domenica 10 ottobre 2010

Sarah. L'orrore è servito.

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L’orrore in diretta. Il piacere dello scoop.

C’ é ancora – purtroppo – chi fa il giornalista per appagare il suo ego e dimentica che il giornalismo è soprattutto una missione.

Prevede doti di tatto e rispetto verso chiunque e non soltanto prontezza e intelligente tempestività.

Forse è il caso di fare una seria riflessione che metta al primo posta un po’ di umana comprensione.

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venerdì 8 ottobre 2010

Voglia d'amore.

Se guardi in cielo e fissi le stelle

se senti dei brividi sotto la pelle

non coprirti per cercare calore,

non hai freddo, hai voglia d’amore.

Gibran

mercoledì 6 ottobre 2010

Amarcord della vendemmia.

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L’editoriale del lettori de LA STAMPA 5 ottobre 2010

Bresciaoggi ....................15 ottobre 2010

Correva l’anno 1946. Sparsi nelle vigne, uomini, donne, ragazzi di tutte le età ci si dava da fare per staccare i turgidi grappoli che venivano adagiati nelle capaci gerle che robusti uomini si caricavano sulle spalle per poi rovesciarle sul carro.

E quando stanchi, felici e affamati ci si accingeva a rientrare i più svelti e fortunati riuscivano a saltare su quel carro per fare l’ingresso in cascina cantando a squarciagola..

Nel vasto cortile sassoso le donne che non erano scese tra i filari, avevano approntato il pranzo per tutti.

Io mi divertivo nel collaborare alla preparazione ed era questo il motivo che mi spingeva a sgattaiolare per tempo dalle vigne per partecipare a quel rito. Su robusti cavalletti venivano poste lunghe assi rettangolari che, ricoperte di carta bianca, davano proprio l’idea di un festoso banchetto. Piatti, bicchieri, pane e tante, tante polente frutto del contributo di tutte le famiglie che ne cuocevano anche più d’una.

Sempre all’aperto sul fuoco acceso tra grosse pietre, un trepiede di ferro sosteneva la bassa, larga padella di ferro dal lungo manico nella quale soffriggeva il burro profumato e salato nel quale venivano soffritte le uova per essere servite con la polenta : due per ogni partecipante!. Un lusso.

Tanta insalata, salame affettato, formaggella di cascina, qualche fiasco di vino e due o tre secchi di acqua freschissima ( unica cosa di cui ci si poteva servire a volontà). Sul finire compariva una fisarmonica e tra sfottò, risate e punzecchiature di zanzare si inserivano i cori, timidi sulle prime e poi, con il concorso di tutti, perfino troppo sonori.

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lunedì 4 ottobre 2010

Il valore del tempo.

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Il tempo non aspetta nessuno.

Per scoprire il valore di un anno, chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all'esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all'editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un'ora, chiedilo agli innamorati che desiderano rivedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l'aereo.
Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d'argento.

Ogni attimo ha grande valore.

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sabato 2 ottobre 2010

Anche settembre se n'é andato.

Il Giornale - 1 ottobre 2010
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Avete voglia di fermarvi brevemente, con me, per salutare settembre ?

Fermiamoci un attimo per salutare il tempo che non torna !

Settembre :carezzevole brezza, chiare serate, buio stellato. Giorni brevi e languore di lunghe notti, voglia di casa, profumo di cucina , vino rosso nei calici, voglia di tenerezza. Finestre che si chiudono sigillando il privato.

Foglie che volteggiano, presaghe d'autunno. .Pampini in festa e turgidi grappoli.

Settembre traghetta il sole d'agosto verso gli adescanti colori giallo/ruggine d'ottobre.

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giovedì 30 settembre 2010

Lele Mora e Fabrizio Corona

Il Giornale - 30 sett.2010
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Ora, le luci della ribalta si accendono, sprecate, sulla squallida vicenda Mora/Corona . Ma, mentre a Corona si può soltanto dire “un pover uom tu sei”, il pensiero torna all’intera vicenda alla quale stato riservato eccessivo spazio.

E’ pur vero che le peripezie del notissimo palestrato imbroglione erano seguite da un’orda di fanatici del gossip, ma è altrettanto evidente che alcuni organi d’informazione si sono ampiamente adoperati per assecondare esigenze davvero di basso livello.

E forse, anche da tutto questo, deriva l’amarezza più profonda.
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mercoledì 29 settembre 2010

E' nata una bimba da una donna in coma.

Vi propongo oggi, di rileggere con me il "buongiorno" di Massimo Gramellini su La Stampa :

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Fa’ come noi, Idil: respira. Perché è così che ti abbiamo accolto: con un respiro di stupefazione e di sollievo. Non era facile bucare la corazza del nostro cinismo: la nausea e il disincanto ci hanno reso insensibili alle cattive notizie e sospettosi davanti a quelle buone. Ma tu hai fatto il miracolo. Tu sei il miracolo. Sei nata da una donna che è morta un mese fa. Divorato dal male, il cervello di tua madre aveva sospeso per sempre le trasmissioni. Ma il suo cuore continuava ostinatamente a battere accanto al tuo. Due cuori che palpitano nello stesso corpo: questo fatto, talmente ovvio in un parto da averci fatto dimenticare quanto sia meraviglioso, diventava nel tuo caso una sfida apparente alle leggi di natura. Apparente, Idil, perché tu sei la natura nella sua essenza più profonda. Sei la vita che nasce dalla morte, in una staffetta incessante che a qualcuno sembra non avere scopo, soltanto perché la ragione non ha gli strumenti per coglierlo. La ragione ha altri compiti, altri meriti. Ha creato la scienza che ti ha permesso di nascere, trasformando il corpo spento di tua madre in un’incubatrice.
E ora sei qui, lontano da dove avresti dovuto essere. Con un padre vedovo, felice e disperato, e cinque fratelli in Somalia tenuti a bada dal più grande di 9 anni. Che la tua avventura abbia inizio, restituendo un po’ di energia anche alla nostra, dispersa in tante boiate. Adesso è in te che battono idealmente due cuori: la madre e la figlia, la morte e la vita. «Dov’è il principio, là è la fine». E viceversa. Grazie, Idil, per avercelo ricordato.

ENCANTADA ! Davvero, caro Gramellini ! Hai aperto il tuo cuore per aiutarci, ancora una volta ad aprire le nostre menti e l'hai fatto con dolcissime, efficaci parole. "Sveglia gente" sembra affiorare dal testo bellissimo di oggi che ci ricorda quanto possiamo fare ed essere. Per migliorare il mondo basta che miglioriamo noi stessi. Se possono avvenire miracoli come questo, altri miracoli potranno concretizzarsi. Gram, mi sei entrato nell'anima. buena vida a te, col cuore. renata mucci.


martedì 28 settembre 2010

Bossi insulta:

La Stampa del 28 sett.2010

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Bossi afferma in pubblico :Sono porci questi romani. Il Gp a Roma? Corrano con le bighe»

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Sono perplessa. E dico perplessa per usare un termine accettabile, ma mi chiedo perché alle alte cariche dello Stato che ci rappresentano, è tutto permesso e tutto tollerabile?

Se per qualsiasi accesso al mondo del lavoro, giustamente, servono credenziali come mai per alcuni alti papaveri non ci sono paletti, freni e limiti ? Non si deve più diversificare il proprio comportamento ricordando che ciò che è tollerabile (;-( nel bar sotto casa, non lo è a Montecitorio e nelle Piazze?

Diverso è parlare confidenzialmente all’amico o arringare una folla. ! Ma per favore, la parola Onorevole che senso ha ? I valori di un individuo non devono più essere supportati dai comportamenti e dalle espressioni verbali ?

Può essere anche stimabile il Senatur, ma se apostrofa un interlocutore con inopportuni impeti verbali……vorrei ricordare a lui e a chi come lui sfoga astiosi intenti, che “ha carattere chi riesce ad imbrigliare il proprio temperamento”