martedì 24 novembre 2009

E io, continuo a non capire !

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Dopo avere interagito per anni con lucide, normali capacità, mi ritrovo adesso , a non capire cosa succede intorno a me.

Ci dicono che le carceri sono sovraffollate, che mancano le risorse economiche e poi giunge notizia che Erika De Nardo ha studiato in carcere, sostenuta da psicologi comportando costi notevoli ma, fin qui possiamo essere gratificati dal fatto che la ragazza verrà restituita alla società in tempo per ricostruire la sua vita.

Sappiamo che un giovane trovato in possesso di droga viene “assicurato” alla giustizia e che successivamente è morto in carcere. Lo fotografano pieno di lividi di provenienza inequivocabile e non si riesce a venire a capo degli insoluti perché. .

Ci comunicano che l’aria è irrespirabile e lo fanno quotidianamente con particolari allarmanti con lo stesso spirito con cui si mettono i cartelli che avvertono “caduta sassi”. E noi ascoltatori impotenti, noi viaggiatori occasionali, cosa possiamo fare ?

Quattro bulletti seminano il panico tra gli studenti e il Giudice, li redarguisce “Su, su, andate a casa e fate i bravi!”. Il branco, marchia a fuoco il braccio di un ragazzino e non si sa come saranno giudicati “i minori” .

E ancora una cupa notizia ci raggiunge e si tratta di un suicidio in carcere. Giovanni Lo russo, 41 anni, nell’agosto 2008 aveva rubato uno zaino in spiaggia a Rimini. Era libero da una giorno, ma in carcere si erano dimenticati di dirglielo. E lui – ignaro – si è tolto la vita con il gas del fornellino, nella sua cella.

E io, continuo a non capire.

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6 commenti:

riri ha detto...

Cara muccina, pensi che ci sia molta gente che capisca cosa sta succedendo? Affatto, ci sono supposizioni, bla bla bla, ma il fatto vero è che uno si salva dopo il carcere che dovrebbe restituire ad una società "attenta a reinserirlo", molti si perdono nei meandri della fragilità emotiva, quella non viene percepita, cè troppa violenza nelle carceri italiane, troppa....noi cosa possiamo fare? E' triste solo parlarne, ma una rivoluzione? Qualcosa che faccia di questa misera italidiota uno stato vivibile? Scusami cara muccina, trovo che oggi si parli troppo di cose frivole e poco, pochissimo dei veri problemi del paese ed allora? Vedi, ti faccio delle domande, chi ha le risposte? Noi!!La società che non deve più essere sottomessa..
Ti abbraccio e..sono molto amareggiata,scusa.

Renata ha detto...

CARA RIRI, NOI, COME BEN SAI, POSSIAMO SOLO CONSTATARE e PRENDERE LE DISTANZE. Ma non dobbiamo guardare da un'altra parte e quando è possibile parlarne senza vomitevoli tentativi di comprendere e scusare il male.
Non infierire, questo ci può stare, ma l'eccessiva indulgenza manca di rispetto verso le vittime e i loro familiari, tragicamente coinvolti.
un bacione. muccina.

Jasna ha detto...

C'è poco da capire, le cose sono lampanti davanti agli occhi di tutti noi... ma è molto più facile far finta di non vedere. personalmente ritengo che la rete sia un grosso canale di informazione pulita... mi spiego la rete non è plagiata da editori in doppio petto e queste notizie ci arrivano così come sono. Come te mi chiedo come si possa star zitti e far finta di non vedere davanti all'evidenza. pero con tutto il cuore che questa voglia di giustizia abbia davanti agli occhi di tutti un inizio.

Renata ha detto...

Eccola qui la fortissima Jasna. Giusto! Condivido tutto, ma......
non demordo!

E mi lascio plagiare soltanto dagli slanci dell'anima. Va bene ? Un bacio. renata

MAURIZIO ha detto...

La cosa peggiore, cara Renata, non è il "non capire", è il tentativo di qualcuno di farci credere che "è tutto normale". Sai cosa penso? La migliore vittoria che possiamo ottenere, ora, subito, è quella di non farci "cambiare" e "omologare", e, magari, alla prima occasione, trovare il modo di "manifestare" questa nostra volontà a "non farci cambiare".

Renata ha detto...

Ciao MAURIZIO.

Diceva un tale "Nessuno può fari sentire inferiore, senza il tuo consenso"

Parafrasando il motto affermo (con vigore)Che nessuno può "farci "cambiare" o "omologare", senza il nostro consenso.

Ti auguro una buona serata.