domenica 17 gennaio 2010

Il dramma di Haiti.

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Il Giornale - lettere. 16 gennaio 2010
Bresciaoggi .......... 16 gennaio 2010
Il giornale di Brescia - 19 gennaio 2010
La Stampa ................. 19 gennaio 2010
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Da Haiti... scosse sismiche per l’anima.

La catastrofe, la tragedia, i lutti, saranno un’occasione per riflettere ? Per pensare, ad esempio, perché anche i detentori del «potere» rivolgono solo oggi un pensiero partecipe verso quell’ umanità sofferente che trascinava il suo vivere nell’indigenza, nella povertà?


Il mondo sa - da sempre - quali sono le condizioni di vita di quella gente misera costretta a quotidiane privazioni, che convive con scarsità di cibo, con la mancanza di norme igieniche, che sopravvive in baracche sporche, con una scarsa prospettiva di vita. Il mondo lo sa da sempre e da sempre, guarda da un’altra parte e ha colpevolmente ignorato quei rifugi fatiscenti, quei bimbi denutriti, sporchi, sofferenti.

Questo quadro apocalittico farà da monito ? Farà riflettere chi può intervenire, sulla precarietà del vivere di alcune parti del mondo?

Porgere aiuto nelle calamità è giusto, va bene, ma il fascio di luce proiettato oggi sul quel mondo è comunque rabbrividente. Soccorriamo nella tragedia quell’umanità che abbiamo lasciato morire ogni giorno, miseramente, in condizioni di inenarrabile indigenza.

Continuo a sperare che dal male, possa nascere un po’ di bene perché non sperare è già un po’ morire, anche per noi
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5 commenti:

MAURIZIO ha detto...

Come forse ti ho scritto già in altre occasioni, cara Renata, ho smesso di chiedermi perchè. E non per una sorta di "resa" ad una forma di male ed ingiustizia a cui non vedo rimedio, ma perchè non riesco più a credere che ci sia qualcosa affidata alla pura "casualità". Neanche la povertà di un essere umano. Tutto è funzionale ad altro, in un meccanismo perverso nel quale chi "manovra" ha già "programmato" tutto. Ma finirà... per ogni cosa c'è un tempo.
Buona domenica

Renata ha detto...

Ciao Maurizio. Duecento anni fa le donne non votavano, non potevano studiare e l'idea di un cambiamento non esisteva nemmeno nella fase embrionale, poi....nel tempio... è affiorato, é emerso ed ha fatto le sue conquiste (buone e nemo buone, s'intende)
La ragazza cacciata da casa perchè incinta è un ricordo che sembra (alle nuove generazioni) perfino improbabile.
L'umanità si muove, progredisce o regredisce, ma è sempre mossa dalla speranza.
Non lasciamola morire ! Continuiamo a fare, nel bene, la nostra parte e, pian piano.....
Ti abbraccio, caro Maurizio e, continuo a sperare.

riri ha detto...

..un terremoto dell'anima, forse ti sembrerò crudele, cara Muccina, ma se "vivessi" come loro ,senza futuro nè speranze, preferirei la morte alla non vita...

Renata ha detto...

Si, cara RIRI, hai ragione. Forse per molti di quei morti è arrivata la pace. Quella per sempre, quella che non conosce rimpianto. E questo è molto triste, ed è questo il mio urlo verso la società opulenta e crudele presente negli eventi eclatanti,ma che mai allevia la quotidiana fatica del vivere.

La tua amarezza è condivisa, cara RIRI. T:V:B:

Luigina ha detto...

Qualcosa forse possiamo ancora fare per rendere meno duro il destino e la vita futura dei sopravvissuti