lunedì 13 luglio 2009

13 luglio 1943 - bombe su Brescia.

Giornale di Brescia - lettere -
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Perché, 65 anni dopo quella data, soltanto il ricordo, riempie di lacrime ancora brucianti i miei occhi ormai stanchi ?
Guardavo recentemente i reportage sul terremoto all’Aquila e le stesse lacrime, offuscavano la visione. E una riflessione rabbiosa, accorata, impotente, provocava un urlo senza voce.
Si, gli eventi naturali sanno essere sconvolgenti, ma quando è l’avidità e il crudele intervento dell’uomo a provocare distruzione e morte....tutto si ribella fin dal profondo dell’anima.
13 luglio 1943 ! Bombe a pioggia sulla nostra città. Detonazioni, urla, morti case sbriciolate, sgomento, lacrime, dolore. Scappavamo tutti con il fagottino delle cose più care per cercare rifugio nelle cantine umide e buie. Disorientati, impauriti. Tutto questo voluto coscientemente dall’uomo.

Nella tragicità degli eventi il dolore afferra e coinvolge, ma l’umanità non impara niente. Più forte di tutto si riaffaccia l’odio, la prevaricazione la crudeltà e tutto viene immolato sull’altare del falso idolo dei nostri giorni: il denaro.

Quelli che, come me, erano nel 1943, bambini o adolescenti sono ormai rimasti in pochi e i giovani non si avvalgono certamente delle esperienze altrui.

Eppure....queste righe sono per loro, per ricordare che in ogni tempo ragazzi che sbocciano alla vita vengono immolati anche se non intimamente partecipi provocando vittime quasi sempre inermi anche tra popolazioni civili.

Continuo a credere che la pace sarà meta possibile solo quando trattative forti, coraggiose, si contrapporranno alla violenza.
Ragazzi, non dimenticate che dopo ogni guerra restano sul campo cadaveri senza colpe, intorno ai quali si aggirano gli orfani, i mutilati straziati nel corpo e dell'anima. Ma il futuro, un futuro migliore è nelle vostre mani.
Recitava un bel poema di Giacomo Zanella :” Se schiavi, se lacrime ancora rinserra ... é giovin la terra.”

A voi, che siete giovani oggi , molti affidano le loro speranze di un avvenire migliore.
E voglio credere che non ci deluderete. Forza, ridateci la speranza !
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6 commenti:

riri ha detto...

Cara Muccina, ricordi dolorosi, io li ho solo ascoltati, ma sempre angoscianti..anch'io mi auguro che ci sia pace, che non si combatta più, che la gente si prenda per mano...
è così difficile?
Un bacio a te

Renata ha detto...

RIRI - Non mi dà pace l'idea che sia l'uomo a combattere, trucidare, menomare l'altro uomo! Ma si sa geni e imbecilli nascono spontaneamente nel bosco della vita.E a distorcerne le sorti
IL DIO DENARO !
Ti abbraccio forte, cara Riri.

Antonio ha detto...

Ciao io sono il discendente di italiano a bologna sempre stato un piacere e si passa la città del mio esame di Antonio origini Matiolli M San José dos Campos Sao Paulo Brasile Godspeed.

Bisnonno - Domenica Matiolli Nani e Amelia Sto cercando le mie radici richiesto

Lucignolo ha detto...

Più passa il tempo, più si perde il senso di "fortuna" che abbiamo noi più giovani e quelli a venire, per non aver avuto la guerra nella nostra reale quotidianità.

Leggo e penso, questione di fortuna essere nati in un'altra epoca, in un'altra parte del mondo.

Questione di consapevolezza,
misurare le proprie fortune,
consapevolezza da ricercare
e da non perdere.

Buongiorno Renatuzza ;)

Celestino ha detto...

"Ognuno sta solo, sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole.
Ed è subito sera."

L'uomo è PAZZO ed IGNORANTE: non impara mai niente dal passato (vedere le guerre in Iraq, Afghanistan, Africa ecc.)
NON è vero che la "historia est magistra vitae"

Vedremo tra poco la guerra nucleare con l'Iran, che sarà attaccata da Israele.
Tutto ciò dimostra che NON esistono esseri superiori.

Renata ha detto...

Caro Lucignolo, capire una persona, vuol dire conoscere il suo passato, che ha inciso, formato l'individuo.
La mia adolescenza di guerra ha fatto di me quella che sono.
Nel bene e nel male.
Ancora vulnerabile, ancora attenta e infinitamente grata alle sere di luna che....non incutono terrore e a te,al tuo affetto e all'affetto di chi mi consente di credere ancora. Senza enfasi : grazie carissimo, grande Luca. Ti abbraccio forte.

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A CELESTINO .
Quasimodo l'ha capito, noi ne viviamo lo strazio e l'umanità affoga nel mare della stupidità. Grazie, caro amico.
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