giovedì 10 maggio 2018

Ripetere giova !

-------------------------------------

Non so se questo mio appello troverà la condivisione che merita, ma lo spero, lo spero tanto ! Io resto angosciata e basita ogni volta che penso agli animali che l’Homo sfrutta massicciamente e senza pietà. Tanto per fare un esempio parlerò delle mucche che vengono ingravidate, private del loro cucciolo, che sarà ucciso per farci gustare la sua carne tenera  e per permetterci di  usare il suo latte per altri scopi nutrizionali. Poi saranno di nuovo ingravidate e il macabro rito si ripeterà fino a quando la mucca terminerà, esausta, la sua misera vita. Rabbrividisco al pensiero che questo sfruttamento avviene a seguito della vasta richiesta di carne di vitello  che, per pietà, dovrebbe essere limitata al massimo. Ma noi non veniamo informati e questo iter si ripete all’infinito. Sarebbe giusto invece, orientare le nostre scelte in modo diverso a tutela proprio della vita di questi poveri animali. E questo è soltanto un esempio, ovviamente. Poi possiamo spostare l’attenzione sugli allevamenti intensivi che sono strumenti di tortura per la NON vita di povere bestie che non possono difendersi. Vogliamo provare noi ad aiutarle consumando meno carne ? Proviamoci almeno ! 
-----------------------------------
----------------------------------
Assenza di dolore fisico, è già felicità !

sabato 5 maggio 2018

------------------------------

Oggi parlerò con voi di un caso non raro, nel quale mi addentro con affettuosa partecipazione. Alle soglie dei 50 anni una  signora sola - a seguito di un paio di rapporti deludenti e conclusi - senza figli, si ritrova in un insperato intervallo lavorativo a disporre di qualche giorno di assoluta libertà. Vuole dimenticare la routine,  cambiare l’ottica della quotidianità e, per come la intuisco, vuole concedersi qualcosa di gratificante. Un piccolo premio, dopo aver tanto sofferto, una piccola sosta, una lecita evasione. Ma cosa chiede in realtà questa giovane amica che mi lascia a brancolare nel buio dei suoi sentimenti ? Le dirò qualcosa che non saprà da un’Agenzia di viaggio; le dirò che se intende portarsi il quadro da casa, cambiare la cornice le servirà a ben poco. “Spostare i propri problemi da un luogo ad un altro, non serve e niente e ti farà sentire veramente sola. Mentre – se riuscirai e liberarti dalla zavorra sentimentale potrai andare incontro all’evasione, sentendoti veramente LIBERA.” Questo le dirò…nutrendo qualche speranza.
-------------------------------
 

martedì 1 maggio 2018

NON IMPORTA !

--------------------------------
21 gennaio 2013 - NON IMPORTA.

La finestra della mia camera si apre ad est sul miracolo quotidiano dell’alba e la luce rosata che ne annuncia il sorgere, incoraggia al sorriso. E il mio è come sempre, infinitamente grato. Un altro arco di tempo si offre al nostro vivere io ho preparato una serie di “non importa” che mi aiuteranno a sdrammatizzare.
Non importa che la mia aiutante mi abbia telefonato che non verrà stamattina.
Non importa che sia andato perso il contenuto della fiala che ho aperto per la settimanale iniezione che fa parte della mia terapia.
Non importa che sia stata Ketti a provocare questo insignificante contrattempo con un salto imprevisto.
Non importa che la mia gioia a quattro zampe abbia rovesciato un bicchiere d’acqua.
Asciugherò l’acqua, userò un’altra fiala e proverò a stirare la poca biancheria in attesa. E se non riuscirò a farlo…..non importa.
Importa, per me che il p.c. funzioni e mi consenta di darvi il mio affettuoso Buon giorno

---------------------------------------

sabato 28 aprile 2018

iO CI PROVO !

----------------------------
Giornale di Brescia 27 aprile 2018
Lettere al Direttore
-----------------------------------------

 Voglio provare a rasserenare i cuori, ma pur sapendo che mi assumo un compito gravoso, tenterò di distrarre la vostra attenzione dall’attualità per portarvi con me, indietro nel tempo. Molto indietro , addirittura quando io avevo quindici anni e imperversava  la guerra. A quel tempo, sentivo mia madre che guardando me i mia sorella sussurrava “povere figlie, chi sa cosa ne sarà di loro ? Finirà questa guerra infame? ”  E intanto scorrevano gli anni tra privazioni e rinunce fino al 1945. Intorno a noi  macerie, case distrutte, ferite ancora aperte,ma tanta voglia di ricominciare. Arrivò così un relativo benessere , il boom economico e la rinascita. Per questo oggi, con la crisi  e il malessere generale, la sfiducia, la delinquenza e il fenomeno dell’immigrazione, il traffico,  l’inquinamento, sento qualche nonna che guarda i nipoti e ripete le stesse parole che allora uscivano dalle labbra di mia madre. Ma ce la faremo anche stavolta. Guardo i giovani, quelli con le magliette sporche di fango, quelli sulle Ambulanze, guardo la parte migliore della società e continuo a sperare. Ce la faremo ! Con questo augurio vorrei vedervi affrontare il domani con uno stato d’animo rivolto a giorni migliori! Renata mucci - Brescia

martedì 24 aprile 2018

-------------------------------

Da ieri, mi ronza nelle orecchie una banale parodia dell'Iliade che recitava :
" Un giorno Orazio Coclite burlette giù dal ponte e si fece una brignoccola su la romana fronte ! "
Ah, la memosia ! Roba di 75 anni fa. E non mi ricordo cos' ho mangiato ieri !
------------------------------

sabato 21 aprile 2018

---------------------------
Se già di mattina indugia nell'aria il languor della sera...non ti stupire : è già primavera !

mercoledì 18 aprile 2018

Il cuore pulsante della casa.

--------------------------------
Giornale di Brescia 17 aprile 2018 -Lettere al Direttore
--------------------------------
Quando io ero bambina, la cucina era il centro per dell’intera famiglia. Era il luogfo del ritrovo e lì si sostava, sempre piacevolemte. Il tavolo era grande e consentiva a me e a mia sorella di svolgere i compiti di scuola, mentre la mamma compiva  il quasi  quotidiano miracolo che sue le mani esperte realizzavano. 

Mentre noi sbirciavamo curiose, lei faceva scivolare,  una  alla volta le uova fresche   nella farina bianca e impastava alacremente fino ad ottenere una palla liscia e bionda per dare inizio alla fase più attraente e concreta. Stendere l’impasto col mattarello, fino ad ottenere una sfoglia larga e sottile, uniforme leggera e miracolosamente resistente che veniva poi arrotolata. 

A quel punto, le sue  mani disadorne, che sapevano di pulito, brandivano un grosso coltello affilato e con una velocità  infallibile tagliava le fettuccine, tutte millimetricamente uguali e disfaceva  poi quelle strane matassine per posare sul panno bianco le invitanti tagliatelle. All’altro lato del tavolo, papà leggeva il giornale e comunicava a mamma le notizie salienti. 

Insieme, in  cucina, serenamente e - in quell'accogliente, rassicurante atmosfera gli sguardi erano più eloquenti delle parole. 

Renata Mucci - Brescia
 ------------------------------------------