domenica 30 novembre 2008

Aspettando il Natale.

Pubblicato l'8 dicembre 2008 da Corriere della sera FORUM
nella rubrica "genitori e figli" di Fulvio Scaparro
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La figlia trentenne di un’amica mi ha invitata a casa sua per un caffé e ho rivisto, in quest’ occasione, i suoi adorabili bambini. Un maschietto di sette anni ed una bimba di cinque. Sembravano usciti da un poster pubblicitario, entrambi bruni e disinvoltamente eleganti nei loro abiti griffati, mi accompagnarono gioiosamente nella loro stanza dei giochi.


Non posso dire di essermi stupita entrando in quel locale esclusivamente adibito al divertimento, letteralmente invaso da giocattoli di ogni genere, ma devo sinceramente ammettere che le consuete perplessità si sono riproposte. Mensole a due piani ospitavano animali di peluche ben collocati separati da un numero consistente di bambole e bambolotti che riproducevano un mondo multietnico ( il bambolotto nero, la cinesina, ecc,). A terra la tenda degli indiani, la cucina di Barbie, triciclo, trenini, animaletti di gomma, scatole e accessori per disegnare e altro ancora.


La giovane mamma (che chiamerò Edvige) si rammaricava però del fatto che nonni, zii e amici vari continuassero a sovraccaricare di giochi -spesso inutilizzati - i bambini che avevano perso la gioia di desiderare. E io aggiungo, di meritare. Edvige ricordava la sua infanzia gioiosa nel tempo in cui ogni giocattolo era una conquista e rappresentava il compensoa piccoli successi scolastici. Come arginare questo confluire di giocattoli che costituivano, ormai, solo un ingombro? E – soprattutto – come convincere i bimbi a liberarsene ? “Mi lasci provare?” Le chiesi ed Edvige, piacevolmente incuriosita, chiamò i bimbi che ci raggiunsero correndo.

Forse per istinto o forse perchè covavo da tempo pensieri e soluzioni per questo fenomeno non raro, le parole uscivano fluidamente e catturavano l’attenzione dei piccoli ascoltatori. Ho cominciato a parlare del Natale ormai prossimo ponendo l’accento sui problemi che angustiavano Babbo Natale che doveva accontentare un numero imponente di bambini, anche poverissimi, in tutto il nostro vasto mondo. Prospettai così l’opportunità di aiutare il Grande Vecchio nell’adempimento del gravoso compito. Nel mio progetto, ogni bimbo poteva privarsi di alcuni giocattoli in buono stato e consegnarli alla Parrocchia, all’asilo, alle Suore o a qualsiasi disponibile centro di raccolta dove Babbo Natale avrebbe potuto attingere per portare gioia là dove non c’era e dove, forse, non era nemmeno attesa.

Mi sono dilungata a descrivere lo stupore di bimbi che ignorano gli agi, soffermandomi sulla loro gioia paragonabile a quella che avrebbero provato, contribuendo, i piccoli donatori. Si allontanò per primo il maschietto che, tornando dalla stanza dei giochi posò a terra vicino ai miei piedi un camioncino, un trattore e una grossa palla. Mi guardò soddisfatto e ricambiò felice il mio abbraccio. Intanto anche la bimba si era allontanata per tornare con un grosso orso di peluche e due belle bambole.

Edvige reperì uno scatolone e i bambini vi collocarono i loro regali. Festeggiammo con gioia l’evento pregustando il compiacimento di Babbo Natale che si sentiva aiutato nel gravoso compito. Ci lasciammo, felici di aver dato una svolta positiva ad un incontro già di per sé affettuoso e lieto. Forse questa può sembrare la cronaca di un pomeriggio qualunque, ma sono certa che saranno in molti a coglierne il significato profondo che é quello di offrire davvero un Buon Natale a tutti bimbi del mondo. muccina

venerdì 28 novembre 2008

Staccarsi dolcemente.

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"E' importante staccarsi dolcemente dalle cose che ci stanno abbandonando."
Questa è la frase che Luciano Rispoli ha pronunciato quando, in una recente intervista, gli è stato chiesto il motivo della sua scarsa presenza in televisione . Bella vero ?
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giovedì 27 novembre 2008

Valori !

pubblicato dal Giornale di Brescia il 4 dicembre 2008
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La scala dei valori ! C’è chi considera prioritaria la carriera, il successo, la solidità economica, chi privilegia la famiglia, chi l’altruismo, chi ritiene essenziale “cogliere l’attimo”, chi guarda alla cultura come unico appagamento. Insomma si tratta sempre di scelte soggettive, ma tutti ne abbiamo una.

Recentemente – sollecitata dalla lettura di una intensa poesia d’amore - io ho apportato una variante alla mia graduatoria che, da sempre, poneva come essenziali - “salute” – “coppia” - “lavoro” - posizionati in quest’ordine.
Non mi soffermo sulla salute perché ne conosciamo tutti l’importanza, ma tra coppia e lavoro davo priorità alla coppia perché se il lavoro è soddisfacente, ne beneficerà anche l’unione, ma se il lavoro è frustrante sarà la coppia a riequilibrare l’impostazione del vivere.

Quando i figli prendono la loro strada fuori dal nido, i due protagonisti rimangono, e se la tenerezza sarà subentrata alla passione, se gli angoli si saranno smussati e se ci sarà un patrimonio di ricordi comuni ai quali attingere... significherà che si è imparato ad amare veramente !

Però, ho constatato e concluso che l’amore ha una sua consistenza e un’appagante riscontro anche se non è riferito alla coppia. Una persona sola, può essere comunque piena d’amore e può considerare imprescindibile l’amore per la vita, per la natura, per il prossimo per tutto ciò che esalta questo sentimento.

Quindi, ho apportato un lieve ritocco alla mia graduatoria che trovo così più equilibrata e realistica. Dirò dunque : “salute” – “amore “ - “ lavoro”, con la sensazione di aver rimesso l'amore al posto a cui aveva sacrosanto diritto. r.m.
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martedì 25 novembre 2008

Un po' d'aria buona ! E' possibile ? ? ?

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pubblicata dal giornale di Brescia il 29 novembre 2008
pubblicata da Bresciaoggi il 2 gennaio 2009
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Sono le 8. Sto per aprire la finestra e, invece, la richiudo avvilita. Il traffico è ormai intenso ed è sconsigliabile sostituire con aria inquinante, quella che c’è in casa. Che avvilimento però ! La televisione annuncia giuliva, in questi giorni, che il maltempo ha ripulito l’aria da quelle maledette, nocive polveri fini che guastano i nostri polmoni. L’annunciatrice è sorridente e noi ripieghiamo su di un mesto “meno male che ci pensa la natura” perché sull’uomo possiamo riporre soltanto caute, timidissime speranze. Non è insensato tutto questo ? Non li ho solo io i nipotini ! Questi poveri bambini e noi e l’umanità tutta....perché continuiamo a farci del male? Non c’è più nessuno che ricorda il tempo in cui l’acqua del mare era considerata il miglior disinfettante ? Nessuno ricorda di aver fatto scodella con le mani per bere l’acqua di qualche sorgente ? Nessuno ha nella mente la visione di quella pesche profumate che si staccavano dal nocciolo lasciandolo pulitissimo ? Pesche disuguali, piccolline o grandi che appagavano i gioiosi sensi. Belle da vedere, profumate e gustose. Ma cosa stiamo combinando ? Anticrittogramici, interventi intensi e perfino l'aria è passata in secondo piano rispetto alla lucrosità e ai vari interessi economici. Respirare, Signori ! Chiediamo di poter respirare ! Perché non consideriamo questo, un valido motivo per urlare BASTA. Per respirare decentemente, dobbiamo tornare ad invocare la pioggia...con una danza propiziatoria ? Qualcuno è in grado di rispondermi? Lei Direttore, vuol dare voce alla mia voce ? r.m.
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sabato 22 novembre 2008

Donne.

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"Una donna liberà è l’assoluto contrario di una donna leggera.”
(S.De Beauvoir)

giovedì 20 novembre 2008

Caffé corretto... lacrime !

Corriere della sera FORUM - Gianna Schelotto
nella rubrica "questioni d'amore"
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Nel Bar Pasticceria insolitamente deserto una giovane donna - appartata ad un tavolino in penombra - mescola continuamente il suo caffè, senza portarlo alle labbra. Bella, capelli lunghi nerissimi, vestita di scuro, sulla trentina, lo sguardo abbassato segue il movimento ossessivo, distratto, che mescola un caffè ormai freddo.

La percepisco chiaramente e sento l’intensità del suo dolore. So che non si accorge di me o di qualsiasi cosa al di fuori di lei. Mi siedo poco discosto e aspetto di leggere nel suo sguardo qualcosa che possa orientare le mie mosse successive. La sconosciuta ha le spalle accostate alla mensola sulla quale sono appoggiati i giornali e io mi avvicino per prenderne uno facendolo intenzionalmente cadere. Si china come prevedevo, prontamente a raccoglierlo e nel porgermelo mi guarda dritta negli occhi, con i suoi colmi di lacrime a stento trattenute.
Appoggio la mia mano sulla sua, con una lieve eloquente pressione e le dico senza parlare : “Non preoccuparti. Capisco. Ci passiamo tutti prima o poi !” Poi la lascio e torno al mio posto e apro il giornale in modo che la signora si senta libera. Quando lo ripiego le sorrido mormorando : “Capita !”
“Mi scusi!” sussurra lei asciugandosi frettolosamente gli occhi. Scuoto il capo per significare “Di cosa?” Dopo poco si alza, mi sfiora con lo sguardo e mormora “Grazie!” ed esce investita dal sole che splende alto. Io ? Rimango a riordinare le sensazioni .
Problemi di cuore ? se è così, so bene che alterano l'equilibrio. Li conosco e anche per me, bere fino all'ultima goccia dall'amaro calice dell'indifferenza, dell'egoismo è stato evento amarissimo e destabilizzante. Poi, un giorno, senza motivo apparente...”sono tornata a riveder le stelle”. Nella visione più nitida ho provato solo pena per chi mi ha fatto tanto male.
Altra acqua è passata sotto i ponti e quando la stazione è apparsa ormai vuota e tutti i treni erano partiti, ho accettato di capire e di rimanere in panchina per offrire il mio amore a chi lo desidera davvero. Anche a questa sconosciuta. La rivedrò? La rivedrò più serena? Lo spero tanto e sarete i primi a saperlo ! r.m.

lunedì 17 novembre 2008

Ancora per Eluana Englaro.

Pubblicato su LA STAMPA del 17 novembre 2008.
(lettere)

pubblicato da "Mister no" di Cesare Lanza 20/11/2008
e su Bresciaoggi del 22 nov.2008

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Ascoltando ripetutamente sul tema, non sono riuscita a rimanere insensibile al grido di dolore di chi guarda a quest'ultima sentenza come ad una condanna a morte e Dio voglia che chi parla di ulteriori sofferenze per Eluana, abbia torto.
Ma quello che mi chiedo ancora è se prolungare quel tipo di sopravvivenza solo fisiologica (conquista dell'umana scienza e - checché se ne dica - innaturale) sia approvata da Dio oppure lasciata al libero arbitrio, assieme alle guerre e alle altre atrocità.
Domande angoscianti, intrise di un dolore in cui sono stata coinvolta al punto che non so più se sia giusto o meno il tristissimo epilogo.
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sabato 15 novembre 2008

Imbranati se non si nasce...qualche volta si diventa.

Mi spiace ! Mi sono involontariamente sopariti tutti i Blog consigliati. Volevo inserire ilaria e cancellare un doppio e pluff...... Via tutto ! Piano piano rifo. Abbiate pazienza.