giovedì 24 marzo 2016

Confidenziale !

------------------------------
---------------------------------------------------------------------------------

mercoledì 23 marzo 2016

Oriana Fallaci docet.

-------------------------
"I terroristi, i kamikaze, non ci ammazzano soltanto per il gusto d'ammazzarci. Ci ammazzano per piegarci. Per intimidirci, stancarci, scoraggiarci, ricattarci. Il loro scopo non è riempire i cimiteri. Non è distruggere i nostri grattacieli, le nostre Torri di Pisa, le nostre Tour Eiffel, le nostre cattedrali, i nostri David di Michelangelo. È distruggere la nostra anima, le nostre idee, i nostri sentimenti, i nostri sogni..."

Oriana Fallaci, "La forza della ragione" 2004

--------------------------

Se ci affrettiamo, possiamo salvarci !

------------------------
Nulla da aggiungere a questa speranza che può salvare il Mondo !
Solo una preghiera : CONDIVIDETE ! renata
 
 

martedì 22 marzo 2016

Vite spezzate

------------------------

Sorrisi e desideri finti in tragedia:
 vite straordinarie di sette normali ragazze italiane 

1) Serena Saracino  -. Il sogno spezzato della torinese che lavorava per pagarsi gli studi   : diventare  farmacista in ospedale
2) Elisa Valent – a majorette del paesino, innamorata del medioevo  
3) Valentina Gallo  - Aspettava la mamma per mostrarle Barcellona  
4) Elisa Scarascia Mugnozza - In una famiglia di accademici, voleva fare il medico dei poveri  
5) Francesca Bonello - volontaria con il fidanzato per aiutare i bimbi africani  
6) Elena Maestrini  - Studi da manager e cuore nello sport
7) Lucrezia Borghi -  La catechista curiosa del mondo

Si crede che, quando i fiori sono troppo belli, Dio li voglia per sempre nei Giardini del Cielo
---------------------------

lunedì 21 marzo 2016

21 marzo, é primavera !

------------------------------
Nei rami, le gemme pulsano e premono per raggiungere il calore del sole e le sforsizie, gialle e cespugliose compaiono nei parchi e ai bordi delle strade a porgere il saluto dell’incombente primavera. E queste prepotenti pulsioni che fluttuano intorno a noi, pulsano anche in noi come a voler portare nuova linfa. Accogliamo con gioia questi stimoli e dirottiamoli verso qualsiasi espressione di bontà e di altruismo. Ne trarremo gratificanti riscontri. GARANTISCO !
-------------------------------

domenica 20 marzo 2016

Nonno Luigi ! Amarcord.

----------------------------

Giornale di Brescia domenica 20 marzo 2016

Block notes di renata mucci
Diario di famiglia d’altri tempio (che sono i nostri)

L’omaggio a nonno Luigi

        Nonostante l‘età davvero rispettabile,  ho l‘audacia di impegnarmi a scrivere un diario che si propone - attraverso amarcord e vicende personali - di ripercorrere il mio lungo cammino che si è dipanato, in un contesto storico veramente di rilievo. E recentemente, è nato in me il convincimento che, anche dalla fedele descrizione di eventi personali, possa emergere il panorama più vasto che ha convolto la società nella sua interezza. Inizio con l’omaggio a nonno Luigi :  Nonno Luigi era una omone imponente e leggeva, leggeva di giorno e di sera al lume di candela e quando trovò l‘Odissea nella biblioteca Comunale inizio e leggere ad alta voce, ma più che leggere declamava e io lo ascoltavo rapita. Nonno Luigi  leggeva per vivere la vita che sognava mentre - per sopravvivere in quella reale - faceva il calzolaio e io o guardavo per ore svolgere il suo lavoro con quell’attenzione che gli consentiva di ottenere risultati davvero gratificanti.  Lo pagavano spesso con uova fresche di  giornata o verdure appena colte dall’orto e nonna Virginia esultava in particolare quando, raramente, arrivava un polletto. La nonna lo spennava immergendolo per un attimo nell’acqua bollente affinché e piume non andassero dappertutto e poi cominciava  un rito sempre uguale. Apriva la pancia del pollo ed estraeva il fegato ei cuoricino come oggetti preziosi, li lavava e sorridendo esclamava : “ Stasera minestra sporca !”. Con le zampe, il collo e le ali , una costa di sedano e  mezza cipolla faceva un brodo che a me sembrava squisito. E, finalmente, metà in umido con patate e metà arrosto sulle brace del focolare serviva a rallegrarci il corpo e l’anima .(continua)
------------------------

sabato 19 marzo 2016

Al me papà.

----------------------------
Giornale di Brescia del 18 marzo 2016

!9 marzo, la festa del papà e avrei voluto che fosse istituita quando c’era il “mi babbo” per rendere omaggio alla sua ironia di toscanaccio verace che aveva lo humour nel DNA. Lo amavo molto e mi incantavo a seguire le sue molteplici attitudini perché lui sapeva fare moltissime cose, ma guardarlo rilegare libri sgualciti che compravo usati, era uno spettacolo veramente affascinante. Artigianalmente, in casa, con pochi attrezzi si metteva pazientemente all’opera e questi volumi uscivano dalle sue mani, rinnovati e belli. Mi piace la festa del papà, che onora questa figura familiare a cui finalmente è stata offerta l’opportunità di godere della vicinanza ad un figlio, fin dal primo vagito. Ai miei tempi un figlio era sotto il governo esclusivo della mamma fino all’età scolare e si privava così, involontariamente, un padre delle gioie intime e irripetibili della presa di coscienza dei nostri cuccioli nei confronti della vita. E’ bello veder un papà con un bebé tra e braccia o mentre gli offre le prime pappe col cucchiaino e sempre, in queste occasioni, tornano alla mente le parole di una poesia dell’amica Elena Alberti Nulli che affidava al nostro dialetto il compito di sublimare i sentimenti. La trascrivo per voi con la stessa emozione del primo stupito ascolto.

Al me papà

Nei dé de primaera, papà come l’è bel
fa ‘n giradì con tè söi Ronc o söl Castel.


Töta la zent la dis: “ma varda chei du lé
‘na pianta che camina en fiur che ghe cor dré”


Che bel parlà con te, pò fa na cantadina,
ne la tò mà issé granda se perd la mé manina.


Che salti le gambine per caminà con te,
per pudì sta al to pass de pass g’hó de fan tré


 Töta la zent la dis: “ma varda chei du lé
‘na pianta che camina, en fiur che ghe cor dré


Se te me völet bé, papà tègnel a ment
regalem tante ólte do ure del tò temp.

Fra tanti tanti agn, per el tò pas cürtì
se scürterà anche el mé per stat sempre vizì.


Elena Alberti Nulli

Al mio papà Nei giorni di primavera, / papà, quanto è bello / fare un giretto con te / sui Ronchi o sul Castello./ Tutta la gente dice / “ ma guarda quei due lì/ una pianta che camminaun fiore che la rincorre. / Come è bello parlare con te / poi fare una cantatina, / nella tua mano così grande / si perde la mia manina./ Che salti le gambine per camminare con te, / per poter stare al tuo passo / di passi ne devo fare tre. / Tutta la gente dice“ ma guardaquei due lì / una pianta che cammina / un fiore che la rincorre”.Se mi vuoi bene, / papà, tienilo a mente, / regalami tante volte / due ore del tuo tempo. / Fra tanti tanti anni / per il tuo passo diventato corto / si accorcerà anche il mio / per starti sempre vicino.

giovedì 17 marzo 2016

Un'altra vergogna, anche italiana.

--------------------------
Maurizio Molinari su LA STAMPA affronta - tra altri - un probllema che dovrebbe tornare alla costante attenzione di TUTTI.

Il grande spreco 

Oggi inauguriamo una nuova rubrica settimanale di Data Journalism: affrontiamo un tema di attualità dal punto dei vista dei numeri, con un colpo d’occhio per far capire, in modo immediato, i termini del problema. Partiamo con la legge contro gli sprechi alimentari, arrivata alla Camera, e parliamo di una voragine che si mangia ogni anno 13 miliardi di euro delle famiglie italiane.