giovedì 6 marzo 2008

Mamma a tempo pieno. Ma dopo ?

Mi è stato chiesto di lasciare in visione lo scritto "In piscina". Lo faccio con piacere, ma trascrivo - a questo punto - la risposta che ho dato ad una pertinente domanda. Eccola :

giornale di Brescia 19 naggio 2006

Mamma a tempo pieno: ma dopo?..... La domanda che la signora L. T. mi pone garbatamente in un suo intervento ha interessato a lungo i miei pensieri anche se la gentile interlocutrice si è data istintivamente la risposta più appagante e adeguata affermando “Ho scelto di dedicarmi esclusivamente al figlio e alla famiglia e ne sono felicissima.” In concreto ha confermato che conta soprattutto la consapevolezza di aver svolto al meglio un ruolo, ritenendolo fondamentale. Se l’intento di stabilire le priorità attiene a libere scelte personali (condizionate spesso da imprescindibili esigenze economiche) va però considerato che il dilemma del poi ci viene continuamente imposto dai variegati cicli della vita. Al termine dalle scuole medie si impone la scelta che condurrà al diploma, mentre chi arriva alla laurea può trovarsi al bivio per la scelta della specializzazione. Poi, arriva l’inserimento nel mondo del lavoro che – quando non é condizionato da scelte obbligate – ripropone il ricorrente interrogativo: e dopo? E più avanti, quando il ciclo lavorativo si conclude e si intravede il raggiungimento dell’età pensionabile, torna inevitabile quel legittimo pensiero: ma dopo? E l’incertezza ritorna anche e sempre nell’ambito dei sentimenti: è l’uomo giusto? è lei la donna che voglio? Adesso va tutto bene, ma dopo? Ciò posto penso che affrontare ogni problema per come si pone nell’immediato cercando di risolverlo al meglio è, forse, l’atteggiamento più opportuno. L’unica cosa che auguro a tutti è la possibilità di trovarsi sempre davanti a nuovi intriganti interrogativi che scandiscano il dipanarsi di una vita lunga e serena. Ma dopo?............

10 commenti:

Jasna ha detto...

Cara Renata, rispondo anche a questo tuo quesito.Ma perché nella vita si deve sempre pensare al dopo? e il presente? chi lo vive? Io ho rischiato di morire a 34 anni per mettere al mondo la mia bambina, e ti assicuro che ho imparato ad appezzare la vita giorno per giorno, assieme a mio marito, che ha la tendenza di pensare al dopo. Io, sono convinta che vivendo nella precarietà più assoluta, ci siano una serie di paure, che ci fanno pensare al dopo. E se il dopo non arrivasse? In che modo viviamo l'ora? Ti lascio con questo quesito. Buona notte. Ti abbraccio forte.

Renata Mucci ha detto...

Cara Jasna, forse i tuoi due deliziosi bambini o altri adempimenti ti hanno evidentemente impedito di approfondire il senso della mia risposta.Oppure non mi sono spiegata. Intendevo infatti precisare che la domanda "E dopo?" é una delle meno utili in certi casi. Un "carpe diem, ragionevole è "il sale della vita". Buona nanna. Renata

Jasna ha detto...

Cara Renata avevo capito! Ma la maggior parte della gente non pensa al presente della vita pensa al futuro non vivendo il presente. Io il (carpe diem) lo metto in pratica tutti i giorni se ci riesco con molto entusiasmo.Il dopo deve ancora arrivare! Quando arriverà ci penserò!!!! Ti abbraccio.

Renata Mucci ha detto...

Perfetto ! La giusta misura, il caso per caso, l'equilibrio, evitare i binari stretti e condizionanti, in concreto VIVERE GIOIOSAMENTE! Siamo in perfetta sintonia. Quindi : Avanti tutta ! Bacio. Renata

Dama Verde ha detto...

Cara Renata, un argomento esistenziale e profondo, hai toccato con questi post.

Avevo un'amica tempo fa con la quale andavo qualche volta a casa di comuni amici che avevano formato una specie di associazione, o - meglio - salotto letterario. Gli interventi erano buoni: psicologi, filosofi, scrittori non ancora conosciuti...
Quando un filosofo cominciava a dissertare, non so, sulla vita e la morte, sul "Senso" ecc.. la mia amica, inevitabilmente con grande serenità, interveniva con un
"E POI?" Mi è sembpre sembrata la risposta più filosofica.
Questo mio sproloquio per confermare quanto scrivi: c'è sempre un DOPO, inevitabilmente, nella vita. Fermarci e guardare il presente sembra la soluzione, ma non è una regola. Evitare i binari stretti e condizionanti la sento invece come più mia.
Grazie e scusa la lunghezza di questo mio commento.

Jasna ha detto...

Cara dama, sono con te, non credere che io non pensi al futuro, e al poi, Sarei un incosciente con due bimbi così piccoli. Credo solo che a volte è meglio vivere intensamente il presente , lasciando uno spiraglio nel futuro tutto da vivere e da programmare a nostro piacimento. Io ragiono così per esperienze vissute, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. La nostra vita è come un bel tramonto da fotografare nella nostra mente. Anni Fa avrei fatto di tutto per immortalare il tramonto in una bella fotografia piatta ,non godendomi le sfumature di colori, del tempo che passa.
@ Renata, visto! Che hai fatto bene a non cancellare il post! Che belle chiacchierate , costruttive....

Renata Mucci ha detto...

Ciao Dama Verde,è bello cogliere condivisione su concetti radicati, E' bello e gratificante.Quindi non mi resta che ringraziarti per avere espresso il tuo pensiero e per avermi dedicato il tuo tempo. Troppo presto per un abbraccio?

Dama Verde ha detto...

No, Renata, non mi sembra troppo presto per un abbraccio.

Da parte mia ti avevo abbracciato appena conosciuto il tuo blog.

Grazie!

JANAS ha detto...

dopo?
se abbiamo vissuto la nostra vita, scegliendo sempre in base a ciò che ci sembrava giusto al momento, senza farsi influenzare dal giudizio degli altri, se le nostre decisioni sono state fatte, pur con il limite delle circostanze, in piena consapevolezza anche delle conseguenze, scelte seguendo il nostro più profondo io...beh dopo avrò vissuto la vita che mi è stata data con molti dubbi e poche certezze...anzi con una sola certazza : l'amore che nutro per le persone a me più care e l'amore che nutro per la vita!

Renata Mucci ha detto...

Gentile Janas, hai afferrato al volo. Non voglio invitare ad un incoscente "vivi l'attimo" ma, assaporare l'oggi come merita, quello sì ! E' doveroso ! Avere il sole sulla pelle e non apprezzarne il calore, guardare il cielo senza coglierne la bellezza, godere di un amore senza la consapevoilezza del privilegio, seguire il dipanarsi delle stagioni senza goderne le sfumature, cara Janas é un atteggiamento.......quasi criminale.A presto. Renata