mercoledì 5 marzo 2008

In piscina

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Giornale di Brescia 9 maggio 2006

In piscina, un bimbo di appena dieci mesi schiaffeggia l’acqua con le manine, mentre guarda il viso raggiante della mamma che lo sostiene saldamente per le ascelle e quando risalgono abbracciati e gocciolanti la scaletta laterale, la gioia che li pervade sembra contagiare gli sguardi circostanti. Dalla delicata ma efficacie strofinata nel largo telo di spugna, riemerge un visino arrossato con uno sguardo fiducioso, avido di sensazioni e un ciuffetto scomposto, mentre il sorriso compiaciuto della mamma lo accarezza. La veloce vestizione si compie con disinvolta perizia e quel fortunato bambino viene collocato nel suo passeggino, per la passeggiata tra il verde del parco. Li guardo allontanarsi e le solite considerazioni riaffiorano; le solite, quelle che non riescono ad adattarsi a cambiamenti che possona anche aprire il varco al deterioramento. Un bambino con la sua mamma formano per me un quadro che non dovrebbe subire ritocchi. La piscina è comunale e il parco è a disposizione dei cittadini quindi la fortuna di quel fanciullo non deriva dagli agi che il denaro può procurare, ma dalla disponibilità gioiosa e costante di quella mamma che gli dedica continuamente attenzione, tempo e l’affetto al quale ha diritto e del quale ha bisogno. Qualche volta la vita si dipana malignamente, imponendo separazioni dovute a necessità ineludibili e quando gli eventi impongono ad una mamma, il lavoro fuori casa, nessuno ha diritto interferire. Ma ormai sempre più frequentemente separazioni innaturali tra madre e figlio sono il risultato di scelte almeno discutibili. Qualche volta la donna sente il bisogno di realizzarsi fuori casa, di conquistare indipendenza economica e non si può ritenere criticabile l’aspirazione Quello che non è conciliabile è la coesistenza soddisfacente dei due ruoli. Un’ottima madre e una stimabile professionista? Una madre attenta, disponibile, partecipe e una lavoratrice attivamente efficiente? Se i due ruoli non ne risultano sminuiti ne risulterà indubbiamente intaccato l’equilibrio psicofisico della protagonista. Conosco in maniera approfondita i risvolti del problema. Conosco il rimpianto per il tempo sottratto all’evolversi di una vita della quale si é responsabili.
Conosco la sensazione di sentirsi spiazzati davanti ad un figlio che non si lascia intuire. Potrai riconquistarlo con l’amore che riuscirai a fargli sentire nello scorrere del tempo, ma…….ti sarà comunque un po’ estraneo perché ciò che è perso non è recuperabile.
Questo può succedere anche a madri assidue e presenti, ma penso sia rassicurante la consapevolezza di avere svolto al meglio il ruolo più importante che la natura assegna alla donna. Mi sembra di poter affermare, in forza di un intimo convincimento, che se i figli potessero fruire costantemente del contatto con la propria madre, la società tutta ne trarrebbe vantaggio.
Forse si può mediare tra le diverse esigenze con un impegno part-time da ritenere auspicabile – quando é indispensabile. Ho sentito affermare che non è la quantità di tempo nella presenza materna che determina i risultati, ma la sua qualità. Ma se la qualità è buona e si unisce alla continuità o ad una abbondante disponibilità di tempo non sarà meglio? Non sempre rientrando provati da giornate pesanti si è disponibili ad ascoltare, a sorridere, a cullarsi con i sogni dei nostri ragazzi. E i nostri figli sognano, hanno speranze, tornano delusi…e avrebbero diritto di trovarci ad accoglierli visto che abbiamo favorito il loro ingresso in questo mondo che può anche rivelarsi ostile! Oggi abbraccio le mamme, che per costrizione o per scelta lavorano fuori casa e abbraccio quelle che – potendo – hanno scelto di dedicarsi esclusivamente ai loro figli, ma confesso che a queste ultime io guardo con una buona dose di affettuosa, nostalgica invidia.

7 commenti:

Luigina ha detto...

Non vale! Questo post non puoi toglierlo appena l'interessata l'avrà letto!!!!

Renata Mucci ha detto...

Grazie Luigina ! L'interessata é la comune amica Jasna (o Jana ?) Spero lo legga presto perché per il Blog mi sembra troppo lungo. Ripensaci anche tu e fammi sapere. Bacio. Renata

Jasna ha detto...

Cara Renata eccomi qui, puntuale a leggerti sempre, con estremo interesse. Lo propongo come testo alle future mamme... Quindi guaia a te se lo cancelli. Se questo tuo scritto dovesse leggerlo per puro caso, ancora una sola persona, avrai divulgato un pensiero che apre la mente, e ti impone di pensare. Il mio stare a casa dal lavoro, è stato un grosso sacrificio, per una come me abituata ad essere economicamente indipendente, è stata dura. però allo stesso tempo, sono felice della decisione che ho preso con mio marito. Il seguire in maniera costante Ezio e Zoe , con l'aiuto di una splendida signora di 70 anni, che mi ha aiutato quando Zoe è nata prematuramente. Mi ripaga di tutto ciò che ho perso con la mia rinuncia al lavoro. Ezio tra 15 giorni compirà tre anni Parla benissimo, sa contate, inizia a disegnare seguendo un filo logico, riconosce tutte le lettere del alfabeto, e una buona parte delle forme geometriche, adora la musica, adora farsi leggere i libri , è incuriosito dagli animali, Saluta sempre tutti... Con un ciao e un bacio volante, chiama le persone con il proprio nome, dice grazie quando riceve, e per favore quando chiede. E' un bambino estroverso allegro... potrei andare avanti all' infinito a parlarti dei miei due bimbi. Io mi ritengo fortunata ad aver potuto seguirli. Non so se avessi delegato un asilo nido o una baby siter avrei ottenuto gli stessi risultati. Capisco anche che per questioni economiche molte mamme non si possono permettere il lusso di assentarsi dal lavoro. Ho intrapreso una battaglia simbolica con il mio comune , per far si che garantisca a tutti i bambini del paese , assistenza a tutte quelle famiglie con bimbi ... Con asili nido e scuola materna all' interno del comune. Grazie di cuore. Con il tuo splendido pensiero dedicato ad un ruolo importante per la società. Quello delle madri.

Renata Mucci ha detto...

Cara Jasna, ti avevo intuito proprio come sei. Quindi, concisamente e in vista dell'8 marzo ti auguro "non cambiare!" Bacio. Renata

Luigina ha detto...

Renata avevo capito che era Jasna la persona cui avevi dedicato questo post, da non confondere con Jana, altra comune amica blogger, come spesso faccio anch'io ;)

Luigina ha detto...

A me sia il tuo post che il commento di Jasna sembrano bellissimi anche se lunghi e possono servire come spunto di riflessione anche ad altre persone

Renata Mucci ha detto...

Cara Luigina, spero proprio che tu abbia ragione,lascerò quindi sul Blog lo scritto "In piscina", e aggiungerò anche il seguito, per te e per chi è interessato. Grazie per l'attenzione. Bacio. Renata