mercoledì 31 dicembre 2008

Cosa chiedere al 2009 ?

Dopo aver inoltrato a pochi amici, due parole riferite al 2009, mi sono chiesta : "Perché non a tutti ?" Ecco rimediato.

E per il 2009, cosa desiderano gli amici bloggers?
Le tre esse più richieste : Salute, soldi, sesso ?
oppure
con la salute, un po' di serenità e tanto amore?
oppure
un bel CLD che brescianamente significa "che la düre" ?

Scegliete bene ma, in ogni caso, gli auguri sono affettuosi. r.m.

lunedì 29 dicembre 2008

Il baby omicida delle nevi.

pubblicato da LA STAMPA il 1° gennaio 2009
" da LIBERO il 2 gennaio 2009
" Corriere Forun il 2 gennaio 2009
" Giornale di Brescia 3 gennaio 2009
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Mi chiedo ancora e continuamente perché si permette che uno stupratore, un pedofilo o un assassino si copra ben bene il volto mentre viene trasferito, scortato dagli Agenti.
Mi chiedo perché si oscura il volto della tristemente famosa Erica di Novi Ligure e poi si sbatte in prima pagina e in televisione il viso di un ragazzo vittima anch'esso della disgrazia involontariamente provocata.
Sarebbe giusto e opportuno vedere bene la faccia di chi volontariamente e consapevolmente delinque.
In subordine, ma non tanto, sarebbe auspicabile identicità di comportamento da parte degli organi di informazione.
E ancora mi chiedo "riuscirà a prevalere in futuro, un po' di buon senso ?" Che dite ? Non è un bell'augurio per il prossimo il 2009 ? r.m.
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domenica 28 dicembre 2008

Meditate gente ! Meditate! (;- ) (;-)

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Le tegole che ci riparano dalla pioggia
devono essere poste quando c’è il sole!
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Silvia dell'Isola.

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D'impulso mi ha preso il desiderio di farvi una carezza. Lieve, tenera, affettuosa....dedicata ad ognuno di voi. Ed ecco che mi viene in aiuto l'amica di sempre, un'amica che stimo. Mi aiuta lei a porgere la mia carezza. Silvia dell'Isola lascia cadere di tanto in tanto alcune perle ed ha postato, di recente, altri tre pensieri...là nel suo blog .
Presepio
Vigilia lontana
Stella di Natale.
Tre gioiellini incastonati nell'affetto.Questa dolce , forte, vulnerabile, grintosa amica ha una fede incrollabile in Dio, nella religione e in quel “ dopo” che io, invece, fatico ad intravedere. muccina.

venerdì 26 dicembre 2008

Avvenne a Berna.

su facebook  addì 1 agosto 2013 -
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Sono certa che la d.ssa Schelotto che ha una rubrica nel Forum del Corriere della Sera, non me ne vorrà se divulgo il significativo racconto da lei pubblicato il 24 u.s.

A Berna , un' anziana signora ultra-ottantenne ,essendo rimasta sola e non avendo voglia di cucinare solo per se stessa, si reca tutti i giorni a pranzare alla Migros, una catena di ristoranti self-service.Quel giorno decide di mangiare un bel minestrone di verdura. Si procura un vassoio, riempie il piatto di minestrone, va alla cassa a pagare e prende posto ad un tavolo vuoto. Si siede, ma al momento di mangiare si accorge di non aver preso il cucchiaio. Si alza, va alla cassa dove ci sono le posate, prende un cucchiaio e ritorna al suo tavolo, ma...lì seduto c'è un ragazzo africano che sta mangiando il suo minestrone! Sul momento la signora s'indigna e vorrebbe andare dal ragazzo a dirgli di tutto, ma poi pensa che, certamente, quell'emigrato l'ha fatto per fame e, passata la rabbia, decide di sedersi davanti al ragazzo e, senza dirgli nulla, incomincia a mangiare anche lei il minestrone. Il ragazzo africano la guarda stupito, ma lei gli sorride, lui le sorride e continuano a mangiare il minestrone: un cucchiaio lei, un cucchiaio lui...Finito il minestrone il ragazzo si alza, va al banco dei primi piatti, prende un piatto di fettuccine alla bolognese, prende due forchette e torna al tavolo. Dà una forchetta alla vecchia signora, si siede davanti a lei e incominciano a mangiare le fettuccine,sorridendo; una forchettata lei, una forchettata lui...Terminate le fettuccine il ragazzo africano si alza, fa un sorriso alla signora e se ne va. La signora, contenta per aver fatto un'opera buona,si gira sorridendo, per salutarlo e....ad un tavolo vicino, dietro di lei, vede un vassoio con sopra un piatto di minestrone!! Il suo piatto!!
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Mi piace pensare che, un giorno, ci sarà una enorme virtuale zuppiera nella quale potranno inserirsi migliaia di cucchiai per sfamare in egual misura, tutta l'umanità, di qualsiasi colore essa sia. r.m.

giovedì 25 dicembre 2008

Si, è stato un buon Natale !

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Un amico chiede stasera dal suo blog : “Si può dire che è stato un buon Natale ? “E presenta un sonoro col quale indirizza, a ragione, numerosi Vaff.....

Ho postato il mio commento che trascrivo :

Si, caro Viandante. E' stato un buon Natale ! Il terremoto non ha fatto guai, le tavole sono state,
- per molti - abbondantemente imbandite, se c'è un po' di salute e un po' di spazio per la speranza...SI ! è stato un buon Natale. Mi è appena arrivato un video che mostra bimbi denutriti, mutilati, sporchi, malati. Pensiamo anche a loro e non bestemmiamo. Per favore ! Noi, che abbiamo potuto godere di un buon Natale, almeno, apprezziamo ciò che abbiamo e... miglioriamo noi stessi.

E qui aggiungo: “ e la libertà di dire vaff...ai politici, alla "in "giustizia, e a chiunque lo meriti! Che ne dite ? Io penso che questo profumi di libertà! E non è poco.

Scusate lo sfogo. muccina

E' Natale !

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Feliz navidad ! Merry Christmas ! Joieux Noel !

Buon Natale ...in tutte le lingue del mondo,
un abrazo largo todo el dia y un mar de besitos
y buena vida para siempre.
Un grazie enorme per essere qui, ad impreziosire
il mio sereno, splendido, infinito autunno. muccina

mercoledì 24 dicembre 2008

Scosse sismiche, anche per l'anima.

pubblicato su Bresciaoggi del 4 gennaio 2009
" sul Giornale di Brescia del 6/01/2009
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Esco come ogni mattina per recarmi all’edicola, ma oggi sento un irrefrenabile desiderio di sorridere a chiunque. Al mio giornalaio, al proprietario del bar sottocasa e a qualsiasi sconosciuto. E ciò in nome di una maggior consapevolezza del privilegio del vivere.

Nel pomeriggio di ieri una lieve scossa di terremoto, ha riportato alla ribalta un concetto già n presente : la provvisorietà dell’esistenza che ci pone, impotenti, di fronte ad alcuni tragici eventi. Ed è un peccato che non si riesca a ricordarlo quando la quotidianità si dipana (più o meno serenamente) presentando soltanto inconvenienti superabili.

Ci lasciamo disturbare da noie di poca importanza (piove da troppi giorni, il ritardo di una risposta che attendiamo, un desiderio o un bisogno che non riusciamo a soddisfare) e non pensiamo che in attimo possiamo ritrovarci a non avere più bisogno di niente !

Questa mattina mi sembra di notare negli sguardi della gente, un alone di sorridente cordialità che ricambio con gioia. Ho anche notato un automobilista che nel rallentare per favorire l’attraversamento di un anziano aveva un atteggiamento più calmo e benevolo. L’ha perfino salutato con un gesto della mano...e gli ha sorriso.

Piccoli, rasserenanti gesti che lasciano riaffiorare ricordi che sono stati di grande utilità nel mio percorso. Quando, in un giorno qualunque, la mamma apparecchiava con più cura, sia nell’esteriorità che nella sostanza e – provocando il sorrisetto compiaciuto di papà - sturava una bottiglia di vino tappo sughero, era inevitabile la domanda “Cosa si festeggia?”; la risposta era “Che siamo vivi e stiamo bene assieme!”

La motivazione era ritenuta valida e... non c’era bisogno di una scossa sismica.!
Oggi, apparecchierò anch’io con più cura, sturerò una bottiglia riservata alle belle occasioni, lieta di lasciarmi coinvolgere, in questo clima di più cosciente serenità. r.m.
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