lunedì 13 ottobre 2008

Spazio al sorriso.

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Ogni mattina arrivo a piedi fino all’edicola poco distante da casa e acquisto il mio “quotidiano”. E’ una serena consuetudine che coltivo da anni e non ho mai voluto il recapito domiciliare perché amo indulgere a questo inizio di giornata così impostato. Due parole con i simpatici gestori della rivendita e il rientro a casa per un buon caffè.

Recentemente ho incontrato un amico che mi ha gradevolmente intrattenuta con una punta di curiosità riferita alla mia recente assenza. “Vacanze?” “No” – ho ammesso - ma relax e riposo (un po’ forzato) in una Clinica cittadina” “Tutto bene?” ”Tutto bene davvero” è stata la mia sollecita risposta seguita però dall’affettuosa insistenza per conoscere maggiori dettagli che (considerato il rapporto non superficiale con l’amabile interlocutore) ho fornito brevemente.

Spiego che la diagnosi è di una certa gravità ma, che per come la vedo io, è anche confortevole. Infatti la sto traducendo in un avvertimento perché mi è stato detto con molta chiarezza che ho superato una crisi, ma devo considerarmi a rischio. In concreto, oltre ai controlli periodici e all’utilizzo dei medicinali, dovrò avere più cura di me e costringermi ad affrontare gli eventi con maggiore distacco. Ed é questo che, ringraziando la sorte, mi predispongo a fare.

E ridendo aggiungo :"Anche se lo spirito è rimasto indomito, l'anagrafe non rinuncia a preesentare il conto, ma se si è fortunati...si può pagare a rate !"

“Scrivi tutto questo Renata! Può servire, credimi.” E’ stato l’accorato appello dell’ amico al quale ho esternato la mia reazione all’evento. Lo faccio con la speranza che ciò possa aiutare chi è costretto a porsi davanti alla consapevolezza della precarietà del vivere. In effetti, a 80 anni si può già ritenere di essere stati privilegiati dalla sorte, ma arrivarci senza scosse a senza guai è chiedere troppo.

Un’anca scricchiola o cede, capita di tornare su argomenti già esposti, la cervicale rovina qualche ora nella giornata, le sedute dal dentista sono più ravvicinate, l’ esteriorità richiede cure più attente, il cuore batte con aritmia costante o intervengono guai più consistenti, ma ciò che resta... può rimanere gradevole se diamo il nostro contributo minimizzando per quanto è possibile, evitando di descrivere i nostri guai in un verbale bollettino quotidiano a larga diffusione.

Mi sono recentemente sorpresa a rispondere dopo l’abituale “Buongiorno, come sta?”di una conoscente “ Se io le dico che sto bene ... lei mi promette che farà altrettanto? Avrei proprio voglia di passare con lei qualche minuto piacevole. Ci sta?” Abbiamo fatto una risata e abbiamo riflettuto entrambe sull’utilità di occultare le negatività del vivere.

Abbiamo bisogno tutti di qualche contatto umano, ma se ci ostiniamo a rovesciare i nostri guai sul prossimo, faremo il vuoto intorno a noi e non saremo utili a noi stessi. Nemmeno le sventure ci autorizzano a proclamarci protagonisti. E se conserveremo la capacità di ritagliare uno spazio per far posto al sorriso, forse ne riceveremo uno in cambio.

E sarà bellissimo. r.m.

7 commenti:

calendula / trattalia ha detto...

sai sono daccordo con te.... il fatto è che molte persone non hanno interessi forti e ritengono che parlare di salute sia un'argomento facile da condurre... non pensano tanto a quello di cui stanno parlando... e più che altro il parlare che gli fa stare tranquilli ahahaha!!

Aliza ha detto...

ti sento molto impegnata al positivo, indomita muccina, ed è la grande verità. Ogni giorno abbiamo molte cose per essere felici, basta cercarle dentro l'abitudine dentro le cose scontate. Mia mamma (86) un giorno l'ho trovata che stava, riordinando in cucina sorridendo, allora le ho chiesto : mamma perchè sorridi? e lei: perchè dal rubinetto esce acqua calda, ho la macchina per lavare i piatti, e riordinare è un piacere, se penso a coma viveva mia mamma io mi sento molto fortunata. Non ci avevo mai pensato che anche l'acqua calda dal rubinetto è una gioia della vita. Ti saluto A.

alianorah ha detto...

A volte non è facile sorridere, ma c'è una cosa che è verissima: sorridendo al prossimo, raramente non si otterrà altrettanto in risposta. Per cui, se vogliamo vedere facce serene, mostriamo un'espressione positiva. Senza ipocrisia, perché i guai li abbiamo tutti, ma a volte è meglio metterli un po' da parte, quando possibile, e imparare ad apprezzare il bello della vita.

Renata ha detto...

CALENDULA - Hai centrato il problema, purtoppo !
Sono poche le persone che hanno qualcosa da dire e innumerevoli quelle che - comunque - vogliono dire qualcosa.
Io, però le ascolto con disponibilità, ma spero e cerco di evitare di fare altrettanto.

Posso fare solo questo, in fondo!
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ALIZA - Un bacio alla tua splendida mamma da parte mia. La consapevolezza dei benefici ci mette in condizione di meritarli e di goderne a pieno. Mi piace la tua mamma e mi piaci tu. Bacio.
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Brava ALIANORAH- Non occorre nascondere la negativita, basta un po' di ironia e di serena accettazione. Un sorriso è sempre un bellissimo asso che, invece di stare nascosto nella manica, può essere esibito senza risparmio. A te...un sorrisone.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Non posso che quotare anch'io Alianorah. Un sorriso sincero attira persone buone che poi magari sapranno e vorranno anche ascoltarti nei momenti bui.

ladyoscar ha detto...

Un sorriso sempre, e un po di autoironia, sono d'accordo con Alianorah.
Renata mi piace leggere il tuo blog perchè mi fa riflettere e guardare le cose in positivo. Grazie per questo.

Renata ha detto...

Caro Daniele, solo pochi giorni fa ho scritto che
"il sorriso è la distanza più breve tra due persone "
E' una grande verità e mi fa piacere sentire che è tanto condivisa. Buona nanna.
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Ladyoscar, sei sempre la benvenuta. e mi fa piacere sentire che passi violentieri per trovare un po' di positività. Per fortuna, basta cercarla per accorgersi che c'é. Buona nanna serena anche a te.