venerdì 17 ottobre 2008

Morire a quindici anni.

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Muore a quindici anni mentre si intrattiene con gli amici, sul marciapiede, vicino a casa ! Falciato così, perchè un incosciente beve un po’ troppo, si rimette in macchina....e va.
Senza malvagità, ma con colpevole incoscienza. E dov’è la differenza ?

A livello cerebrale indubbiamente! E’ deficiente senza dubbio un individuo che - stupidamente - non si pone davanti alle sue responsabilità.

“ Non sei solo al mondo !” Vorrei urlargli nell’orecchio, fino a stordirlo. E non potendo urlarlo in faccia al colpevole di questa morte assurda, lo grido ai giovani, agli adulti a coloro che si mostrano indifferenti nei confronti degli altri.

Ogni nostra azione coinvolge gli altri e l’indifferenza è già di per sé una colpa ! Sarà stato “allegro” quell’ incosciente, mentre distruggeva i sogni di un ragazzo, gettando nella disperazione una madre, una famiglia. E l’ha fatto...allegramente!. Pensateci, pensiamoci tutti ricordando che gli altri...siamo noi!

E veniamo alla possibilità di perdono che il padre del ragazzo, pare abbia ventilato nei confronti dell’assassino di suo figlio. Soggettivamente ognuno può assumere gli atteggiamenti che ritiene opportuni ma, la Giustizia NO !

La Giustizia non può e non deve concedere attenuanti a chi stronca la vita di un innocente. Mi chiedo frequentemente perchè le leggi vengono interpretate, anziché applicate. Concedere attenuanti privilegiando il responsabile, relegando nell’ombra l’innocente è irrispettoso verso le vittime e verso le famiglie.
Le pene, severamente applicate sono un deterrente! Cavarsela con poco è esemplarmente dannoso. Per favore ! Poniamoci tutti, davanti alle nostre responsabilità e rispettiamo la vita. r.m.

4 commenti:

mistral ha detto...

Cagionare la morte di un essere umano è omicidio, in qualsiasi modo questo venga perpetrato. Ho l'impressione che si sia perso di vista il valore di una "vita", senza dubbio tutto intorno a me me lo fa credere, e ne ho paura.
Hai detto bene "gli altri siamo noi", è così difficile a capirlo????
Eppure mi sembra che in questo paese lo sia, eccome......
Buona giornata, carissima

ps: grazie per il tuo commento al mio post, ti ho risposto in quella sede

Renata ha detto...

Chi sa se riuscirò ad esprimere tutta la mia rabbia contro questa pseudo giustizia ingiusta.

Tolleranza, comprensione, recupero, bellissimi alti concetti frequentemenmte mal collocati !

Questa è la realtà. ed è una realtà che non dà buoni frutti. Grazie Mistral.

zahxara ha detto...

Buon giorno Renata carissima,
il tuo urlo di rabbia è giunto fin quaggiù e si unisce al mio ed a quello di tanti, tanti come noi che hanno paura di un mondo dove la giustizia incoraggia chiunque ad uccidere tanto "si rimane impuniti", qualsiasi sia la forma, l'intento e la percezione o meno con cui si uccide. Questo è il messaggio che arriva dall'attuale giustizia italiana e quello che arriva dai "media" è in qualche modo ancora più grottesco: chi uccide si guadagna le prime pagine dei giornali, la foto e le interviste nei programmi televisivi, guadagna denaro perchè verrà profumatamente pagato per parlare delle mostruosità commesse e, se del caso, scriverà anche un libro anche se è un analfabeta e verrà invitato a reclamizzare marche di abbigliamento per i giovani o altro di simile (vedi il caso del Rom che uccise "allegramente" qualche tempo fà) !!!!!!!!!!
E chi piange di dolore? Offeso, umiliato e poi dimenticato.
Paura? Si! Rabbia? Tanta! Capire? No, non si può capire!

Besitos.............

Renata ha detto...

Zahxara - Quante verità sono sgorgate spontanee dalle tue parole.
Irruente voce piena di dolore, la tua.
Tutto condivisibile e purtoppo... tutto tristemente vero.

Una realtà più squallida del crimine stesso quella che fa luce su un panorama molle, permissivo e tollerante che sfalsa, sminuisce e in concreto ammette anche atteggiamenti criminosi. Perché !

Domande ancora senza risposta, ma noi continuiamo a denunciare a parlare a diffondere.

E domani chi sà.? Un bacione.