lunedì 14 gennaio 2019

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Una nuova settimana si presenta, eccola qui !
Noi possiamo andarle incontro col sorriso o con il broncio
 e da come ci poniamo sarà quel che raccogliamo.

venerdì 11 gennaio 2019

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La sincerità arriva, talvolta ad essere crudele e spesso è inopportuna, brutale e non richiesta, ma trovo anche che c’è un abisso tra sincerità e lealtà. Ed opto per la seconda che si basa più sul comportamento che sulle parole. Confesso che mi reputo una occasionale bugiarda (se è necessario) pur considerandomi abitualmente LEALE. 
E vi assicuro che non c' é contraddizione.
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mercoledì 9 gennaio 2019

Giornale di Brescia - 9 gennaio 2019

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E’ recentemente balzata alla ribalta la situazione debitoria del bel Paese nella quale siamo eternamente ingolfati e, nelle alte sfere, si sta pensando, giustamente, come risparmiare. Non sono un’economista ma, con l’ausilio del solo realistico buon senso mi chiedo perché non si è fatto cenno all’ erogazione indiscriminata di alcuni sussidi che dovrebbero essere legati al reddito, oltre che alla patologia. 

Mi riferisco, tanto per cominciare, all’ assegno di accompagnamento veramente prezioso in alcuni casi e in proposito, mi riesce difficile capire perché questo diritto non viene subordinato al reddito. In breve, se un cittadino è ampiamente in grado di reggere i costi che la patologia richiede, perché deve essere sovvenzionato ? La vogliamo ammettere la diversità tra un pensionato o un lavoratore a reddito fisso e un contribuente che fruisce di un reddito privilegiato ?  

Vogliamo  riconoscere una vistosa differenza tra Berlusconi (tanto per fare un none) e la sua colf ?  Sovvenzionare soltanto in base alla patologia andrebbe bene in un Paese che gode di autonomia economica, ma in un Paese fortemente indebitato la norma è scandalosa. E lo stesso criterio vale per la pensione di reversibilità, quando il superstite può comodamente reggersi con un alto reddito personale ed autonomo, porre limiti di reddito per beneficiare di alcune sovvenzioni mi sembrerebbe ragionevole ed anche auspicabile. 

Mi sembra immorale che i grandi capitalisti godano delle stesse  agevolazioni che sono vitali per i numerosi travet. E’ giusto e sacrosanto prendere in considerazione la situazione patrimoniale fissando magari un limite di reddito oltre il quale alcune sovvenzioni sono del tutto ininfluenti per i fruitori. Prendere in considerazione. la possibilità di risparmiare notevolmente- è doveroso, oltre che conveniente finché saremo nella situazione cronicamente debitoria che ci assilla e ci condiziona. 

Renata Mucci – Brescia  
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martedì 8 gennaio 2019

DIARIO

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Ieri, pomeriggio pesante con nausea e tutti i disturbi dovuti alla depressione però il digiuno e una bella dormita mi hanno rimesso in forma accettabile. Il mio contributo comincia dall'abbigliamento. Gonna grigia, golfino rosso e tanta voglia di sentirvi al mio fianco.
☺️☺️
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lunedì 7 gennaio 2019

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Il fascino e il carisma se ne fregano dell’aspetto fisico.
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sabato 5 gennaio 2019

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Quando sento che le parole si affacciano e si spintonano per apparire......io taccio.
E affido all'eloquente silenzio il compito dolcissimo, di trasmettere amore.

venerdì 4 gennaio 2019

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Il primo venerdì di questo nuovo anno apre la strada al primo week end del 2019. Diamo il nostro contributo affinché sia un fine settimana con tanta pace nel cuore.
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mercoledì 2 gennaio 2019

Un urlo dal cuore.

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Nel porgere il mio saluto al neonato 2019 colgo l’occasione per togliermi un peso dal cuore. Con una doverosa premessa gli confido che io sto con Gino Strada ! Sto da sempre, con il cuore e con la mente con quest’ uomo che dedica la sua vita e la sua attività di medico e chirurgo, per salvare uomini dilaniati dalle guerre. Sappiamo tutti e da sempre che Gino Strada ha ragione di considerare pura follia qualsiasi guerra e pure continuiamo a combatterne di sempre più crudeli. 

E io chiedo perché – se è possibile adottare l’obiezione di coscienza per difendere alcuni diritti inalienabili, non lo è ,altrettanto, per evitare stragi che colpiscono, quasi esclusivamente, gente sconosciuta, inerme e incolpevole. Io che ho vissuto dai tredici ai diciotto anni la realtà dell’ultima infame guerra, auspico da allora l’ammutinamento dell’uomo qualunque. 

L’Homo dovrebbe avere il diritto di dire “NO” quando gli viene ordinato di massacrare gente indifesa con una  crudeltà lontana da qualsia logica. E gli dovrebbe essere riconosciuto il diritto di difendere la sua stessa vita. Quella vita che genitori amorevoli hanno spesso contribuito a formare. Quando c’è una dichiarazione di guerra, quello che – generalmente -è stato un percorso d’amore, si conclude con il richiamo perentorio del Governo a interrompere sogni e progetti per imbracciare strumenti di morte. E tutto ciò, senza che le vittime predestinate possano esprimere un parere. 

Tutto questo urla a difesa degli innocenti e l’ammutinamento dell’uomo qualunque dovrebbe trovare consenso e attuazione in ogni angolo di questo mondo travagliato nel quale ci siamo affacciati pieni di speranza.

renata mucci - Brescia