indossare il costume da bagno di lana che spinava un po’ ma lasciava scoperte interamente le gambe. 

Ridevamo di tutto e per niente e ad un certo punto entravamo in quell’acqua al cui ricordo ancora  gelo. Non si nuotava ovviamente perché quello era un bagno dedicato all’ igiene e con quel sapone ci lavavamo anche i capelli. Quando i ragazzi uscivano allo scoperta fingevamo di stupirci e tiravamo loro i sassi del fiume, facendo attenzione a non colpirli. Ma che sfacciati, opperbacco, sussurravamo intimamente compiaciute.  

Ma finita la terza media il tempo degli svaghi si è drasticamente ridotto e io ho dovuto affrontare il mondo del lavoro. 14 anni, licenza di scuola media, vengo a colloquio con un noto commercialista in Brescia, con la mia mamma al fianco che temeva mandassi tutto all’aria con qualche risposta azzardata. E la prima è uscita nell’approccio. “Quanti anni hai ?” “14, e lei? “ Ma era una risposta così allegra, sorridente e provocatoria che ha stimolato la simpatica risposta “49, perché ? Vuoi assumermi ?” E il ghiaccio era rotto. 

“Cosa sai fare?” “Pochissimo, un po’ di dattilografia e un po’ di stenografia, ma ho voglia d’imparare “ Lo vedo perplesso osservare la pagella e prendere brevi appunti. “Scusi Dottore – se le può andar bene io incomincio domani, provo un mese e se le vado bene mi paga e mi tiene. Se non le vado bene la ringrazio e me ne vado “ Il dr.Zanini sorride e mi congeda con una stretta di mano : “Domani mattina alle 9, puntuale” Ci sono rimasta due anni, molto importanti per il mio apprendistato poi, in piena guerra sono stata assunta in una sede del Ministero delle Finanze che da Roma si era trasferito nella mia città . Avremo tempo di parlarne ! 
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mercoledì 21 giugno 2017

Amarcord !

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Ho sempre trascorso le vacanze scolastiche e il tempo libero, dai 9 ai 17 anni IN CASCINA nell’entroterra del lago di Garda, dalla mia zia Isabella. Là è avvenuta la mia educazione sessuale dovuta all’osservazione degli animali che andavano in calore, si accoppiavano, fino ad arrivare al parto e all’allattamento in tutto il ciclo vitale. E nulla mi stupiva.

Io e Daria, una delle figlie dei contadini passavamo ore a guardare i bachi da seta che si nutrivano di freshe foglie di gelso poi, andavamo per more tra i rovi che costeggiavano il fiume Chiese dalle acque limpide, gelide e saltellanti tra i sassi. 

Nonno Momolo pescava trote nel fiume Chiese mentre noi ci arrampicavamo sulle scale a pioli appoggiate agli alberi di ciliegio per gustare i duroni che erano gustosissimi chiari e rosei.
Raccoglievamo fichi, quelli bianchi di modeste proporzioni che sapevano di ruvido miele. Cinque o sei fichi e un panino costituivano una colazione da re. 

Giornate piene di gioia, di nuovi interessi, di appaganti scoperte riferite ai doni che la natura elargiva a piene mani. Mi svegliavo davvero al canto del gallo tra quelle lenzuola di tela ruvida tessuta in casa che profumava di lavanda e sentivo subito il prepotente appetito che mi spingeva a gustare – già in attesa sul tavolo della vasta cucina - latte e caffè d’orzo col buon pane fatto nel forno sotto il portico. Pane freschissimo, ancora caldo e odoroso che - negli anni in cui il pane scarseggiava in città – era meglio della più deliziosa brioche.
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domenica 18 giugno 2017

E spesso...tornano !

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bock notes di renata mucci
Giornale di Brescia domenica 18 giugno 2017


Dal figliol prodigo al figlio separato !

E, spesso, tornano ! I figli maschi intendo, quelli che vivevano fuori casa, con le loro nuove famiglia, nel matrimonio o in una seria convivenza. I figli maschi che, generalmente, lasciano la casa all’ex compagna di vita, e tornano alla famiglia d’origine dove trovano i genitori o uno solo di essi, provocando un notevole sconvolgimento emotivo e di abitudini. 

A volte ad accogliere il figlio reduce dal fallimento di un’unione, è una madre sola che si ritrova a dover ricostruire una familiarità di notevole impegno. In un contesto anagrafico pesante si inserisce una perdita di libertà, un sovraccarico di adempimenti. che inizialmente destabilizza ma, come nota a favore, si inserisce poi un senso di maggior sicurezza per questa rassicurante presenza.
Ma preoccupazioni, anche di ordine economico si collocano stabilmente nella quotidianità di questo figlio e, non ultima, è l’incognita verso un domani tutto da ricostruire. Forse ci sarà un nuovo incontro e anche qui, l’ansia si insinua. 

E, vogliamo parlare dei nipoti ? Improvvisamente costretti a fruire dell’affetto “a ore” dei genitori, sballottati e indubbiamente disorientati, subiscono carenze difficilmente colmabili. Un miscuglio di sensazioni che hanno il sentore acre della sconfitta insieme al rimpianto per ciò che poteva esse e non è stato. Un ritorno che, purtroppo, di festoso non ha proprio nulla.
Unica nota positiva e consolante l’annientamento di quell’atmosfera insostenibile che offuscava il clima familiare.
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venerdì 16 giugno 2017

La forza di facebook

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La forza di facebook !Ce la descrive, con l’ intensità dei sentimenti, l'amico carissimo Enzo Platto che trova conforto - alle inevitabili carenze giornaliere - nel contatto con gli amici di tastiera e di vita. Ed è davvero confortevole scoprire che FB può essere un giardino accogliente, con il cancello sempre spalancato ! 

Questo spazio – se riesce ad impedire l’ingresso alla volgarità, alla villania, alla supponenza – se viene usato il con garbo e nel rispetto reciproco, si delinea come un’oasi adatta alla sosta serena e rigenerante. Consente l’instaurarsi di simpatie che si trasformano, talvolta, in vere e durature amicizie e ci fa sentire spesso meno soli. 

E io propongo una gioiosa hola inneggiante a questo spazio che si offre generosamente a impalpabili, nascoste esigenze dell’anima.
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mercoledì 14 giugno 2017

Amore e dintorni.

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Le mie mani, come farfalle impazzite disturbano la scrittura e la comunicazione con voi.
Saltano, sconvolgono e richiedono un impegno costante e molto molto amorevole 
Dominare questo tremito convulso non è facile e correggere è indispensabile e consueto. 

Ma resisto. Siete importanti, per me 
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Reminiscenza.

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" Narrami o Diva, del pèlide Achille l'ira funesta, che infiniti addusse lutti al achei." 

Questa invocazione arriva dalla notte dei tempi a testimoniare la staticità delle menti e degli eventi.
Sempre, da sempre e forse per sempre l'homo odia i suoi simili e su di essi sfoga "l'ira funesta". 

Ma se è vero che la goccia scava la pietra, vale impegnarci per cambiare la mentalità. Dirottare il pensiero verso un solidale atteggiamento verso l'altro, SI PUO' E SI DEVE.

PROVIAMOCI, ALMENO
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martedì 13 giugno 2017

Stormi !

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Giornale di Brescia 14 giugno 2017

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Uno stormo di uccelli vola basso. Otto, forse dieci si librano uniti con una decisione che sorprende.

E mi piace pensare che la loro sicurezza derivi dal sentirsi raggruppati, nel solidale intento che consente la sopravvivenza. Mi piace pensare che l’istinto di mutuo soccorso sia la forza del loro sicuro andare.

Privi di sentimenti meschini superano uniti le avversità e affrontano il loro ciclo vitale, affrontando serenamente uniti, i quotidiani eventi. 

E penso a noi, al nostro insanguinato presente, al nostro incerto futuro, minato proprio da un individualismo esasperato, e da una falsa visione di quelle che sono le nostre essenziali, irrinunciabili, vere necessità. E, una volta di più mi rendo conto del fatto che se non facessi stormo con voi.....non mi piacerebbe volare. 
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lunedì 12 giugno 2017

Un pensiero di pochi istanti fa

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Possiamo scegliere se VIVERE, SOPRAVVIVERE O VEGETARE.
E noi abbiamo la possibilità di scegliere ! 


Fantastico, amici miei !
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domenica 11 giugno 2017

La memoria fa sherzi pericolosi ? Meglio riderci su !!

bloch notes di renata mucci
Giornale di brescia-domenica 11 giugno 2017
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Comincio la mia confidenziale narrazione, ammettendo che – da qualche anno a questa parte - per quanto riguarda l’abbigliamento, mi preoccupo soprattutto di sentirmi a mio agio anche se qualche dettaglio non è corretto. Spesso non ho voglia di spostare il contenuto della borsetta che poco si adatta al colore del vestito e indulgo sempre più frequentemente alla pigrizia e sorvolo perché so bene che i giovani non mi guardano e quelli della mia età, ci vedono pochissimo. 

Ma recentemente ho potuto constatare che non è soltanto la vista che subisce un calo, ma anche la memoria ! Del resto è normale, come succede ad una vettura che – dopo anni e anni d’uso anche corretto – manifesta i segni di un inevitabile logorio. E l’usura si manifesta ! Se non è la portiera, è il fanale oppure la carrozzeria, o le fodere dei sedili ed è normale che, anche nel corpo umano si avvertano, qua e là, cedimenti e carenze.

E a proposito di memoria vi narro un fatterello che mi ha molto divertito. Incontro recentemente un vecchio amico e la commozione è reale e intensa, Nella fitta conversazione affiorano i ricordi e la conclusione prevede lo scambio dei numeri di telefono per non perderci di nuovo. E qui comincia il bello ,perché sono costretta a confessare che non mi ricordo il cognome del mio interlocutore che disorientato esclama " Ma davvero, non ti ricordi? Ma tu lo sai che sei stata l'unica donna per la quale ho pianto ? Io ti ho amato profondamente Luciana !" Scoppio in una fragorosa risata e lo metto al corrente del fatto che mi chiamo Renata ! Mortificato e ammutolito si rifugia tra le mie braccia che lo accolgono con allegra, solidale, affettuosa comprensione.(r.m.)

sabato 10 giugno 2017

Fresco look !

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Mauro, mio figlio, mi ha accompagnata dal coiffeur.

Afferma - con ragione - che un buon aspetto, allontana la depressione.
O.K. Ben fatto.Non sarò bellissima, ma quasi !

venerdì 9 giugno 2017

La femminilità non muore.

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Replay

Una senora mi chiede : “Quando si quieta la femminilità ? "

"Mai tesoro ! Si finge, ci si adatta, ci sforziamo di accettare gli insulti della vecchiaia e continuiamo a mentire, ma la femminilità muore soltanto CON NOI. e- fino alla fine - rimaniamo come eravamo ! Assetate d'amore "
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giovedì 8 giugno 2017

Il tempo fugge e se ne va.............

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E, domani, è gia vigilia ! Come vola il tempo cari amici miei, come fugge.

Trattenerlo un po', è possibile spoltanto assaporandolo. e riconoscendo la 
priosità di ogni attimo con la consapevolezza che "è senza ritorno"

Questo atteggiamento è già felicità. Garantisco !
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mercoledì 7 giugno 2017

e...riecchime !

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A gentile richiesta, trascirvo la didascalia della bella foto - sul Giornale di Brescia del 6/6 c.a pag.12.-

"Una ventata di vitalità, allegra in modo contagioso e anche un po’ trasgressivo ( ma con stile e intelligenza) ha travolto ieri la redazione del Giornale di Brescia dove la nostra collaboratrice Renata Mucci è stata invitata per festeggiare, insieme il suo novantesimo compleanno. Renata all’invidiabile traguardo dei novant’anni, in forma splendida è stata accolta dal Direttore Nunzia Vallini e dai giornalisti che le si sono stretti intorno per un augurio affettuoso. Lei ha ricambiato con il piacevole racconto di episodi della sua vita e con le battute con le quali è solita infarcire anche i suoi gustosi articoli e i numerosi post su faceboock. Ancora auguri, Renata !"
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P,S. non sono riuscita a fare la scansione dell' articolo originale con le bella foto al braccio del Direttore Nunzia Vallini, ma sono riuscita e riportare - parola per parola, la bella didascalia che mi ha lusingata e profondamente commossa.. Un grande grazie !

Pardon !

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Ieri sono stata invadente, ma per me CONDIVIDERE è una 'imperiosa necessità e farlo con voi gratifica e conforta. Grazie a tutti per la massiccia, gradita partecipazione.

Si apre un bel mercoledì, normale e piacevole. Da vivere, da gustare.

Feliz dia amici carissimi

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martedì 6 giugno 2017

Un'ora indimenticabile.

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vi coinvolgo, come sempre, negli eventi dellla mia quotidianità e vi rendo quidi partecipi di un evento lieto e straordinario che ha connotato, ieri, la mia giornata..

Nella prestigiosa sede della Redazione del Giornale di Brescia - tenuta per mano dal Direttore, dott.Nunzia Vallini, sono stata accolta come una V:I:P:e festeggiata per i miei novant'anni.
L'incontro è stato connotato da una festosa, amichevole cordialità che non dimenticherò. Sano stata bene, con l'anima in festa e - rischiando di annoiarvi - vi tengo presenti in quest'ora gratificante e molto particolare ! WOW !

Sono occasioni, queste, in cui anche una fisicità compromessa si cela dietro le gioiose sensazioni. Feliz dia anche a voi, bella gente e ad maiora, sempre !
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lunedì 5 giugno 2017

A 90, ci si vanta !

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Vagoni di ringraziamenti per chi ha voluto essere al mio fianco in questo giorno particolare, appena trascrorso. Un grazie collettivo ed entusiasta per tutti "i miei", per tutti voi amici carissimi.
Quattordici adulti e sei cocciolotti, in una bella sala riservata nel "centro Tennis" che normalmente ospita i miei sportivissimi parenti.

Magnifico tutto. Il sole, l'atmosfera i cartelloni augurali preparati dai miei pro/nipoti per la nonna bis. Fiori, regali, abbracci, sorrisi e buona cucina ad allietare un giorno già lieto. Discorsi e dediche festosi e affettuosissimi. Che dire ?

Felicemente frastornata, con qualche anti/dolorifico, ho retto bene l'assalto dolcissimo delle emozioni ! R riecchime qui nella normale atmosfera di un giorno feriale ad abbracciarvi tutti in un sorridente amplesso.

VIVA LA VITA RAGA ' !
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domenica 4 giugno 2017

bloch notes di renata mucci -Giornale di Brescia - domenica 4 giugno 2017
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   4 giugno 2017, arrivano a compimento i miei novant’anni di vita e provo a tracciare una breve panoramica, fedele e sintetica.

Sono nata lo stesso anno in cui è nata la Mille Miglia in questo secolo pieno di eventi che hanno rivoluzionato il modo di vivere e di morire. Agli albori della mia vita pochissime famiglie avevano la possibilità di fare il bagno in casa e il telefono privato era solo nei desideri. Finiva la guerra e io compivo diciotto anni, ero già entrata nel mondo del lavoro e, giovane sposa, a 23 anni festeggiavo la nascita del mio unico figlio. Nel mio percorso che si è dipanato in un contesto storico importante, sono stata felice, ho sofferto e sono stata delusa. Non mi è stato fatto alcuno sconto.
 
Ho vissuto il periodo in cui si cantava “Se potessi avere mille lire al mese” e si sognava la pace, mentre si viveva una guerra orrenda. Furono gli anni della bomba atomica e dei lager, seguiti dal boom economico, https://webmail.pc.tim.it/cp/imgalice/s.gife dalla ricostruzione e l’arrivo della mitica Vespa 125 e della storica Fiat 500, fu per molti l’euforia e la felicità, mentre gli anni scorrevano all’insegna del cambiamento tecnologico e sociale. 
 
In un secolo contrassegnato e sconvolto dal terrorismo, sembra impossibile che ci sia ancora un margine per godere della bellezza della natura e dei buoni sentimenti familiari e di quelli, altrettanto importanti dell’amicizia. Invece l’amore ha ancora un ampio spazio e la speranza conforta gli uomini di buona volontà che si pongono e a garanzia  di un futuro migliore. 
 
Sorrido agli amici sinceri che amo profondamente, guardo mio figlio, le mie nipoti, la mia tribù che conta sei pro nipoti e penso – nonostante tutto -“ Ne è valsa la pena.!”
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sabato 3 giugno 2017

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                                Facciamo cambio, dai !
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mercoledì 31 maggio 2017

Uffa, che caldo !

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Buongiorno amici !

L'estate è ormai giunto e possiamo, quidi, incominciare a lamentarci per il caldo ! Pare proprio che sia questo il passatempo consueto dell'umanità.

O.K. significa che non ci sono problemi gravi sui quali discutere. e va bene così !

Cari amici, un caldo abbraccio !
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domenica 28 maggio 2017

Tutto subito ?

bloch notes di renata mucci
Giornale di Brescia - domenica 28 maggio 2017
IL GIORNALE del 26 maggio 2017
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Tutto subito ?
Meglio godersi la calma

Per evitare la depressione e le paranoie del vivere quotidiano, è sufficiente che ci ascoltiamo e gustiamo piano, piano, ciò che ci circonda. Dobbiamo smettere di correre, e ritrovare anche il piacere di bighellonare senza meta. Dobbiamo evitare il vortice della fretta, che rende convulse le nostre giornate.

Fermiamoci, guardiamoci intorno e coglieremo particolari che, correndo, avremmo ignorato. Recentemente mi è capitato di ascoltare un dialogo madre figlio mentre sostavo all’ombra, sotto la pensilina alla fermata di un bus che non avrei preso. E una frase mi ha colpito : «Ma io lo voglio !». Ad insistere imbronciato, era il maschietto  in età adolescenziale  «Anch’io vorrei alcune cose, ma so che non le otterrò. Almeno non subito, e aspetto tempi migliori » risponde la mamma. «Ma io non posso aspettare.  Ormai sono l’unico della mia classe che non ha il cellulare! » 

Arriva il bus n.10 e i due vi salgono, lasciandomi con l’eco di quel “Ma io lo voglio” che mette in luce un problema dei nostri giorni. Vogliamo tutto e subito. L’attesa non è contemplata. Mi rendo conto di aver fatto, con l’età pensionabile, una conquista importante, mi sono liberata dell’orologio e mi godo lo scorrere dei giorni. Cerco di amministrare il mio tempo stabilendo delle priorità tra le quali spicca, perentorio un “Vai piano“. 

Chi lavora corre per andare in palestra, mentre farebbe meglio a recarsi a piedi al lavoro. Usa l’ ascensore, mentre potrebbe fare le scale a piedi . Sarebbe bene, anche in piena attività, sapersi fermare per ascoltare il proprio cuore che – riferendosi al giorno che muore e  anche all’età che avanza - spesso sussurra dolcemente : “Ascolta, si fa sera !”
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mercoledì 24 maggio 2017

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h.24,30 - all'alba del nuovo giorno, prima di raggiungere il mio lettone, un pensiero per voi.. Penso a qualche insonne e alla maggioranza che dorme beata. A tutti, una carezza e in punta di piadi, mi allontano.  SSSSssss

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domenica 21 maggio 2017

La "formula Alfieri" contro l'avvilimento

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bloch notes di renata mucci
Giornale di Brescia - domenica 21 maggio 2017
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Si ha spesso l‘impressione che umanità sia impazzita Il mondo esplode qua e là e inoltre, criminali solitari fanno stragi seminando panico e angoscia. Distruzione e morte imperversano a ritmo incalzante e anche i ricorsi storici riferiscono di soprusi, tirannie, repressioni di massa, caccia alle streghe, campi di sterminio e sfruttamento indiscriminato delle risorse anche umane. E ciò descrive un’umanità in gran parte assetata di sangue.

Ma noi sappiamo - e non dobbiamo dimenticarlo - che c’è una rilevante percentuale di gente laboriosa, onesta, fermamente decisa a portare avanti il miglioramento in atto nella mentalità dell’individuo. Addestriamoci a tacitare l’egoismo e abituiamoci a porgere aiuto e riusciremo a infoltire la “schiera dei giusti” affinché possa contrapporsi al male. Partiamo dalle radici, tiriamo su figli onesti e rispettosi delle regole e abituiamoli a non nuocere.

L’unica speranza e risorsa risiede nella famiglia, se da lì trasmettiamo i valori nei quali crediamo. E se non saremo noi a godere dei risultati, faremo però migliore il percorso dei nostri figli e nipoti. Questo, credo sia sufficientemente incentivante quindi non lasciamo spazio allo sconforto, lottiamo sempre, mirando allo scopo e almeno le generazioni future ne godranno gli effetti positivi. Ne sono convinta, ma occorre ovviamente, ripristinare una ferrea e costante volontà. 

Ricordava Vittorio Alfieri che il suo successo nella vita era dovuto, quasi esclusivamente ad un ininterrotto impegno e lo ricordava con questa parole “Volli – sempre volli – fortissimamente volli ! “ Pare non ci resti che assimilare il concetto e guardare e al futuro. 
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sabato 20 maggio 2017

le news

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Che strana giornata. Indecisa tra i bello e il brutto, qualche tuono e il buio del cielo incombe nelle strade. Mi preparerò due pesche al vino bianco ed esprimerò il desiderio che si riserva alle primizie. "vorrei l'acne giovanile" e se è assurdo, ne propongo un altro più terra a terra. Nel mio dialetto si esprime così "Che la dure" con la u lombarda.Tre o quattro fragoloni e la cenetta vegetariana è soddisfacente, leggera e completa. Po guarderò Fabrizio Frizzi, sempre corretto e mai volgare e mi addentrerò in questa serata strana, con l'intento di coronarla con un bel sonno quieto e senza sogni. Tutto quì per oggi, inquesto meraviglioso dono che la vita mi offre. 

Buona serata a voi amici pazienti e carissimi. Buona serata,buona nanna e buon domani
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Notte h 1,05 - Mi piace la notte. Ho potuto evitare la schiavitù dell'orologio dato che non lavoro più fuori casa, ed ho da accudire soltanto la Ketti che non mi crea problemi. Seguo quindi soltanto gli impulsi di sonno, di fame e d'amore per la mia tribù.
Se dormo di giorno perchè Morfeo mi avvolge, sfrutto poi
il silenzio notturno, ovattato e dolcissimo, per assemblare i pensieri. Lascio fuori dalla porta le brutture del mondo e aspetto il giorno, serenamente, dolcemente. E, il domani mi porterà l'assidua presenza di mio figlio e il vostro affetto.


Temo solo il dolore fisico. Il resto è pace.
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venerdì 19 maggio 2017

Internet e dintorni.

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Abbiamo datoto in mano ai nostri figli, strumenti formidabili,ma non abbiamo, nemmeno noi, valide istruzioni per l'uso.

Informiamoli, almeno, sulle contro indicazioni e sugli effetti collaterali


muccina
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mercoledì 17 maggio 2017

La filastrocca di Renata

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17 maggio 2014 replay
 
Ecco guarda,c'é già il sole.
e ci son fiori nelle aiuole
e poi c'è l’aria frescolina
che fa fresca la mattina


Quasi tutti qui presenti
e diciamo “guai agli assenti”
guai a chi resta indifferente
a chi merita un bel niente.


E chi ha pronta già una lagna
vada dietro la lavagna
e si penta, e si vergogni
e non sciupi i nostri sogni !


Prenda pure un’altra via
noi diciamo : “ pussa via !
Qui nessuno mai demorde
Ed al dì, facciam la corte !

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martedì 16 maggio 2017

Maggio, il mese di Maria e di tutte le mamme.

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bloch notes di renata mucci
Giornale di Brescia - domenica 14 maggio 2017
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ILGIORNALE del 15 maggio 2017
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Dedico spesso, molti dei miei pensieri a tutte le "mamme che non hanno partorito".. Donne che  soffrono per questa forzata rinuncia, ma non si sono chiuse nella loro amarezza, e hanno saputo dirottare il loro amore verso tutte le creature. Donne  che hanno indirizzato  le loro intense potenzialità, verso nuovi  amori.  Persone ricche di emozioni da offrire, da regalare e che hanno come patrimonio inesauribile, l’altruismo. Mamme nella mente e nel cuore. Parlo a te, dolce signora che hai adottato un bimbo e l’hai sentito tuo per sempre. Parlo con te, zia che partecipi al divenire dei tuoi nipoti con materna attenzione. Parlo con te, signora, che non ti sei trincerata dietro la tua delusione e ti sono aperta ad un mondo fatto di collaborativa partecipazione. Ammirevoli veramente, queste donne che non disperdono il loro prezioso patrimonio emotivo, ma  lo investono in meritevoli cause. E nel rispetto dei sentimenti materni e nel solidale abbraccio a tutte le mamme - realizzate o potenziali - aggiungo un pensiero  solidale per tutte le mamma che hanno incontrato uno  scoglio e l’ hanno superato con quell’amore che rende lievi i sacrifici. Parlo a te mamma che hai un bimbo con problemi e non ti sei arresa, accettando coraggiosamente quella diversità che lo rende più caro al tuo cuore. E, per offrire alle donne/madri il più caldo sentimento di gratitudine mi permetto di trarre - addirittura dalla Divina Commedia - questa intensa sintesi che loda la  femminilità :« Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disianza vuol volar senz’ali» renata mucci - Brescia

venerdì 12 maggio 2017

Abramo Lincoln docet

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Sono convinta che rileggere assieme qualcosa di valido, faccia bene alla mente e all'anima. E vi ripropongo queste parole che meritano davvero attenzione :
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Il segreto degli uomini liberi - Abraham Lincoln
Non si può arrivare alla prosperità                                        
scoraggiando l’impresa.
Non si può rafforzare il debole
indebolendo il più forte.
Non si può aiutare chi è piccolo
abbattendo chi è grande.
Non si può aiutare il povero
distruggendo il ricco.
Non si possono aumentare le paghe
rovinando i datori di lavoro.
Non si può progredire serenamente
spendendo più del guadagno.
Non si può promuovere la fratellanza
predicando l’odio di classe.
Non si può instaurare la sicurezza sociale
adoperando denaro imprestato.
Non si può formare carattere e coraggio
togliendo iniziativa e sicurezza.
Non si può aiutare continuamente la gente,
facendo in sua vece ciò che potrebbe e dovrebbe fare da sola.

Abraham Lincoln
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