sabato 5 aprile 2008

Ragazzi in piedi, entra il prof.

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Pubblicato da :
IL GIORNALE sabato....... 5 aprile 2008
cesare@lamescolanza.com - 18/04/2008
Giornale di Brescia 17 aprile 200
Brescia Oggi .......... 17 aprile 2008
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Molti ancora ricordano l'esortazione, alla quale si corrispondeva con prontezza, senza farsi domande del tipo “è giusto?” “perché devo farlo” o altro. Si faceva e basta. Ma quel non porsi domande era già di per sé una risposta.

SI FA. PUNTO.

La funzione delle regole è da sempre, quella di stabilire i doverosi segni di rispetto, l’ attribuzione dei ruoli, una giusta distanza fra professore e discepoli.

Poi, via via, ha trovato spazio un corrosivo comportamento nei confronti di chi un ruolo l’aveva già. I genitori hanno cominciato a voler essere “amici” dei propri figli, senza considerare l’arretramento al quale si sottoponevano. Senza riflettere sul fatto che gli amici vanno e vengono e i genitori restano; che gli amici possono essere anche poco sinceri o malevoli mentre i genitori non lo sono mai. Potranno sbagliare ma lo faranno sempre, amandoli.

Poi si è frequentemente introdotto l’uso del tu verso i giovani professori sorvolando sul fatto che ciò non avrebbe certo migliorato né il rapporto né il profitto. Insomma si sono attivati ruoli ibridi che mortificano, nel concreto,le iniziali – più legittime – collocazioni.

Ma ecco una nota consolante fa capolino da più parti. Pare che siano in molti ad auspicare il ritorno di posizioni abbandonate e io credo che – a piccoli passi- si possono forse recuperare valori troppo bruscamente abbandonati, dimostrando che talvolta, tornare indietro aiuta ad andare avanti. r.m.
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26 commenti:

JANAS ha detto...

Renata..non credo di condividere in tot il tuo post; io credo personalmente nel rispetto, ma quello che dobbiamo ad ogni essere vivente..a un uomo o donna o bambino, a un animale a una pianta, non credo mi dispiace al rispetto dei ruoli; del "lei non sa chi sono io!"
i ruoli e le categorie sono molto superficiali.. dietro ogni ruolo e categoria ci può essere uomo onesto o un uomo disonesto, dire per esempio che i genitori sono tutti buoni sinceri e se sbagliano lo fanno a fin di bene..lo sai che non è così, non tutte le mamme o i papà sono così idiliaci come dici tu e commettono nei confronti dei figli crimini terribili!
E' dunque il ruolo a priori a stabilire a chi portare rispetto?
non credo! io rispetto il contadino allo stesso modo di un magistrato!
(tempo fa ho assistito personalmente a una scena in cui un magistrato ha iniziato ad attacare verbalmente una povera guardia giurata che stava semplicemente applicando una regola scritta a caratteri cubitali in un ufficio, ove si diceva che chi prendeva il numero per la fila ma non era presente all'interno dell'ufficio entro le 12:00 avrebbe perso la prenotazione! beh il magistrato urlava ..e pretendeva che la guardia giurata trasgredisse l'ordine ..perchè lui era un magistrato!
ho conosciuto benemeriti imbecilli in tutti i ruoli... e persone eccellenti al di la dei ruoli..ho ignorato i primi e stimato e rispettato i secondi!
il rispetto è una cosa che si merita e si pretende..se veramente meritiamo e pretendiamo;
possiamo pretendere il rispetto delle regole certe..regole sensate..non quelle di alzarsi in piedi quando entra il prof..che sono stupide e inutili, come l'inchino e la riverenza, ma il rispetto del silenzio quando l'altro parla, dell'ascolto!
possiamo pretendere certo dai nostri figli il rispetto delle regole se noi per primi rispettiamo le regole..ma guardati intorno..gli insegnati spesso usano loro il telefonino in classe...il magistrato chiede che per lui venga infranta una regola...insomma..la maleducazione dilaga fra gli adulti e purtroppo anche fra quelli che hanno il ruolo di educatori, quindi come possiamo pretenderla dai figli?
al governo e nello stato abbiamo politici che hanno commesso reati..che faranno leggi, loro?...loro dovranno venire a darci regole su cos'è giusto o sbagliato?

Renata ha detto...

Cara Janas, hai detto le tue ragioni alle quali contrappongo le mie e lo farò come hai fatto tu COL CUORE. Vediamo: il rispetto generalizzato verso tutti, uomini e animali, non è in discussione il "Lei non sa chi sono io" è prerogativa dell'mbecille.Detto ciò
non è possibile negare l'esistenza dei ruoli perchè i ruoli esistono. Magistrati,preti,insegnanti,genitori, figli, tutti rivestono un ruolo e - come affermi giustamente- all'interno di ogni ruolo si cela o si palesa il cretino come può coesistere l'eroe, la figura esemplare. Abbiamo tristemente notizia anche di genitori che abusano e uccidono i loro figli. Situazioni ed eventi sotto gli occhi di tutti, purtroppo!Il magistrato che citi ad esempio, che se la prende con la guardia giurata infoltisce la schiera dei "Lei non sa chi sono io" ma non coinvolge certamente altri meritevoli funzionari del settore. Io ho visto un contadino liberarsi dei residui intestinali a poca distanza da alcune bambine che giocavano. Affermi tu stessa molto onestamente che "il rispetto si merita, non si pretende" Quindi mi pare che parliamo la stessa lingua.
Rispetto dei ruoli significa anche che se scappa detta una parola del tipo "scemo o idiota" tra coetanei la cosa è prevedibile, mentre è assolutamente intollerabile che il figlio lo rivolga al genitore. Io credo. Proprio perchè i ruoli non sono paritari. In piedi ragazzi, entra il Prof.non impedisce di distinguere tra l'insegnante meritevole e quello che lo è meno.Gli adulti sono perfettamente in grado di adottare convincimenti come i tuoi o come i miei che molto si assomigliano ma i bambini, che devono essere indirizzati dovrebbero tenere conto dei ruoli all'interno dei quali (impareranno col tempo)si deve distinguere in base al merito. A proposito, il tu al professore è secondo me inopportuno. E il cazzo, ad esempio dovrebbe rimanere nei pantaloni e non sulle labbra degli adulti, specie se se rivestono il ruolo di genitore. E non mi si venga a dire che certi vocaboli sono aderenti al ruolo educativo. Per favore !

Dama Verde ha detto...

Ciao Renata, ho l'impressione di trovarmi in mezzo ad una discussione interessante.

Renata tu scrivi: "In piedi ragazzi, entra il Prof.non impedisce di distinguere tra l'insegnante meritevole e quello che lo è meno."

Con questa frase sono d'accordissimo e credo lo sia anche Janas che a mio avviso, giustamente, scrive che non dipende dal ruolo la capacità di un insegnante o di un genitore.

Però non l'autorità, ma l'autorevolezza, è necessaria: lo abbiamo constatato in questi anni,in cui siamo stati troppo arrendevoli e come genitori e come insegnanti.

Un NO quando ci vuole, viene meglio da un insegnante a cui si dà del Lei anzichè del tu.

Stessa cosa per i genitori che si dichiarano amici dei figli.

Per una mamma amica diventa difficile dire NO: è un no che sia la madre che la figlia/figlio recepiscono come tradimento -proprio perché proveniente da un'amica e non da una mamma-educatrice.

Altro non aggiungo ora, Renata.
Capisco la tua saggezza, ma capisco anche la rabbia di Janas per le cose che ha raccontato.

Ciao, attendo sviluppi, perché questa discussione è importante per tutti.

A presto!

Renata ha detto...

Dama. a mio avviso le ribellioni di Janas sono sacrosante ma, non hanno niente a che vedere con il compito educativo di chi deve arginare comportamenti e orientare giovani menti. Per me il punto è questo. Stiamo parlando di bambini. Non stiano dibattendo tra noi temi sui quali siamo tutti d'accordo.Alzarsi in piedì perchè entra un Prof. ha un significato indicativo, non coercitivo.Quando ci rivolgiamo ai bambini non possiamo dimenticare che sono individui in evoluzione per i quali il rispetto (inizialmente) non può che essere formale. Più avanti avrà modo di divenire sostanziale. Forse non riesco a spiegarmi, ma sto tentando. Davvero !

Dama Verde ha detto...

Hai ragione Renata.

Ti sei spiegata benissimo e hai scritto cose SACROSANTE.

Lo scrivo con tutto il cuore,dopo averci ragionato fino ad ora.

E' come scrivi tu!

Ciao e grazie per le riflessioni che mi fai fare, ti abbraccio.

Renata ha detto...

Dama cara, sono contenta. Forse si intuisce che mi sono sempre battuta per difendere, proteggere e dimostrare tutto il mio amore verso i giovani. Però un po' di sostegno aiuta perchè a volte (come stasera) sono così stanca....

angelo dei boschi ha detto...

Caspita... ho sbagliato blog!!!
Credevo di essere su quello della mia cara renata, invece mi sembra di essere su un ring...
Scherzi a parte la discussione è interessante, l'argomento pure, i commenti lasciano il tempo che trovano!
Io sono un genitore.
Gioco con i miei figli.
Cerco di essergli amico, non dimenticandomi di essere un genitore e se sbagliano si prendono la loro punizione (per adesso mi limito a non far vedere i cartoni animati o la tv in generale per X giorni in base a quanto l'hanno combinata grossa) ovviamente valuto volta per volta se la punizione ci sta o meno... Sono severo e rigido sull'educazione... anche se mi si stringe il cuore vedere i loro occhioni luccicanti da cuccioli abbandonati, ma mi sforzo di essere inflessibile, poi dopo un po' di tempo vado da loro e con calma gli rispiego il motivo della punizione (ma senza levargliela), un bacino, due carezze e pace fatta.
Tutta 'sta premessa per dire che trovo giusto quanto affermi tu renata quando dici che la funzione delle regole è da sempre, quella di stabilire i doverosi segni di rispetto, l’attribuzione dei ruoli, una giusta distanza fra professore e discepoli.

Oggigiorno, e lo vedo con figlia n.1 e n.2 (elementare e materna), le maestre vengono chiamate quasi sempre per nome (non le mie perché sia mia moglie che io abbiamo loro imparato ad anteporre l'appellativo maestra davanti al nome) però non quello di rivolgersi alle stesse non la seconda persona singolare... e questo perché sono le stesse insegnati che pretendono il tu... è normale che crescendo diventi sempre più difficile fargli levare il vizio.

Senza considerare che questa forma di "non-rispetto" tra docenti e discenti è anche fomentata dalle comunicazioni di massa, dove spesso e volentieri il giovine fa quello che più gli aggrada in barba agl'insegnati.
Ed è supportata dai vari amici di papà e mamma che si fanno dare del tu tranquillamente, perchè papà e mamma non glielo hanno insegnato che il tu è riservato ai coetanei.

Anch'io ormai comincio a desistere se ci provo tutti a lanciarmi occhiate obblique e a dirmi di lasciare in pace le bimbe che tanto non fanno e non dicono nulla di male, con l'unico risultato è che le mie figliole haoon appreso che in casa d'altri hanno godono dell'immunità.
Questo è più o meno quello che succede anche nelle nostre scuole, e con simili esempi di "educatori" moderni io personalmente mi scandalizzo poco se il 15-16enne di oggi, ribelle come lo sono tutti gli adolescenti, in classe sputa sulla cattedra o mostra il sedere al professore di turno (per non citare di peggio con la professoressa...)

Io non so quanto possa essere consolante la nota che fa capolino da più parti e cioè un ritorno di posizioni abbandonate, come non so neanche se si possono recuperare valori abbandonati.
So solo che il problema prima di essere a scuola, spesso è a casa!

Credo che la mia dama abbia ragione quando dice che non l'autorità, ma l'autorevolezza, è necessaria. E anche che i NO quando ci vogliono aiutano a crescere sia se detti dai docenti (di tutti i livelli) che, soprattutto, dai genitori.

L'ho rifatto un'altra volta ho scritto un post nel post... ora basta sono stato fi troppo prolisso e questo non va bene per chi viene a leggere perché si annoia... quindi la taglio qui.

A te renata cara ti auguro una notte tranquilla e serena e un abbraccio "rispettoso" e tante coccole....

angelo dei boschi ha detto...

e che caspita.... tre quarti d'ora per scrivere le mie righe e intanto voi siete andate avanti coi dialoghi e io mi sono perso metà delle discussioni... uffa! non è giusto!!!
Vabbé vi voglio bene lo stesso :)

Renata ha detto...

Vorrei dare risalto alle perle che Dama ha profuso nel suo commento:
1) non l'autorità, ma l'autorevolezza, è necessaria.
2)Un NO quando ci vuole, viene meglio da un insegnante a cui si dà del Lei anzichè del tu.
3)Stessa cosa per i genitori che si dichiarano amici dei figli.
Per dirne solo alcune. auguro a te e a tutti Buona domenica.
-----------------------------------Angelo gentile, il tuo comportamento di genitore assiduo ha come base un grande amore che traspare ampiamente.Mi hai regalato un sorriso quando hai paragonato al ring, l'intenso dibattito sull'interessante tema. Infatti ci si accalora quando l'argomento coinvolge e c'è stima verso l'interlocutore. A domani.

JANAS ha detto...

rispetto le vostre considerazioni ..tuttavia continuo a credere che ai figli bisogna dire subito come valutare cose e persone...dare subito gli strumenti giusti e non: fai così perchè è giusto! quando ero ragazza e mio padre faceva così : IO NON MI SENTIVO RISPETTATA! da chi pretendeva rispetto da me!
i bambini capiscono molto di più di quanto voi non crediate..siamo noi ad essere spesso limitati negli argomenti e non vogliamo perdere tempo in spiegazioni che potrebbero essere contestate e metterci in difficoltà!
..c'è un velato rischio, sai Renata, qualcuno potrebbe abusare di un atteggiamento acritico di un bambino!
posto il fatto che essere educati bisogna esserlo con tutti ..anche con il barbone sotto casa!

educatore ha detto...

Cara Janas...
Scrivi: "il rispetto è una cosa che si merita e si pretende...".
Chi stabilisce quando e se si merita? Tu? I miei allievi? Il mio preside?
Chi stabilisce come e quando si pretende? Io? La bidella? Il mio allievo che sostiene che la compagna con l'apparecchio per i denti ha l'alito che puzza?

Le mie allieve ed i miei allievi si alzano in piedi quando entro. Ho spiegato che io saluto con la voce, loro alzandosi: è una forma di educazione. 27 persone non possono salutarmi tutti in coro quando entro in classe... disturberebbero le altre classi.

Tra le prime cose che insegno, il primo giorno di scuola, ci sono tre regole:
1) rispetto
2) rispetto
3) rispetto

Il rispetto si merita "a priori", insieme alla vita stessa perché ne è parte integrante ed irrinunciabile.

A prescindere dalla lingua, dal sesso, dall'età, dalla salute, dalla religione, dalle idee, dal colore della pelle, dall'odore, dalla forma e dalle capacità e competenze che hai... meriti rispetto.

... poi puoi essere un cretino/a violento/a ...criminale ed allora mi difenderò, ti isolerò, ti eviterò.

Il rispetto non è un atteggiamento unidirezionale, dal basso verso l'alto. Il rispetto è omnidirezionale. Le mie allieve d i miei allievi DEVONO rispettare chiunque abbiano intorno, e magari anche più in là, esattamente come devono rispettare me e gli altri operatori della scuola.
Tra l'altro, le famiglie, il mio datore di lavoro ed il mio dovere servizio mi impongono di valutare espressamente ANCHE il rispetto: fa parte del giudizio da riportare formalmente sulla scheda (un tempo si chiamava pagella).
La vita sociale si fonda su questo semplice prerequisito.
Il dottore, l'insegnante, la mamma, il farmacista, il fornaio, il bigliettaio, il giornalaio... possono operare proprio grazie al fatto che non è necessario preventivamente guadagnarsi rispetto. Il rispetto è dovuto in via preliminare e non va guadagnato: al massimo lo si perde per sé stessi... ed a questo punto agli altri rimane l'esercizio della compassione.

Credo che sia necessario comprendere la differenza tra il riconoscersi sottomessi ed il rispetto.
Il rispetto verso gli altri è la prima affermazione del rispetto verso sé stessi.

JANAS ha detto...

educatore ma io l'ho precisato nel primo commento:
io credo personalmente nel rispetto, ma quello che dobbiamo ad ogni essere vivente..a un uomo o donna o bambino, a un animale a una pianta, non credo mi dispiace al rispetto dei ruoli;

come te penso che il rispetto deve essere andata e ritorno, chi lo stabilisce..deve stabilirlo qualcuno? non deve essere una legge morale dentro di noi..non dobbiamo farla nascere dentro i nostri figli! il senso morale però non può essere imposto con delle regole assolute..deve essere compreso, fatto tuo..digerito..metabolizzato, così che non dovrò avere sempre dietro qualcuno che mi dice come devo comportarmi..perchè fa già parte di me! il rispetto delle formalità non mi interessa! non m'interessa l'ipocrisia dell'alunno che si alza quando entra il prof..e magari di lui pensa (so che non è il tuo caso) il peggio del peggio!!
Tu ti senti rispettato da tutti quegli alunni che si alzano per salutarti? TTi rispettano tutti i tuoi ragazzi, perchè si alzano? o il rispetto, quello vero, passa da altre cose più concrete?

JANAS ha detto...

il ragazzino che ha detto quelle cose alla sua compagna...dunque non ha imparato il rispetto1 ..nonostante si alzi per salutari..ha imparato solo il rispetto formale per te..non cosa significhi rispettare le persone, mettersi nei loro panni,
io ai miei figli quando non si comportano bene con qualcuno dico solo questo: se quel ragazzino si fosse comportato così con te, ti sarebbe stato bene..rifletti su come ti saresti sentito!!
infine la mia massima:
(...) E anche sul più altro trono del mondo non siamo seduti che sul nostro sedere!
( da Saggi di Michel De Montaigne)

angelo dei boschi ha detto...

Cara renata hai scatenato l'inferno!!!!
Credo di capire il senso di janas pur tuttavia non condividendone completamente le idee, soprattutto nel non credere nel rispetto dei ruoli... questo ci deve essere, a prescindere da chi c'è dietro il ruolo, perché questo è quello che da il forma mentis per il futuro.
Esempio se il magistrato, riferito da janas, fosse dal dentista come cliente non riveste alcun ruolo quindi deve comportarsi e, verso di lui, ci si deve comportare con il dovuto rispetto per la pesona che è. Ma se il magistrato è in un aula di tribule seduto sullo scranno più alto, "giudice in terra del bene e del male", allora riveste un ruolo che vuoi o non vuoi devi rispettare sennò sono piselli per diabetici (leggasi cazzi amari, renata scusa la volgarità).
Ora va da se che il rispetto imposto non è vero rispetto, però ti permette di approcciare le altre persone senza scadere nella volgarità di oggi, come gli alunni 15-16enni che si permettono di sputare sulla cattedra del professore....
Con questo non voglio dire che bisogna essere dei pecoroni senza midollo è solo che imparando a tenere le distanze (per sempio dando il lei ad un professore) potremmo essere delle persone migliori.
Il vero problema è che dovunque manca il buon vecchio galateo!
adb

JANAS ha detto...

perchè angelo dei boschi parli d'inferno, io sto confrontando il mio modo di vedere con il tuo e quello degli altri...da questa dialogo..apprenderemo tutti qualcosa! quindi ha una valenza positiva!
ragà ma io se fossi insegnante e uno mi sputasse sulla cattedra ..lo avrei già sospeso! perchè non viene fatto? Il mio professore di latino..quando entrò la prima volta in classe a noi quindicenni si rivolse dandoci del lei..e noi rimanemmo stupiti..ma poi noi con la nostra simpatia quella distanza l'abbiamo cancellata, il rispetto passa da altro..la capacità di far capire che finchè si scherza si scherza e quando si fa sul serio si fa sul serio! una capacità che tutti gli insegnanti dovrebbero avere..perchè anche se io dico a mia figlia di comportarsi educatamente non sono in classe per pretenderlo da tutti gli altri!
in classe c'è l'insegnante!
altrimenti non si spiega perchè la stessa classe con alcuni insegnati non apre bocca e ascolta e con altri apriti cielo!!!
Quando chiedo a mia figlia come mai?..lei mi risponde che spesso avviene con gli insegnanti che se ne "fregano" , entrano, spiegano la loro lezioncina, chi li segue li segue, chi ha capito bene, chi non ha capito va bene lo stesso e se ne vanno!
non bisogna tenere le distanze...bisogna entrarci dentro con tutta la professionalità e l'amore di questa professione!
o Capitano mio capitano!

educatore ha detto...

Premetto che dichiaro di essere educatore per amore e passione prima che per professione.
Ne consegue che "non mi sento" né "mi sento" perché il centro della mia azione non sono io ma gli altri.
Il successo dei miei interventi sta negli occhi, nei cuori e nelle menti dei miei allevi e delle mie allieve. Confesso comunque che se al rientro di un lungo periodo di assenza cui sono stato costretto, vengo accolto da un boato di gioia... forse vuol dire che faccio bene a non preoccuparmi se non tutti scattano in piedi quando entro in classe.

Se non si mettono al giusto posto anche gli atti formali è difficile poi educare anche al rispetto sostanziale.
Un bambino fa fatica a capire che sei il suo educatore se ti preoccupi troppo di apparire il suo amicone.
Il rischio è che finisca di considerarti pari al suo compagno di banco.
A questo punto finisce l'autorevolezza ed ogni mia parola varrà quanto quella di chiunque.
L'educazione può partire solo dall'integrale rispetto reciproco.
Ci sono bambini che interrompono la spiegazione con un secco "non è vero".
Io insegno che si dice SEMPRE "Secondo me è così".
Sottolineo poi il fatto che io ho più di mezzo secolo di esperienza e studio molte ore al giorno tutti i giorni per cui, secondo un calcolo probabilistico, è più facile che abbia ragione io.
Infine spiego il motivo ed il fondamento delle mie affermazioni, indicando le fonti ed i modi con cui l'allievo/a potrà verificare.
Quando invece il punto di partenza è un genitore che a casa, in presenza del figlio, esprime pregiudizi, senza conoscere la situazione reale sul campo, il rapporto di fiducia e rispetto a fondamento del processo educativo salta completamente.

L'indebolimento del rispetto, sottoposto a preventiva richiesta di "merito", è una delle cause che sta generando il disastro della scuola italiana.
Purtoppo troppi genitori ritengono che "ci sono altre cose più importanti".
Vero.
Tuttavia ciò non costituisce una buona ragione per non alzarsi in segno di saluto, continuare a masticare la gomma, voltarsi a parlare o a chiede l'ora mentre spiego ecc... Se a casa il bambino ha ricevuto ed interiorizzato che "le cose importanti sono altre" ... non ci saranno più altre cose più importanti: ogni dovere e responsabilità risulterà sempre "spostabile oltre": MA IO STAVO ATTENTO.
Attento a cosa ed a chi? al soddisfacimento delle tue personali comodità?
Io non posso svolgere alcuna azione educativa e formativa in una classe in cui ciascuno fa i cavoli proprio perché "tanto sta attento".
In questo caso qualsiasi comunicazione salta perché l'ambiente dell'ascolto risulta distrutto.
Esprimo la mia delusione nel constatare che siano in prevalenza i genitori italiani a generare le condizioni di questo fallimento collettivo.
I miei bimbi colorati, in prevalenza, sanno che quello che io spiego ha buone probabilità di essere importante "a priori" e che servirà loro per crescere nella scala sociale. Il bambino e la bambina italiani hanno invece spesso a casa un compagno di merende invece che un educatore responsabile, una persona pronta a rassicurarli con una loro personale scala di importanze che non necessariamente coincide con i valori, gli impegni, gli sforzi ed i contenuti di crescita individuale che la sana scuola persegue.
Con questo troppi genitori non sanno dirmi altro che "non so più cosa fare".
Genitori arresi. Genitori sconfitti dal loro stesso benaltrismo, una posizione ogni volta pronta a ritirarsi sulla progressiva rinuncia ad ogni paletto.

I fatti quotidiani lo testimoniano. Non sono certo io a soffrire delle conseguenze di questi errori educativi: i primi a pagare, anche duramente, sono proprio i genitori.

In meccanica è definito "vincolo" il punto di appoggio, non un limite.
I nostri figli ne hanno bisogno.

Dama Verde ha detto...

Janas, nessuno ha detto che siamo in un film.

L'Attimo fuggente è un film stupendo, rappresenta l'UTOPIA, ma anche la lotta contro il conformismo malsano, fatto di ipocrisie, NON di rispetto.

Gli insegnanti, credo più oggi che in passato, non sono un vanto della nostra nazione.
La scuola si è lasciata molto andare, gli insegnanti sono demotivati, sfiduciati, ecc.. ecc..

Ma il discorso di Renata verte sul rispetto e su alcune regole tuttora valide per cercare di ottenerlo e di concederlo.

Chi di noi (te, io ..?) si pone sempre in ascolto davanti ad una persona CON RISPETTO?
Non siamo sempre tutti pronti a raccontare ma NOSTRA verità, la nostra opinione?

Sappiamo ascoltare? Benissimo: è un segno di rispetto.

Un gesto, di per sè, può essere insignificante, così come puù essere SIMBOLICAMENTE giusto, idoneo all'obiettivo.
Se prima di entrare in camera di mia figlia o nello studio di mio marito, io busso alla porta, lo faccio per rispetto. E' un piccolo gesto, un manierismo dovremmo dire di questi tempi.
Eppure sono quelle piccole gestualità che ci fanno fermare e considerare l'Altro.

Mi sembra di capire che tu abbia dentro di te un grande desiderio di parlare di IPOCRISIA e lì ci potremmo intendere alla perfezione.

Ma NON E' DI QUESTO CHE PARLA RENATA:
RILEGGI PER FAVORE!!!

Renata, scusa l'invasione e tu Janas perdonami la scrittura di getto.

Luigina ha detto...

Ho seguito tutta la diatriba e sono arrivata alla conclusione che tutti quelli che vi hanno partecipato in realtà la pensano allo stesso modo, ma partono da presupposti diversi per raggiungere lo stesso scopo. Buonanotte: vado a mettere un'altra tegola al mio tetto

Renata ha detto...

Sono molto grata a tutti per il costruttivo dibattito che si è instaurato.Ai commenti rimasti senza risposta provvedo in chiusura e a conclusione.Vorrei ringraziare in modo particolare "educatore" che lascia trasparire la competenza, la partecipazione, l'attenzione e l'amore incondizionato per la sua missione e per i suoi ragazzi. E con tutto il cuore condivido i suoi principi che tanto lodevolmente e assiduamente applica. Anche da questa sede esprimo la mia profonda stima e rispetto per il suo ruolo fondamentale nella formazione dei giovani.Stamperò i suoi interventi e ne farò un poster per le mie pro nipoti.-------------------------
Ringrazio Dama per per aver centrato l'essenza del mio pensiero senza dispersione e con la disponibilità di ravvisarne la parte positiva.La ringrazio per il tempo che ha dedicato all'argomento e all'intensità della partecipazione. Anche i suoi interventi li ho passati a copia e stampa per rileggerli in momenti adatti.-------------------
Angelo dei boschi sa di avere il mio affetto che confermo assieme alla condivisione per i suoi comportamenti nel suo ruolo di padre.Sei speciale, devi solo convincertene !--------------------
A tutti gli amici : GRAZIE.

JANAS ha detto...

Se riesci a non perdere la testa quanto tutti
intorno
La perdono, e se la prendon con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti
ne dubitano,
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se non sai ricambiare menzogna con menzogna,
Odio con odio e tuttavia riesci a non sembrare
troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti
dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sai non farne il
fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori
- Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi;
Se sai resistere a udire la verità che hai detto
Dai farabutti travisata per ingannar gli scioocchi;
Se sai piegarti a ricostruire,con gli utensili ormai
tutti consumati,
Le cose a cui hai dato la vita,oramai infrante;
Se di tuto ciò che hai vinto sai fare un solo
mucchio
E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare
Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini
Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza,
A tener duro, quando in te nient'altro
Esiste,tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se nè amici nè nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai
nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!
Rudyard Kipling

evidentemente esporre il proprio pensiero anche se non condiviso..non mi rende degna di un saluto nella chiusura!

ma io invece voglio salutare tutti quanti, con la precisazione che io non volevo offendere nessuno..solo esprimevo il mio modo di vedere le cose diversamente! non ero dalla parte dei ragazzi incivili, ne contro gli insegnanti come educatore che riporta il suo caso personale come esempio, ben sapendo che non tutti gli educatori sono così esemplari...!
volevo ipotizzare una scuola che non tornasse al passato..(il passato passato ve lo ricordate?..i ceci sotto le ginocchia)
volevo immaginarmi una scuola che andasse oltre al passato e a questo presente!
chiudo e vi saluto tutti!

Luigina ha detto...

Janas anch'io non son stata citata nei saluti, ma non me ne dolgo! Spezzo solo una lancia in favore di Renata che non credo proprio volesse auspicare nel suo post un ritorno a quella scuola del "passato passato, dei ceci sotto le ginocchia". Io che l'ho provata, pur non approvandola, non mi sento frustrata, anzi mi ha aiutato a non commettere gli stessi errori da insegnante e come genitore ho cercato di far capire a mio figlio perché doveva rispetto ai suoi insegnanti, anche se non condividevo spesso il loro operato. In prima media aveva difficoltà con la prof. di ed. artistica, la più odiata dalla scuola, i cui muri esterni erano tappezzati di scritte con insulti pesanti a lettere cubitali a lei rivolti.Le sue difficoltà erano dovute al fatto che odiava disegnare, ma adorava storia dell'arte, proprio per merito di questa insegnante che aveva saputo fargliela apprezzare. Gli ho suggerito di far capire all'insegnante questa cosa e da allora è diventata la sua materia preferita e anche nel disegno è migliorato.L'insegnante si è sentita gratificata ed è diventata meno severa anche nei confronti del resto della classe e le scritte con gli insulti alla fine dell'anno sono sparite dai muri della scuola

Renata ha detto...

Janas - A questo punto non mi resta che chiederti "Ma tu, li leggi i commenti o li ingurgiti ansiosa soltanto di fiondare i tuoi interventi?" La mia risposta a conclusione è stata inizialmente la seguente : ""Ai commenti rimasti senza risposta provvedo in chiusura e a conclusione""A te ho risposto direttamente più volte e la tua puntualizzazione "non mi rende degna di un saluto nella chiusura!" Indica solo permalosità. Tutti, veramente tutti si sono adoperati per darti le risposte che ritenevano pertinenti, senza trovare un varco per introdursi nel tuo pensiero. Anche l'aiuto che chiedi a Kipling con la lettera al figlio (che credo sia a tutti nota) secondo te vuole insegnare qualcosa agli altri, ma non a te.Rispetto le tue opinioni, ti ammiro come mamma, ma ti assicuro, come interlocutrice ti trovo esaustiva. e credo dipenda dal fatto che non ti disponi all'ascolto, se non per cogliere modo e forma per sostenere il tuo punto di vista. Non c'è problema da parte mia anche perchè mi stanco facilmente quando busso e non mi viene aperto. Senza risentimento ti lascio alle tue convinzioni.
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Luigina, ti ringrazio per aver sorvolato sulla mia distrazione. Credimi non ti ho incluso nella conclusione proprio e soltanto per una botta di stanchezza.

Jasna ha detto...

Renata ti inoltro il commento che ho fatto a Lucignolo. ora che si sono calmate le acque... e ci sono stati i chiarimenti giusti. ti dico cosa penso del tuo post.. Una perla di saggezza come sempre.Ti abbraccio Jasna

Premetto che sono contenta, che ci sia stato un chiarimento tra le parti... Ieri sera ho letto tutta la vicenda passando da un blog all' altro ... mi sono fatta un' idea ma la terrò per me. invece dico cosa ne penso io.
Senza crear polemiche inutili... ho capito il punto di vista di Renata.
Una splendida signora ottantenne , con una cultura invidiabile, che si è messa in gioco nel mondo dei blog ...perché è convinta di aver qualcosa da dire... Soprattutto alle giovani generazioni come noi. io ho 36 anni, sono molto lontana dall' età di Renata, sono lontana dal età di Luigina e sono molto vicina alla vostra età... Tua e quella di Janas. Forse c'è una generazione di mezzo. Premessa fatta... Viviamo in un mondo di merda... dove più nessuno rispetta nessuno, i valori non esistono più, i ruoli non esistono... perché tutti credono di doversi arrogare il diritto di poter fare quello che vogliono... Voi ,io ... forse siamo delle mosche bianche... per il fatto che cerchiamo di insegnare ai nostri figli ad avere rispetto delle idee altrui. tutto va bene finché qualcuno non manca di rispetto a noi.

Credo che l'insegnante abbia purtroppo perso il ruolo che ricopriva 20 anni fa... In autonomia e in capacità. Forse gli insegnanti come Gabriele che hanno il coraggio di pretendere il rispetto fanno bene, e lo dico, non perché sono una fascista. Ma perché sono gli alunni i primi a mancare di rispetto all' insegnante, L arroganza e la presunzione di saper far tutto... Sminuiscono il ruolo dell' insegnante magari con poco polso. ( Non sono una novità le notizie di insegnanti malmenati, o picchiati) . Forse era meglio una volta in cui ci si alzava in piedi all'entrata dell' insegnante. Io il post di Renata l'ho inteso così... magari mi sbaglio...

08/04/08 21.29

Renata ha detto...

Anzitutto...un abbraccione! e in subordine (ma non tanto) passo ai contenuti.Sei una personna amabile, e saggia e hai espresso pensieri gratificanti che mi fanno piacere. Vorrei però chiarire che - più che puntare sul convincimento di aver qualcosa da dire - sono tesa a rimanere in pista, a vivere "i miei tempi" spostandone i confini. Intendo dire che considero anche questi "i miei tempi". Perchè non dovrei ? Quindi, come quarant'anni fa,mi affascinano le novità anche tecnologiche, mando e ricevo messaggi sul cellulare, amo il dialogo e adoro conoscere, anche magari per accorgermi che tutto cambia restando sempre uguale ! MI piace vivere attivamente (sorrido perchè sono quasi sempre, forzatamente seduta!.) Ma l'attività di mente e di cuore è sempre possibile. Per invecchiare...c'è tempo! A presto.

Jasna ha detto...

Cara Renata... non voglio polemizzare con te. lo sai come la penso... credo di averlo sostenuto più di qualche volta nei tuoi post. Io ti ammiro tantissimo per il fatto che hai saputo metterti in gioco... alla tua età. Quando io scrivo sono lontanissima da Renata... non parlo di pensiero , ma di età. Il tempo è anche tuo ci mancherebbe. E ti auguro di scrivere altre perle di saggezza come queste. Spero di essere stata più chiara e di non aver creato altri fraintendimenti. Ti abbraccio. Il brutto dello scrivere è proprio questo... il doversi spiegare chiaramente ... con poche parole. baci J.

Renata ha detto...

Jasna- Il brutto dello scrivere, è la possibilità di essere fraintesi. Hai ragione..Ma con te non mi è capitato e ne sono contenta. La tua interiorità è quella che intravedo guardando il tuo bel viso nella piccola foto sorridente e attenta.Grazie per essere gentile e partecipe. Un abbraccio-.