sabato 4 ottobre 2008

Ancora sul sovvertimento dei valori.

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Nel post precedente i commenti vertono tutti sul caso del professore che ha "minacciato " di bocciatura una studentessa. e - dallo stesso post - ho scorporato l'altro quesito che sottopongo in questa sede.

Vorrei dare il giusto risalto ad un'altra sentenza , anch'essa in favore e a tutela di chi non intende mediare tra le proprie aspirazioni e le necessità del vivere.

La Corte ha deliberato che “I figli vanno mantenuti finché si realizzano.”

Ed è a questo punto che mi torna in mente un caso che illustra la grama vita di una signora che ha avuto questo gioiello di figlio (per fortuna unico) a trentacinque anni e dopo averlo fatto studiare con notevoli sacrifici, suoi e del coniuge si ritrova a settant’anni con un “bamboccione” laureato da sei anni che – alla bella età di 34 anni cerca “di realizzarsi” ! ! Ha rifiutato lavori, poco soddisfacenti, ha lasciato un impiego “deludente” e vive adesso – ancora – a carico dei due genitori che hanno come unico reddito due magre pensioni. !

Tutto ciò con l’appoggio e il conforto della legge. Ci si mette quindi anche il legislatore a offrire ulteriori privilegi per la realizzare i sogni dei fannulloni. Perché – diciamolo chiaramente – chi ha di suo, sufficiente dignità e spirito di sacrificio non si avvarrà certamente di norme coercitive nei confronti dei genitori . Rifiutare un umiliante ruolo parassitario, accettare un lavoro non del tutto appagante in attesa di eventuali migliori occasioni, è una risorsa per chi aspira all’autonomia.

Fortunatamente molti bravi giovani sono ancora lieti di prodigarsi senza sfruttare in modo vergognoso l’aiuto ad oltranza dei genitori . A loro è doveroso esternare stima e plauso ricordando che, nello specifico, è meglio affidarsi alle leggi del cuore. r.m.

16 commenti:

Ishtar ha detto...

Ciao cara Muccina
io ad esempio ho un diplomino comune, e considero un lusso poter vivere ancora a casa con mia madre, ma alle mie spese personali provvedo io facendo le pulizie per conto mio...mi sembra il minimo, questo mi permette di scegliere se accettare un tipo di lav piuttosto che un altro ma lavoro!
Quindi penso che in ogni cosa ci debba essere il giusto peso e la giusta misura, aiutare i figli va bene ma diventarne schiavi no!
Quindi io direi ti aiuto a reallizzarti con gli studi ma tu lavori o fuori o dentro casa come minimo!
E soprattutto lavori quando lo trovi, scegli pure ma lavori!
Ora dato che ti ho trascurata un pochino ti mando il link di questa canzone sublime:
http://it.youtube.com/watch?v=OFMMlap9-YM
E da me ci sono le foto di mio fratellino, la mia nipotina e i miei genitori da giovani, questo periodo mi prende così, sarà che la famiglia è il mio cardine, è tutto!
Ciao cara buona serata e buon riposo :)

Renata ha detto...

ISHtar - Il tuo amore, il tuo attaccamento e la gioia che ricevi e regali alla tua famiglia, ti rendono speciale.
Avanti tutta, cara Ishtar. Sei davvero privilegiata.
Buona sera, buona nanna, buona domenica e il mio abbraccio affettuoso.
La canzone è... è... è..di quelle che non si dimenticano. Grazie.

alianorah ha detto...

La società dei bamboccioni. Forse non tutti, ma molti sì.

Andrew ha detto...

concordo con alianorah

calendula / trattalia ha detto...

Sono andata via di casa insieme a mio fratello 6 anni fa.. ne avevo 22, tutti i conoscenti dei miei genitori quando i miei dicevano che vivevamo per conto nostro, gli dicevano " non andate daccordo?" noi rimanevamo basiti!!!e non sai gli sguardi di compassione di molti genitori con figli della mia stessa età a carico.... ho conosciuto persone di moltissimi paesi europei e di oltreoceano... la maggior parte di loro a 24 anni al massimo era fuori di casa e per sua scelta, e con la benedizione e tutto l'amore possibile dei suoi genitori esattmente come è successo a me e amio fratello, hai notato anche al telogiornale 15 anni fa si diceva un uomo di 35 anni, ora molto spesso sento un ragazzo di 35 anni.... la sindrome di Peter Pan è dilagante!!!
Un bacio Calendula

Renata ha detto...

calendula ! IMMEDIATO, SPONTANEO E CALDO TI INOLTRO IL MIO APPLAUSO.

Sei una consolazione per chi pensa che non esistano più persone responsabili e fiere che lottano per difendere la loro dignità e la loro autonomia.

Ti riservo un abbraccio...intensissimo. muccina

Anonimo ha detto...

se si è troppo giovani non si giudica bene, se si è troppo vecchi nemmeno!
Lo stesso accade per i quadri, a seconda che uno li veda troppo da vicino o troppo da lontano. (Blaise Pascal)

Voi giudicate i giovani, e l'educazione o non educazione, che hanno ricevuto, come se questo non fosse una naturale evoluzione, degli errori commessi in passato, da altri metodi educativi, comunque sbagliati!

Ma a voi manca l'onestà intellettuale di giudicare in toto la società attuale!
Nel post precedente nessuno ha commentato il sovvertimento dei valori, da chi invece, a quei valori doveva educare!
Solo tu Renata hai fatto un breve cenno!
Ma dovete allontanarvi dal quadro, dovete guardarlo un po più da lontano, per accorgervi, che qui in questo quadro desolante ci siamo dentro tutti e tutti con le nostre colpe!
Quindi smettiamo di puntare il dito contro i giovani o i loro genitori!
Qui è tutta la società che semmai è costellata di alcune persone senza valori, e fra queste ci sono persone vecchie, adulti, e anche giovani!
Così nessuno mi sembra si sia abbastanza indignato sull'abuso di potere di quel professore, nessuno ha detto che, in base a quel fatto, la maggior parte dei professori sono come lui!
Ma appena un giovane combina qualcosa, tutti gridano alla gioventù bruciata!
Cosa sta succedendo alla nostra Società? Ma niente di particolare, se non quello che i politici della Vostra generazione e quella successiva, ha pensato per noi!
Monica

Renata ha detto...

"nessuno mi sembra si sia abbastanza indignato sull'abuso di potere di quel professore"

Queste sono parole tue che si riferiscono al post precedente e meritano attenzione. Quindi, se ho ben capito, l'avvertimento ("se non studi ti boccio") dovrebbe suscitare indignazione ?
Cosa dovrebbe dire un prof."Se studi va bene e se non studi fa lo stesso ?" Chiariscimi questo punto se vuoi perché vorrei capire.

"Ma a voi manca l'onestà intellettuale di giudicare in toto la società attuale!" Anche queste sono parole tue, davvero poco gentili. a meno che "l'onestà intellettuale" non appartenga solo a te come soggetto privilegiato.

Voi! Voi chi ? Rifiuto il plurale perchè resto convinta che ogni persona sia un soggetto a sé. Non apprezzo che si dica "i giovani" oppure "i vecchi" esistono invece, gli individui. Tu e io siamo individui. Confrontiamoci, se vuoi.

In tutto il resto del tuo intervento resta da puntualizzare che EVIDENTEMENTE sei nuova nel mio blog, perché se tu l'avessi già frequentato, ti saresti accorta che indico SEMPRE la presenza di positività nei giovani e la responsabilità del modo di educare.

C'è di buono che la tua reazione partecipe, apre la strada al dialogo. Ben venga, quindi! Ti auguro una buona domenica.

Anonimo ha detto...

[www.gildains.it]

COMUNICATO STAMPA

MINACCIAVA LA BOCCIATURA

ECCO PERCHÈ IL DOCENTE DI VICENZA È STATO CONDANNATO

Il professore del liceo scientifico Paolo Lioy di Vicenza non è stato condannato perché colpevole di aver minacciato di bocciare una studentessa, ma perché usava questo “metodo” per estorcere lezioni private. A chiarire la vicenda del docente Marcello T., alla quale tutti i giornali hanno dato ampio risalto in questi giorni, è la Gilda degli Insegnanti.

Per dimostrare la falsità delle notizie pubblicate, l’associazione cita l’interrogazione parlamentare avanzata al riguardo dal deputato Pierantonio Zanettin al ministero dell’Istruzione durante la seduta del 5 dicembre 2002 (consultabile a questo indirizzo internet).

“Nel testo della risposta presentata al parlamentare – sottolinea la Gilda – si legge che la Procura della Repubblica di Vicenza ha iscritto il procedimento penale a carico del docente contestandogli i reati di furto aggravato (commesso il 18 aprile 2001 ai danni di una sua allieva), abuso di ufficio, falso materiale, rifiuto di atti di ufficio, minaccia aggravata, truffa aggravata, violenza privata e molestie telefoniche. È evidente - conclude la Gilda – che gli organi di informazione hanno fornito un’interpretazione errata dei fatti che ha destato grave preoccupazione in tutti gli insegnanti”.

Roma, 26 settembre 2008 Ufficio stampa Gilda Insegnanti

Quindi con questo spero sia chiarito l'equivoco! nessuno professore verrà condannato se dirà se non studi ti boccio!! A meno che non si verifichino, insieme a questa affermazione, anche i reati commessi dal professore in questione!!
Resta comunque il fatto che tale affermazione è comunque una bugia bella e buona, visto che la stessa difesa del professore, ha detto che non è attuabile una bocciatura da parte di un solo professore, ma a decidere è tutto il collegio docente! Quindi perchè dirla questa frase, se non è attuabile? Perdere credibilità e non risolvere niente!

Su una sola cosa mi trovo d'accordo: nel pensare che ogni persona sia un soggetto a se!
Vedo con piacere che quando venite inseriti nel calderone delle "categorie" stereotipate vi indignate pure voi:

"Non apprezzo che si dica "i giovani" oppure "i vecchi" OPPURE I BAMBOCCIONI (permettimi questa aggiunta) esistono invece, gli individui.
GIUSTO GIUSTO!!

Hai ragione è la prima volta che entro nel tuo blog!
Ieri insieme alla mia amica Michela, abbiamo deciso di commentare perché l'equivoco era veramente paradossale!

Ci saremo aspettate una rettifica un po più decisa, o dei commenti in cui si prendesse in considerazione i diversi aspetti, invece abbiamo letto dei commenti che a ci hanno lasciate sconcertate per la loro superficialità!
Vi siete tutti ancorati a quella frase senza entrare nel merito di niente!
@ il viandante: ...la minaccia è tale e fa giurisprudenza.(non fa affatto giurisprudenza se non si inserisce in un contesto simile a quello della sentenza!) e in ogni caso, se anche ci fosse questo pericolo, che facciamo, non condanniamo il professore che ha commesso un reato per tutelare gli altri professori?? E poi perché un professore che commette un reato non dovrebbe risponderne personalmente?

@ Luigina ...Ma quando un ministro di questa repubblica delle banane, diplomato col 6 politico, riesce a far invalidare gli esami del suo marmocchio bocciato alla maturità, cosa altro si può dire? (beh si può dire che non stiamo parlando di giovani, ma di adulti maturi che vanno a chiedere ad altri adulti maturi, che rivestono cariche istituzionali, di fare qualcosa di non legale e che se fossero integerrimi e onesti, potrebbero rifiutare di fare!)

Alianorah, ma hai letto la sentenza e i commenti sopra?

No! non ho letto il tuo blog, dove si parla della positività dei giovani, vuoi forse dire di quelli che fanno volontariato? Di quelli che si prodigano per la difesa dell'ambiente?
Di quelli che vanno all'estero per fare ricerca, perché qui non vengono sostenuti??
Si questo lo devo riconoscere, il fatto che comunque, non chiudi, ma lasci aperte le strade al dialogo!
Ti auguro una buona serata.
Monica

Luigina ha detto...

Buona giornata Renata! permettimi di dire la mia. Mi meraviglio del qualunquismo di Monica, di cui ci accusa. Non si accorge di aver fatto anche lei di tutte le erbe un fascio soprattutto con questa frase "Nessuno mi sembra si sia abbastanza indignato sull'abuso di potere di quel professore, nessuno ha detto che, in base a quel fatto, la maggior parte dei professori sono come lui! Generalizzare così è come dire che "gli Italiani son tutti ladri" o altre amenità del genere. Non mi sembra che Renata si sia scagliata contro i giovani, né contro i genitori in generale anzi ...
Mio marito ed io, siamo fieri di aver favorito la conquista dell'indipendenza del nostro unico figlio a soli 20 anni e, ora che ne ha 29 e sta per diventare genitore a sua volta, ce ne è molto grato e credo che farà la stessa cosa con i suoi figli. E ti assicuro che non è stata una decisione facile: come per Calendula e i suoi genitori, ha suscitato la "compassione" di altri genitori che non si rendevano conto di essere ormai diventati schiavi dei loro figli

Anonimo ha detto...

Luigina, forse nel testo non mi sono spiegata bene e così hai interpretato male le mie parole; volevo sottolineare proprio il fatto che nessuno, GIUSTAMENTE, si sognerebbe mai di dire, nonostante l'episodio del professore, che buona parte dei professori sono come lui e l'invito era a non fare lo stesso errore pure con noi!
Questo era il senso della frase, che forse ho espresso male.
Hai fatto bene a sostenere l'indipendenza di tuo figlio, ma alcuni genitori non hanno abbastanza soldi per fare questo!
Ho un amico laureato che ha trovato lavoro a Milano, ma sta cercando casa disperatamente e non la trova, perché i prezzi sono insostenibili, ho un'altra amica che lavora a Milano, e anche se ha trovato casa fuori dalla città per risparmiare, i genitori tuttavia continuano a sostenerla economicamente, perché altrimenti non riuscirebbe! E credetemi non li butta dalla finestra questi soldi, perché durante tutta la settimana lavora, e per via della distanza si alza presto la mattina e rientra tardi la sera, non va certo per discoteche o pizzerie!
Ci sono molte, molte realtà diverse!
Monica

Luigina ha detto...

Monica, ammettere i propri errori è un passo importante e ti fa onore.
Però credo di interpretare il pensiero di Renata che criticava la sentenza che obbligava quei genitori a mantenere il figlio di 34 anni finché si sarà realizzato. A mio parere realizzarsi non è solo trovare subito un lavoro soddisfacente, ma sapersi accontentare per iniziare di qualche cosa di meno gratificante, ma che permetta di conquistare l'indipendenza economica dai genitori. Mio figlio quando se n'è andato da casa, frequentava ancora l'ultimo anno di Università e per mantenersi andava a consegnare le pizze a domicilio la sera e i fine settimana. Noi finché non ha trovato un lavoro più remunerativo e gratificante, gli abbiamo messo a disposizione sul suo c/c la cifra che + o meno spendevamo per mantenerlo in famiglia e agli studi. Questo lo ha maturato moltissimo e ci ha reso orgogliosi, perché dopo solo un anno è riuscito a fare a meno anche del nostro sostegno economico. Riconosco che al giorno d'oggi è sempre più difficile riuscire a farlo completamente, come per i tuoi amici, che però cercano di non gravare del tutto sulle spalle dei genitori.

Anonimo ha detto...

Anche quest'ultima sentenza che cita Renata, deve essere approfondita, perché messa in questa maniera, rischia di cadere nello stesso equivoco dell'altra, perché la Corte ha stabilito che vanno mantenuti solo se vengono rispettate alcune condizioni, nel caso in cui viene riconosciuta la colpa del figlio, la richiesta di mantenimento viene respinta!

L'obbligo dei genitori di mantenere i figli deriva dall'art. 147 cod.civ. , ai sensi del quale «il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l'obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto della capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli».

La Corte di Cassazione ha puntualizzato che l'obbligo di mantenere la prole può sussistere, per i genitori, anche quando i figli sono maggiorenni.
Ora vi è la sentenza n. 951/2005 della Cassazione, dove è stato chiesto, al Tribunale di Perugia, di dichiarare cessato l'obbligo di un padre separato di corrispondere alla figlia l'assegno di mantenimento.
ora la Corte Suprema si è così pronunciata: «Invero risponde a verità che l'obbligo di mantenere i figli non cessa con il raggiungimento della maggiore età ma nella specie tale principio è stato rispettato dalla Corte territoriale che ha ritenuto che il mancato raggiungimento dell'autosufficienza economica andava attribuito a colpa della ragazza.
e ancora
secondo la Cassazione , l'obbligo dei genitori di mantenere il figlio permane anche dopo che costui è divenuto maggiorenne, purché, in relazione al mancato raggiungimento dell'autosufficienza economica, non sia individuabile la colpa del figlio.

Si deve escludere, peraltro, che profili di colpa siano individuabili allorquando egli rifiuti una sistemazione lavorativa non adeguata rispetto a quella cui la sua specifica preparazione, le sue attitudini ed i suoi effettivi interessi siano rivolti, quanto meno nei limiti temporali in cui dette aspirazioni abbiano una ragionevole possibilità di essere realizzate e a condizione che tale atteggiamento di rifiuto sia compatibile con le condizioni economiche della famiglia.

Per una lettura completa dell'articolo, di cui l'autore e il Dott. Angelo Ippoliti questo è l'indirizzo internet http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=857

Monica

Renata ha detto...

Cara Monica, benvenuta tra noi ! Sei un bel peperino, con la tua carica di giovanile splendida irruenza e io che amo profondamente i giovani ti apro le braccia.
Hai qualche angolo da smussare, qualche impulsività da attenuare ma CI SEI. Ci sei con tutto il patrimonio che, se ben gestito, farà di te "una bella persona".
E mi spiego. Colgo qualche spigolosità nella tua voglia di graffiare,(quel "voi" mi dà proprio ai nervi) sento l'impulsività in ogni tua parola.E ancora chiarisco: nei commenti al post precedente, la tua amica Michela aveva già riportato la sentenza in discussione, potevi risparmiarci la ripetitività.

La spigolosità era evidente nella frase che ho già citato e l'impulsività (anche positiva) è sotto gli occhi di tutti. E, come piccola nota aggiunta CONFESSO: ero come te quando la giovinezza gestiva il mio tempo. Quindi tutto bene. muccina

P.S. tra gli amici blogger c'è già una buona intesa e tanta stima reciproca, pertanto tutti loro intuiscono che, qualche volta, un evento provocatorio serve per ribadire concetti basilari. Nello specifico si vuole ridare prestigio agli "educatori" che lo meritano.Tu, hai scelto di sviscerare il caso preso isolatamente. O.K. abbiamo chiarito.

Ultima noterella. Non tacciare di superficialità i miei ospiti e amici. Non hai sufficienti elementi di conoscenza personale. Sono stati forse concisi perché parlavano con me... che li capisco.

Renata ha detto...

Monica, ti chiedo di ascoltarmi...col cuore. Qui non siamo in un'aula di Tribunale Qui siamo tra amici e ognuno di noi cerca in questo spazio un po' di distensione.

Non sottovalutare le nostre capacità, qualora fossimo interessati alla lettura integrale di una qualsiasi sentenza sapremmo dove inserirci.

La gestione di un blog richiama l'immagine di un salotto dove si ritrovano persone che hanno il massimo riguardo l'una per l'altra.

Questo tuo secondo intervento, lungo e impegnativo, esula dalle intenzioni che animano il piacevole conversare.

A volte il titolo di un giornale mi serve per addentrarmi su argomenti propri della quotidianità.

Se poi, invece qualche ospite si troverà nelle condizioni che richiedono competenza e precisione si rivolgerà alle sedi competenti.

Confermo il contentuto della mia precedente risposta e ti dò il benvenuto.

Renata ha detto...

Ciao Luigina.

Grazie per i tuoi interventi. Non mi dilungo perchè la nuova corrispondente ha assorbito ed esaurito le mie già scarse risorse.

So che posso contare sulla tua comprensione. Buona nanna.