mercoledì 30 ottobre 2013

Adolescenza. :-)

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Tra le emozioni che restano indelebili nell’anima, hanno uno spazio privilegiato i primi, primissimi palpiti adolescenziali.  Quelli che rendono gli sguardi “ridenti e fuggitivi” come diceva il Poeta nell’ode “A Silvia”. 

Palpiti audaci e timorosi che cercano concreti riscontri, pronti a  immolare una purezza ingombrante, materiale e di pensiero. Il momento del passaggio dal gioco alla realtà. E’ il tempo in cui il corpo pone inquietanti domande e, nitido nel ricordo è tornato stamattina il brivido di conferma che ha rappresentato per me, la visione romantica e appagante del mio divenire di donna.

Il mio lui era già grande, aveva nientemeno che 17 anni quando io ne compivo 14 e i suoi occhi pareva  volessero rivelarmi il mistero e lo fecero nel modo più dolce portandomi fin sulla soglia della mia femminilità. Pronunciò  due parole che mi sono ripetuta stamattina, con infinita tenerezza, specchiandomi. 
  
“ Buongiorno Principessa!”    
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