giovedì 8 maggio 2008

Mondo multirazziale

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Ho seguito con interesse, in T.V., un programma che ha puntato un faro impietoso su alcuni aspetti di questa nostra società che si avvia a divenire multietnica. Brevi, significative interviste a nostri connazionali evidenziavano il disagio che deriva dalla inesperienza di tutti e di ognuno, nel gestire il fenomeno.

I protagonisti interagiscono con esigenze opposte e tutte legittime. Da una parte c’è chi si sente insicuro e vagamente minacciato, sul suo territorio, da presenze ormai massicce ed estranee e reagisce dichiarandosi decisamente contrario ad affittare abitazioni ad extracomunitari ( anche se muniti di regolare permesso di soggiorno e con un lavoro che offre garanzie) e soltanto una bassa percentuale si dimostra soltanto restia.

Dall’altra si colloca chi è stato catapultato suo malgrado in una realtà che non gli appartiene con le inevitabili difficoltà di un inserimento reso difficile dall’ostilità e dalla diffidenza. A ciò si aggiunge il problema non marginale dell’apprendimento, in tempi brevi, della lingua, ma quello che è emerso nel corso delle interviste agli immigrati è il disagio, quasi palpabile di chi si sente costantemente rifiutato, respinto, emarginato.

L’intero contenuto della trasmissione, la comprensibile ribellione dei cittadini che si scoprono non tutelati, lo sguardo tristissimo degli immigrati apparsi in video a denunciare lo squallore della loro esistenza, hanno contribuito a disturbare profondamente il mio spirito e la mia notte. Successivamente il pensiero è tornato con frequenza sugli aspetti che il problema aveva sollevato e non riuscivo e ad estraniarmi dal problema.

Ancora questa mattina camminavo, assorta nei miei pensieri, con la mia cagnolina quando mi sono trovata davanti all’asilo dove una bimba orientale mi ha chiesto se poteva accarezzare la mia Trapy. I suoi occhi neri mi guardavano sorridenti e fiduciosi ma, mentre stavo per risponderle ricambiando il sorriso, la piccola è stata raggiunta da un bimbo di colore che la sollecitava ad entrare nel giardino dell’asilo.

Improvvisamente distratta la bimba, presa per mano dal piccolo amico, varcò il cancello e si unì agli altri bambini. Erano sette o otto in tutto e giocavano sereni: la cinesina col bimbo di colore rideva guardando una biondina lentigginosa mentre, poco distante, una bella brunetta salutava la sua mamma dalla pelle bruna che aveva i capelli totalmente coperti da un foulard di seta bianca.

I problemi che avevano rattristato la mia serata, loro li avevano già superati. r.m.

9 commenti:

Jasna ha detto...

Solo un salutino per augurarti una buona giornata... oggi ti leggo con calma. ciao Renata.

Jasna ha detto...

Ciao Renata, hai sollevato un bel problema di integrazione... una amica di penna , hampy, una volta mi ha detto : insomma voi italiani siete emigrati per il mondo in 200 milioni dovreste comprendere cosa significhi integrarsi in un nuovo paese?... E' vero siamo un popolo di emigranti... probabilmente lo abbiamo fatto con l'umiltà nel cuore. ora ci troviamo in un caos infernale dove tutti pretendono, e il nostro piccolo stato non è in grado di gestire il flusso di clandestini...nel nostro paese... Chi ci va di mezzo? Il cittadino stesso che si trova circondato da una delinquenza oramai incontrollabile ,di gente che in qualche modo deve sbarcare il lunario... Sono convinta che se il mondo fosse gestito dai bambini, non ci sarebbero differenze , di colori ma un insieme di colori che formano il popolo unito e multiculturale. Questo è il mio augurio per il futuro... dei nostri figli... buona giornata.

Renata ha detto...

Buon giorno Jasna, potrei dire "siamo d'accordo," e chiudere qui ma, non sarei leale. Hai letto dei quattro ragazzini "bene" che hanno stuprato una coetanea. italianissimi sono! Hai letto del caso di Erba, di quei cari vicini di casa? Italiani sono. Ti dò ragione quando ti preoccupi della disperazione degli immigrati, ma almeno....si tratta di disperazione! I nostri sono spesso squallidi e turpi, senza l'attenuante che possiamo dare a questi sfortunati.E' stato un errore lasciarli entrare ma, adesso ci sono e comunque il mondo è di tutti. Se lavorano e si comportano bene non discriminiamoli per ragioni di pelle o di religione. Aiutiamoli e quando arrivano sottoponiamoli a visite mediche attente e adeguate. E speriamo in bene cara Jasna ma, ricordiamo che la situazione è senza ritorno. Quindi...usiamo il cervello se non vogliamo usare il cuore. Sento dalle tue parole che la pensi come me, sono sicura. A presto.

Jasna ha detto...

Renata il marcio è dappertutto senza puntare il dito su nessuno. ci mancherebbe... la colpa non è degli italiani ma di chi ha lasciato aperto le frontiere, senza curarsi di questi poveri disgraziati, disperati disposti a tutto pur di avere un po' di libertà. ma quando è troppo è troppo. e non sto parlando del cinese o del marocchino o del croato o dell' albanese ... Sto parlando di pene più severe , fatte rispettare e soprattutto fatte scontare, bianco o nero che sia il colore della pelle. Anche a Erba, quel povero disgraziato che si è salvato per miracolo , rischia di fare la parte del bugiardo, e quei due disgraziati reo confessi di farla franca. Ti sembra giusto? la ragazzina che ha ammazzato la madre e il fratellino il prossimo anno sarà fuori per uno sconto di pena per buona condotta. ma chi si fiderebbe a dare lavoro a una che ti ha ammazzato madre e fratello? I ragazzi che hanno ammazzato per una sigaretta, a quelli cosa li faresti? Potrei andare avanti all'infinito... iniziamo ad inasprire le pene... poi ne riparliamo

Dama Verde ha detto...

Cara Renata mi rivolgo un attimo a Jasna e al suo "inasprire le pene".

Mi chiedo: nei paesi dove è esistita o tuttora esiste la pena di morte, la delinquenza è forse scomparsa?

Mi chiedo ancora: siamo davvero a conoscenza di quanto siano sfruttati dagli imprenditori italiani, quei poveri immigrati, clandestini o no?

Sappiamo quanti ne scompaiono di questi immigrati? Quante mogli o quanti figli, parenti ecc.. vengono in Italia a cercarli, perché scomparsi?

Per quanto ne so io, noi Italiani all'estero, maltrattati, derisi lo siamo sicuramente stati, ma siamo ritornati nel nostro Paese, cosa che non succederà a tutti quegli immigrati di adesso che non si sa che fine abbiano fatto.

Della serie: Missing, o Chi l'ha visto.
Saluti Jasna.

Ciao Renata.

Jasna ha detto...

Ciao dama, io sono contraria alla pena di morte... sono convinta che il mondo sia di tutti... ma non sopporto che nessuno leda la mia libertà...Io non posso aver paura di andare al parco con i miei figli, non posso aver paura di recarmi alla stazione, non posso aver paura di stare a casa da sola quando mio marito lavora di notte. io non sto parlando del colore di pelle ...ma ben si di chi sbaglia... italiano o algerino che sia... ci sono imprenditori che lavorano con clandestini che non sono in regola? puniamoli, ci sono italiani che rapinano? puniamoli, ci sono padri che violentano i figli? puniamoli... con pene esemplari... non trovando sempre un cavillo per tutto... qualsiasi persona si appresti a infrangere la legge lo fa sapendo che non sarà punita... questo è giusto? lo chiedo a te cara dama... poi di tutti questi poveretti che scompaiono nel nulla non so che dirti... credo che noi cittadini siamo messi al corrente di un decimo di ciò che succede.

Dama Verde ha detto...

Jasna hai ragione tu, ci ho ripensato. Cosa possiamo fare noi per tutelare la nostra libertà? Per tutta la vita ho sperato che l'istruzione, l'insegnamento, una scuola che dia valori, fosse la base
per una socieà civile.
Non è andata così.
Un altro mio errore è stato di cercare di capire i colpevoli, di dare loro un'altra possibilità, perché ho stupidamente ritenuto che a volte anche un colpevole sia una vittima.
Ora non è più possibile. Troppe sono diventate le minaccie alla nostra libertà e soprattutto a quella de nostri figli. Non possiamo avere pietà di nessuno.
Mi scuso per quanto scritto prima, Jasna,
Ti saluto caramente
e abbraccio Renata, di cui ho invaso lo spazio.

Jasna ha detto...

Dama io sono aperta a qualsiasi discussione, rispetto le idee di tutti, mi ha fatto molto piacere questa chiacchierata... con te... sono sicura che Renata non si è offesa

salvo ha detto...

Brava! Renata, per avere postato questo tuo scritto, si perchè fa molto riflettere, e si vede dai commenti che arrivano. Io a volte mi chiedo: se vivessi in un paese in guerra, o in un paese dove patisco la fame, farei di tutto per andarmene, e non ci sarebbe nessuna frontiera che potrebbe fermarmi. La morte di Nicola a Verona cosa dimostra? Quei cinque teppisti che lo hanno ucciso sono responsabili certamente si! ma quanti discorsi di odio e disprezzo avevano sentito verso gli zingari, gli stranieri o semplicemente per chi aveva il codino o vestiva in modo diverso da loro, e queste prediche venivano fatte da politici.
La delinquenza esisteva prima che arrivassero gli stranieri in Italia, anzi è sempre esistita, e per fortuna è una minoranza. ma purtroppo l'uomo ha sempre avuto bisogno di un nemico per giustificare le sue paure e le sue insicurezze, i politici lo sanno e sfruttano queste nostre debolezze per ottenere qualche voto in più.
Siamo tutti cittadini di questo mondo. Impariamo dai bambini, loro sanno vivere con gli altri, anche con i diversi, perchè? perchè non sono stati ancora inquinati dai discorsi di certi politici.
A tutti un caro saluto.
Salvo