giovedì 4 settembre 2008

Il genitore ideale.

Pubblicato sul Giornale di Brescia dell'8 settembre 2008
Il post parla dei problemi che nascono in famiglia, lievitano nella scuola ed esplodono nella società.
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Considerato che quello dell’educare è compito impegnativo, tracciare un percorso almeno indicativo è indispensabile. Naturalmente senza saccenteria o pretese da cattedra ma, sulla scorta dell'esperienza e degli errori commessi, vorrei provarci.
Partendo da un’ipotesi : tre figli (due maschi e una femmina) sono – ognuno – un mondo a sé e dovrò necessariamente tenerne conto. Però qualcosa che si adatta uniformemente c’è. E partirei da qui per non disperdere i pensieri.Ci sono insegnamenti validi, a prescindere ! Quindi, devono essere trasfusi con l’esempio e la determinazione senza lasciarsi condizionare da momentanee reazioni soggettive.
Solo per fare degli esempi abituarli ad essere disponibili, a non prevaricare, a rispettare gli altri, a non dare spazio all’egoismo.
Uno dei figli si adatterà docilmente, l’altro vorrà approfondire con mille perché e l’altro ancora si ribellerà attraverso comportamenti indisponenti, tutte reazioni prevedibili, ma con ognuno e con tutti è importante, non demordere.
La strada dev’ essere sbarrata – anche in famiglia – all’anarchia. La compartecipazione deve rimanere costantemente inserita nell’operosità quotidiana e l’avversione al comodo “farsi servire” deve essere stabilmente presente. Prospettare la gioia che deriva dal collaborare e abituarli riesaminare quotidianamente i propri comportamenti.
Mia mamma mi invitava a rivedere ogni sera, prima di coricarmi, il percorso della giornata e mi spronava ad individuare i miei errori. Una noia indescrivibile (all’epoca) che ha poi connotato favorevolmente la mia vita. Lo ricordo ancora – quel momento che concludeva la giornata, con infinita gratitudine. Ancora oggi non mi addormento senza aver rivisitato la mia quotidianità e frequentemente trovo qualcosa di cui mi pento.
Ricordo che un giorno mi sono azzardata a mormorare : “Ma la mia amica va a fare la gita.....” ”Si vede che i suoi possono....” ripeteva tranquilla la mia mamma “Noi non possiamo. Lo sai che esistono le differenze e che esisteranno sempre?. Queste differenze significano anche che milioni di bambini non hanno quello che hai tu. Quindi, ringrazia il cielo per quello che hai ! E basa manina endrita e enversa “” Che tradotto dal dialetto bresciano recita : “bacia la tua manina a diritto e a rovescio. “
Pilastro fondamentale è il rispetto per l’altro. Ineludibile e pressante, da subito, fin dal principio. Un castigo severo quando ci accorgiamo che il bimbo non tiene conto delle reazioni dei suoi coetanei è doveroso. Ed è opportuno mettere in campo tutta la contrarietà che questo comportamento merita.
Una giusta dose di fermezza non ci impedirà di giocare con i nostri figli, di ridere con loro, di condividere i loro sogni, di sorridere delle loro fantasie !
La domanda che mi assilla in questi giorni, mentre il telegiornale ci mostra agghiaccianti immagini di giovani che assaltano un treno per sfogare insane propensioni alla prevaricazione....è questa : “Da dove vengono?” “Come sono stati educati? “Non tutti vengono dalla strada, hanno famiglia. E allora ? Sono abituati ad ottenere tutto, senza sforzo e subito ? Perché sono cresciuti così ?
Domande, domande, domande !
E, forse, una sola risposta. Dalla culla, bisogna cominciare da lì, e non farsi confondere dalle loro moine, dai loro sorrisi. Tra le mie certezze (poche) ne prevale una : le lacrime che ho versato da bambina, mi hanno consentito di sorridere da adulta, Il temporaneo risentimento verso i miei genitori - che mi hanno imposto anche molte rinunce - si è via via trasformato in profonda gratitudine.
Il genitore ideale è quello – per capirci - che ognuno vorrebbe o dovrebbe essere per i suoi figli. Quello capace di dire no quando è giusto dirlo e mantenerlo, senza deroghe o nocivi cedimenti. L’ho capito tardi, ma se qualcuno vuole cogliere quello che può esserci di buono nella mia accorata analisi, o contestarla, lo faccia. Essere genitori non è facile e risultati deludenti persistono talvolta, nonostante gli sforzi e l'amore profusi da mamma e papà. r.m
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18 commenti:

Lucignolo ha detto...

Nessuna ricetta da lasciare,
è vero che ognuno è individuo a parte e come tale occorre relazionarsi, nessuna ricetta.

I genitori, individui a parte, a cui nessuno insegna, perchè non si potrebbe son tentato di dire.

Non credo molto ad un insieme di regole o linee guida, il che non vuol dire che non ne abbia.

Nel provare ad esser buon genitore tengo presente sempre che "i miei figli mi osservano", "non ho nulla da nascondere loro", "mi vogliono bene e sapranno capire", "hanno un immenso bisogno di dignità personale, riconoscimento e amore",
"devo saper far distinguere loro, senza sbavature, quando è finita la dispobilità e la pazienza", ma più di tutto, "devo insegnare a guardare il mondo con gli occhi di altri, immedesimarsi negli altri e tentare di capirne le necessità, debolezze e gioie".

Credo che i problemi di una cattiva "professionalità" di genitore siano nell'instabilità personale, individuale, del genitore stesso.

Comunque sia si naviga a vista,
cari genitori, in bocca la lupo !

Buongi Buongi

Renata ha detto...

LUCIGNOLO - condivisibili osservazioni.

Nemmeno io credo "ad un insieme di regole o linee guida", ma credo nella necessità di confrontarsi con alcuni deludenti risultati.

Parlarne, è sempre utile.

Grazie anche per la pazienza. Il post è un po' lungo però, accenna soltanto al problema che è molto più vasto e articolato.

GlitterVictim ha detto...

Posso candidarmi per il concorso "figlia ideale" ?

:-D

Renata ha detto...

GLITTERVICTIM -

Non vale ! Saresti la vincitrice. ne sono certa. un bacione.

calendula / trattalia ha detto...

hai descritto la mia composizione familiare e me e i miei 2 fratelli amatissimi, io sono la curiosa Ale è l'ubbidiente e Andrea ( il piccolo) i ribelle, si fa per dire, penso che la fondamentale nell'educazione dei figli sia il rispetto, rispetto verso tutto e verso tutti, verso i propri simili, verso l'ambiente, verso la cosa pubblica, verso se stessi,e parlare parlare parlare tantissimo, dialogo costante, sempre e comunque, e qualche punizione qundo ci vuole... sempre secondo me..
Un ringraziamento per lo splendido post...

streghetta ha detto...

Cara Renata, anch'io sono cresciuta con molte rinunce, i miei genitori, pur essendo figlia unica e potenzialmente viziata, mi hanno insegnato che non si può ottenere tutto con un pianto ma al contrario bisogna saper meritare. Ma ciò che più importa è che mi hanno educato e cresciuto nel rispetto del prossimo. I ragazzi "tifosi" del Napoli sono figli dei "si" detti per sfinimento. I bambini di oggi sono dei piccoli tiranni ma questo perché i genitori, troppo presi dal loro egoismo, non hanno voglia di imporsi e di educare. Per fare un esempio, molto banale, scena isterica del bambino al supermercato che vuole un determinato gioco; cosa fa la madre?Cede. Perché è più facile così, perché le lacrime del suo bamboccio grassoccio la stancano..insomma non lamentiamoci poi se da diventeranno degli adulti vandali e senza carattere. Scusa lo sfogo.. A presto Cinzia

Renata ha detto...

CALENDULA - Com'è confortante leggerti. A volte mi sembra di essere la famosa mosca bianca, unica e sola, invece mi accorgo che molte persone come te e altri bloggers, condividono. Grazie
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STREGHETTA - Dici benissimo, "i figli dei "si" detti per sfinimento" diventano adolescenti insofferenti e ribelli (quando non sono anche violenti). E' una gioia, ripeto, sentire che c'è ancora chi si cimenta con i NO che sono poco gratificanti, ma indiscutibilmente formativi. Anche a te, grazie per il commento e per il suo contenuto. Bacio.

Jasna ha detto...

E' sempre un piacere leggere queste lezioni di umana civiltà...quella dell' analisi quotidiana la metterò in pratica ...appena i miei pargoli saranno in grado di farmi un riassunto giornaliero della loro giornata... ora penso a domani..Ezio si appresterà al primo vero distacco dalle braccia materne... speriamo bene.

Renata ha detto...

Jasna ! Andrà benissimo,

Specialmente se lo induci a considerarlo un bel premio.

Se gli sorriderai con entusiasmo - e con un gioioso "finalmente ci siamo!"

Bacio.

Marco Marsilli ha detto...

Ciao Renata,

anch'io mi sto' avviando a diventare papà per la terza volta.Il figlio più grande ha 10 anni, la piccola 4.

Il problema è che non si nasce "imparati" e che la posizione giusta della barra tra autoritarismo e tolleranza la si impara con i figli e con il tempo. Hai, che povero papà sarei stato se mi fossi fermato al primo.

Se posso permettermi di dare qualche piccolo consiglio a tutti i genitori direi:
- A cena la TV deve essere spenta.
- A cena si parla poco di lavoro ed, almeno per una volta al giorno, non si parla solo tra adulti di argomenti da adulti ma si cerca di parlare con tutti e di stimolare chi di suo non parlerebbe a raccontare fatti ed emozioni
- La TV non deve essere accesa "perché tiene compagnia": o la si guarda perchè il programma interessa o la si spegne.
- I bambini imparano molto più dall'esempio che dalle prediche.
- Se voi mangiate di tutto e assaggiate tutto (anche quello che potrebbe non piacervi) i bambini mangeranno di tutto e impareranno ad assaggiare.
- Se andate a letto presto andranno a letto presto, ed idem il contrario.
- Se non vi opponete costantemente alla violenza con le armi della parola e dell'affetto, saranno attratti dalla violenza.

Hmmm ... e se mio figlio diventasse un Hooligan? Quasi quasi sarebbe meglio se aspettassi ancora un po' prima di fare prediche. :-))

Marco

Renata ha detto...

MARCO MARSILLI,
che piacere leggerti.
Siamo un esercito a desiderare con onestà, di migliorare, di crescere con i nostri figli, di sentire intorno a noi...profumo di lavanda, profumo di pulito.

Perline di saggezza hai indicato, semplici comportamenti che indicano una strada sterrata, inondata dal sole. Che bello !

ladyoscar ha detto...

una ricetta antica...bastone e carota.... bastone e carota!
Da bambina detestavo mia madre, oggi non passa giorno che ringrazio iddio di averne avuta una così!
ladyoscar

Romano ha detto...

Nelle famiglie ci vorrebbe più armonia e collaborazione tra genitori e figli. Ognuno svolgendo il proprio ruolo e rispettandolo.

Sarebbe bello.

Renata ha detto...

LADYOSCAR -

Quasi tutti i bambini insofferenti (perchè tenuti a freno ) sono diventati adulti riconoscenti.

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ROMANO - Le tue parole sono la sintesi di tutti i migliori comportamenti genitoriali. Grazie.

sirio ha detto...

Dialogo,dialogo e ancora dialogo:Questa dovrebbe essere il rapporto tra genitori e figli,e a volte non basta ancora.
"Da dove vengono ?" domanda legittima,quando ci vengono date notizie come quella dei tifosi sul treno.
Eppure abbiamo anche sentito dei "ragazzi di buona famiglia" di Roma che facevano le prove con le bottiglie incendiarie...!!
Ciao renata,i tuoi pensieri sono sempre "IN", ti auguro buon fine settimana.

Renata ha detto...

SIRIO cia, anzitutto e poi il punto cruciale su quale commenti :

"ragazzi di buona famiglia" di Roma che facevano le prove con le bottiglie incendiarie...!!

Qual'è OGGI il significato di "buona famiglia" ? Temo che sia "agiata" !

Che poi significa : ragazzi soli che - quando si inseriscono nel mondo esterno alla famiglia - si trovano (magari inconsciamente) nel branco.

Hai ragione tu, dialogo, dialogo dialogo. Che significa presenza costante e attenzione.Ciao Sirio.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

A volte nonostante genitori bravi alcuni figli crescono cmq come vogliono....

Spesso cmq il disinteresse verso i propri figli è la causa di problemi poi successivamente.

Ma ha ragione Lucignolo, ricette non ce ne sono. Prinicpi base su cui provare a costruire qualcosa sì, ma il risultato non lo assicura nessuno.

mermaid ha detto...

che belle immaggini che hai sol blog vieni sul my baci ciao!