mercoledì 10 dicembre 2008

Le lenti magiche di Babbo Natale.

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Ho sognato Babbo Natale! Stava caricando sulla slitta grossi sacchi di juta ma, prima di incitare le sue renne, mi ha sussurrato: «Vado di fretta, questa notte esaudirò il tuo desiderio: porto all'umanità le magiche lenti a contatto che consentiranno a tutti di rivedere il tuo mondo nell’arco delle stagioni. Contenta? Però, sappi che la magia durerà soltanto poche ore».
Mi sentivo stranamente felice. Pensavo ai vecchi cortili, alla vita nei piccoli centri e alle magiche lenti che mostravano grandi e piccini mentre nelle calde sere estive portavano la seggiola fuori dalla porta di casa per sedersi e fare due chiacchiere col nonno di turno godendosi, senza fretta, il calar della sera. Con le magiche lenti si sarebbero accostati a ruscelli limpidissimi con acqua pura, freschissima. Avrebbero sentito uomini fischiettare per strada, a piedi o in bicicletta, mentre le donne accudivano i loro bimbi e sfaccendavano in casa. In quell'affresco, scolari diligenti svolgevano i compiti sullo stesso tavolo sul quale la mamma stirava o stendeva, a colpi di mattarello, la pasta per le tagliatelle. Le notti erano tranquille e tutti si coricavano relativamente presto. «Quando viene il buio non c'è più niente di bello da vedere! ...tutti a nanna!» ripetevano le mamme ai loro figli mentre recitavano le preghiere della sera e, al mattino, le finestre restavano spalancate a lungo per far entrare l’aria buona. I piaceri erano semplici. Essere onesti e di parola, valeva più del denaro e nessuno pensava di ottenere tutto, ad ogni costo mentre veniva insegnato che «fare il passo più lungo della gamba» era disdicevole. Il parto della cavallina o della capretta aveva nelle campagne, numerosi piccoli spettatori e l'educazione sessuale veniva recepita con la semplice osservazione. Quando ci si avvicinava ad una cascina si sentiva l'acre odore delle stalle e i bimbi a scuola avevano un grembiule nero, uguale per tutti. La stima conquistata, come una buona reputazione, era medaglia da esibire con orgoglio. Imparare l’arte, anche solo per metterla da parte, era quasi normale. Chi poteva mandare i figli al mare, in colonia, faceva strane raccomandazioni «Se ti graffi un piedino, mettilo nell’acqua del mare. Guarirà».

Il tempo è scaduto, le magiche lenti hanno perso il loro potere e mi sono risvegliata. Ad occhi aperti, ho dovuto ammettere che l' idilliaco panorama presentava molte zone oscure. C'era per tutti tanta fatica e poco confort. Le case erano gelide, la miseria era per tutti e la ricchezza per pochi. Ho pensato con gratitudine agli elettrodomestici, al riscaldamento, all'acqua che scorre dai rubinetti, alle automobili, alla luce elettrica, ma riconosco di essere incontentabile. Vorrei, infatti, poter considerare ancora l'acqua del mare come un naturale disinfettante. Vorrei che tutti gli sforzi dell'ingegno e delle risorse economiche fossero impiegati per ostacolare il deterioramento. Vorrei, tangibile, l'impegno di coloro che hanno il potere di intervenire. E, soprattutto, vorrei evitare di chiedere in futuro a Babbo Natale: «Porta in regalo a noi e ai nostri figli un po' d'aria buona, pulita, respirabile!».Vorrei troppo. Lo so. Ma è Natale!
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13 commenti:

zahxara ha detto...

..... portavamo le stesse scarpe per anni, risuolate più e più volte dal vecchio calzolaio. Avevamo "un" vestito bello per i giorni di festa e le gonnelline si allungavano via via che noi crescevamo.... Si, c'erano meno comodità d cui oggi non sapremmo farne a meno, ma quanto più sereni eravamo! E quante paure non conoscevamo..... la paura di mangiare, perfino la paura di bere un sorso d'acqua!
Besitos mi querdisima amiga......

riri ha detto...

imparai a ricamare a scuola, una mantellina di stoffa per pettinarsi, fu il mio esame, ci impiegai una settimana, ma fu un incanto, imparai a dividere il mio panino....ed era tanto piccolo,i ricordi bellissimi del poco che avevamo e del tanto che ci insegnavano i vecchi saggi, i maestri, i professori, poi gli amici...vorrei un pianeta su cui rifugiarmi con le persone che amo...sei invitata muccina

Ishtar ha detto...

Che bel post Muccina...
Il mio nuovo non è proprio in tema col tuo nel senso che non parla in modo magico di tempi andati, ma di come senza chiedere i miracoli a babbo natale potremo fare tanto per realizzare dei cambiamenti per tutti, basta solo vedere dei video, secondo me può interessarti, ciao cara

Renata ha detto...

ZAHXARA - Scarpe risuolate, cappotti rivoltati, geloni, privazioni, disagi. Era il prezzo. Ma quanta serenità! Hai ragione. Il progresso ci ha dato e ci ha tolto. Io rimpiango, ma non so se tornerei oggi, ai disagi di ieri. La realtà insegna che l'unico vero bene è l'equilibrio...che l' umanità non trova mai. Alegria parasiempre amiga mia, anche con quel po' di nostalgia che non guasta. Buona nanna.
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RIRI-La mantellina per pettinarsi! Cara Riri! L'hai conservata? Che bel ricordo!Io ho imparato a rovesciare il collo alle camicie da uomo, a riciclare, a non sciupare.Se nel tuo pianeta si vive con poco e ci si ama tanto ....giuro che riprendo a correre per arrivare da te. Ti abbraccio forte. muccina.
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Isthar-sono passata da te e sono molto contenta di averlo fatto. Parole sante e rivelatrici. Grazie
Buena vida comunque cara Isthar

Luigina ha detto...

Piacerebbe anche a me muccina avere le lenti magiche di Babbo Natale, ma solo per rivedere le cose belle e i momenti felici. Quelli tristi e dolorosi, anche se son serviti a renderci più forti preferisco dimenticarli e guardare avanti per vedere se riusciamo ad aiutare Babbo Natale a rimediare ai lati negativi del progresso che hanno fatto nascere nuove paure. Un bacione e grazie

riri ha detto...

Cara muccina quando andai via da napoli lasciai tutto, anche il corredo, comprato rigorosamente a rate....non ho mai chiesto che fine abbia fatto la mantellina, ma proverò ad informarmi,chissà..forse magari qualcuno ce l'ha ancora.
Un abbraccio e buona serata.

Nicolanondoc ha detto...

Eccomi con la mia nuova veste, spero che ci sia posto anche per me....
ciao muccina

Renata ha detto...

Certo, cara Luigina. Visto che sognamo, sognamo solo panorami idilliaci e rasserenanti.Il retro della medaglia lasciamolo alla realtà. Buona nanna. muccina.
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Ecco qui la dolce RIRI che chiederà in giro dov'è finita la sua mantellima. Io spero che tu non la trovi perchè quella che terrai nei tuoi ricordi non porta i segni del tempo e rimarrà intatta. Anzi forse più bella. Credemi. Con affetto, muccina.
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NICOLANONDOC Il tuo posto era riservato a te. Vai, torna, fai come vuoi...nessuno occuperà il tuo posto. "Giurin giuretto parola di lupetto".A presto.

Aliza ha detto...

bello il post, pieno zeppo di nostalgia...bella anche la nostalgia, sia delle cose belle e delle meno belle, è sempre nostalgia di qualcuno o qualcosa che abbiamo amato. Mi hai fatto pensare al mio paese, alla mia scuola elementare, con il grembiule nero e il colletto bianco con il pizzo e il nastro azzurro sempre un po storto perchè giocavo molto. E i giochi nel cortile della scuola la palla, la corda da saltare. La mia maestra signora Andriulli Caterina...
ma cara muccina cos'hai combinato con questo post??
In questi giorni sono in Serbia e tutto attorno a me sembra fermo a quegli anni le cose che mi portano al presente sono le antenne televisive, i condizionatori d'aria, e le auto molte vecchie del tempo del comunismo che rendono l'aria davvero irrespirabile. ti abbraccio A

Renata ha detto...

ALIZA, SCUSA PER IL RITARDO, MA QUALCHE GUAIO (RISOLVIBILE) SI è INSINUATO NELLE MIE GIORNATE.Bello il richiamo al collettino bianco (il mio era inamidato) col fiocco blu, sempre di sbieco. Torni in Italia per le prossime festività? Mi farebbe tanto piacere saperti qui. Ti abbraccio forte (contenta di aver ravanato nei tuoi ricordi)
Mil besitos

riri ha detto...

Ciao muccina, passo per augurarti buona serata. Oggi sono un pò così...sono solo dei momenti, poi mi passano.
Stamattina al mercato mi son divertita molto ed ho acquistato un bracciale di coralli indiani..adoro i bracciali.
A presto, forse hai ragione tu, non chiedo, meglio il ricordo dei colori brillanti che conservo intatto nella memoria.
Un abbraccio

Renata ha detto...

RIRI ! E' passato il momento cupo? Non riesco ad immaginarti triste e adesso, che mi capita di avvertire un'ombra che ti disturba corro subito da te. Che ne dici di una bella cioccolata calda, un po'densa, da sorbire lentamente mentre ci sorridiamo con gli occhi ? O forse è bastato quel bel bracciale indiano a regalarti la serenità che ti serviva ? Io mi auguro che questo acquisto fuori programma, ci sia riuscito. Quindi, approvo l'acquisto incondizionatamente e spero che tu - adesso - stia facendo serenamente la nanna. Mil besitos, muccina.

Renata ha detto...

RIRI ! E' passato il momento cupo? Non riesco ad immaginarti triste e adesso, che mi capita di avvertire un'ombra che ti disturba corro subito da te. Che ne dici di una bella cioccolata calda, un po'densa, da sorbire lentamente mentre ci sorridiamo con gli occhi ? O forse è bastato quel bel bracciale indiano a regalarti la serenità che ti serviva ? Io mi auguro che questo acquisto fuori programma, ci sia riuscito. Quindi, approvo l'acquisto incondizionatamente e spero che tu - adesso - stia facendo serenamente la nanna. Mil besitos, muccina.