sabato 13 giugno 2009

Cosa c'entra la vanità ?

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Nel corso di un piacevole rapporto epistolare, un amico esternava il suo compiacimento per i miei positivi commenti nei suoi confronti, affermando che (cito testualmente) : “tra i miei difetti c’è anche un bel po’ di vanità”.

Il peccato, chiaramente veniale, ha stimolato il mio desiderio di analisi supportato dal desiderio di fare chiarezza in un ambito nel quale c’é anche spazio per l’ autocritica.

Se ci sono realistici valori di fondo, il termine vanità non è pertinente perché é doveroso distinguere tra vanità e coscienza del proprio valore, e l’essere coscienti di una qualche bella prerogativa che ci riguarda è – a mio avviso – un ulteriore valore.

Che poi un favorevole riconoscimento rechi gioia e appagamento, é naturale conseguenza legata alla sensibilità individuale.

Per quanto attiene a quella sottile, impalpabile voglia di luce che spinge ad affacciarsi alla ribalta (quando non è arido protagonismo) vi si può ravvisare il desiderio di scansare la banalità...il mediocre . Traguardo questo che è spesso pagato a caro prezzo in moneta di impegno, dedizione, sacrificio, rare gratificazioni e...meschina invidia.

Inoltre, mentre la vanità é sterile, una giusta dose di ambizione è sempre indispensabile per produrre.
Questo é ciò che l’attenta analisi ha lasciato affiorare. Sbaglio ?
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giovedì 11 giugno 2009

Martin Luther King.

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Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,
a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato
l'arte di vivere come fratelli.

Martin Luther King
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martedì 9 giugno 2009

Non voglio mica la...luna !

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Vorrei parlare di un malessere generalizzato che posso esternare ricordando le parole di una vecchia canzone in voga anni fa. ""Sei cattivo ? E ti tirano le pietre! Se sei buono, ti tirano le pietre ! "" Mi pare, ricordandola, che l’abitudine “di dare addosso” “ di entrare nel gregge, di partecipare prima ancora di approfondire e di scegliere, sia preponderante nella nostra società.

Un esempio ?
In prossimità di un raggruppamento di giovani accalorati e urlanti, arriva correndo un ragazzo che dà immediatamente il suo contributo agli schiamazzi e poi chiede ad un coetaneo “Cos’è? Una manifestazione o uno sciopero ? ”.

Squallidina la cosa, anche se accompagnata dall’invito a non generalizzare. Però, se la collochiamo nello spazio dei mugugni ci accorgiamo che è vera, Uno o due dissentono e altri si uniscono al coro, prima ancora di considerare il rovescio che appartiene ad ogni medaglia.

Perché il tono pacato non paga? Perché è dilagante in ogni ambito, la prevaricazione, il tono alto?. Nei dibattiti televisivi, il parlarsi sopra, il blaterare contemporaneamente è diventato comportamento normale.

Ci siamo dimenticati che “se urli ti farai sentire, mentre se parli ti farai ascoltare ?” Cos’è ? Maleducazione, insicurezza, mancanza di padronanza ? O addirittura l’astioso intento di non lasciare all’altro la possibilità di spiegare ?

Quale che sia la risposta, resta allo spettatore il senso profondo dell’ impotente amarezza. E. al pensiero che tutto questo nelle giovani menti può fungere da subdolo, corrosivo esempio, l’amarezza si trasforma in sorda ribellione e vien voglia di ricordare ai protagonisti che il loro comportamento sarebbe riprovevole anche se adottato nel bar sottocasa.

Figuriamoci davanti ad una platea di utenti che vorrebbero essere rispettati nel loro ruolo di ascoltatori.
Provo a concludere con un altro ritornello ?

“Non voglio mica...la luna ...”

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domenica 7 giugno 2009

William Faulkner.

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Non preoccuparti solo di essere migliore
dei tuoi contemporanei o dei tuoi predecessori.

Cerca solo di essere migliore di te stesso.

William Faulkner
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sabato 6 giugno 2009

Caro papà in attesa.

Bresciaoggi - lo spazio dei lettori - 11 giugno 2009
Libero ...........................................12 giugno 2009
Giornale di Brescia........................ 15 giugno 2009
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Mi può parlare della gravidanza ? Me lo chiede un uomo con uno sguardo attento e pieno d’amore. Vuole sapere cosa prova la mamma in attesa per condividere le sensazioni di sua moglie che aspetta il loro primo figlio.Dovrebbe essere facile, ma non lo è.

La prima gravidanza ha come componente anche l’inquietudine. Talvolta anche un po’ di paura. In seguito alcuni veli cadono e ci si preoccupa più di quel seme, che di sé.

Frugo tra sensazioni sopite e rivivo gli attimi di quell’attesa lunga nove mesi. Ne seguo l’evoluzione e la costante metamorfosi che si sviluppa dentro di me. I pensieri si spintonano, mulinellano e sono dolcemente preoccupati che a “quel cosino” non accada nulla di spiacevole.Sarà come il suo papà, avrà i miei occhi, maschio, femmina ...fino a quando la prima ecografia illumina angoli bui.

Maschio ! Femmina! Cosa importa, la parola attesissima è “SANO ! “

Ed a quel punto insieme, attentamente si pensa al nome ci si lavora su a lungo, ma non si tiene conto che ormai l’assillo del giovani. è la brevità, la sintesi, il risparmio di tempo. In concreto poi, Emanuela diventerà... Manu! Sabina, diventerà...Sabi , Maria Giovanna sarà Marigiò e così via.

Si salverà Aldo, Marco, Mauro, ma soccomberà clamorosamente Gian Luigi che diverrà Giangi, ma andrà bene lo stesso.

Caro neo-papà non sarò esauriente, ma so che molto capirai guardando tua moglie che accarezza il suo grembo con amorosa delicatezza, o quando lei ti annuncerà: “si muove!”.

Se però vuoi fare qualcosa di utile, quando il suo corpo sarà molto cambiato, sussurrale ogni tanto “ Sei bellissima!”.

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giovedì 4 giugno 2009

a proposito di compleanni !

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Gli anni arrugano la pelle,
ma la vita senza entusiasmi raggrinza l’anima.
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4 giugno.

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Oggi è un giorno speciale per me e per renderlo luminoso e bello, brindo con voi all'amicizia !

Brindo con gli amici antichi e nuovi,
con quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado,
quelli che mi scrivono e quelli che vorrebbero farlo,
ma se ne dimenticano,
quelli importanti per il mondo
e quelli semplici, importanti per me,
quelli che mi sono rimasti accanto
e quelli che mi hanno solo sfiorato,
quelli che riconosco per strada e quelli virtuali
che non riconoscerei , ma che conosco.


Oggi, è il mio compleanno e io ....vi cerco.
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martedì 2 giugno 2009

Charles Bukowski.

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La gente è il più grande spettacolo del mondo.
E non si paga il biglietto.
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