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venerdì 27 marzo 2020

Ad maiora semper

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  Coronavirus.Giornale di Brescia 30 marzo 2020

Questo è un invito ad utilizzare al meglio quest’ozio forzato imposto dalla grave situavione che ci travaglia! .
Usiamo il tempo – che è un bene prezioso -per ritrovarci l'un l'altro, reciprocamente più disponibili. Sostiamo con lo sguardo in un altro sguardo in attesa e lasciamo parlare quelle emozioni sempre latenti nell'anima . C oncediamo alle coccole, lo spazio che meritano e ci ritroveremo più forti e uniti in questa lotta che stamo combattendo con impagno consepevole. Una grave epidemia minaccia l'umanità e io vi parlo di coccole. Ebbene si ! E lo ritengo importante perchè abbiamo bisogno di tutto il nostro coraggio per assogettarci alle regole, unica terapia valida per ridurre al massimo il contagio. E un carezza (anche solo virtuale) ai nonni, ai nostri bimbi, al partner, ci sprona e induce alla più totale, indispensabile solidarietà . Restiamo in casa , atteniamocvi alla regole che vengono impartite "dall'alto"   E DIAMO SPAZIO ALLA SPERANZA.  Renata mucci brescia

mercoledì 4 marzo 2020

Vivere a lungo

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Giornale di Brescia 8 marzo 2020
Il segreto ? Ogni traguardo va visto solo come una tappa !

Mi è stato chiesto ripetutamente  e anche di recente, se ho raggiunto i miei quasi 93 anni di età seguendo una regola o una direttiva mentale , e io mi accingo ad esporre, anche in questa sede,  la mia verità : “non ho mai ritenuto  concluso un percorso nella strada della vita, ma ho pensato ogni volta di avere soltanto raggiunto e superato una tappa “. Atteggiamento che mi ha sempre spronato a cercare caparbiamente una degna  e più soddisfacente conclusione.  
Tutto è nato al bel tempo delle favole che terminavano con la nota formula “E vissero felici e contenti” proprio quando la storia è al suo effettivo, incerto inizio. In concreto e da sempre, ho ritenuto utile NON dare mai niente per scontato anche perché la fatica del vivere ci coinvolge  sempre in situazioni spesso imprevedibili  che ci impongono di guardare avanti  mantenendo vivo e vivace l’impegno a procedere. 
Questo comportamento è stato certamente molto influente in senso positivo, perché mi ha costantemente spronato a lottare in attesa di un (sempre possibile ) più soddisfacente traguardo.  Questa condotta può essere favorita dall’ambizione considerando  che non è negativa specie se ci sprona a sfruttare le potenzialità cerebrali che ci sono date in dono. 
In sintesi, tengo a dire che non ostante il massimo impegno NON mi sono mai accontentata ed ho sempre concluso ogni percorso cercando di capire se avrei potuto dare di più . Il dictat è sempre stato “Non mollare mai” !  E   concludo precisando che il tema non è da ritenere esaurito .Tornerò sull’argomento che - per quanto mi risulta - appassiona il lettore.  Auguri di una lunga e“buena vida” per tutti. 
Renata Mucci - Brescia .remucci@tim.it

sabato 18 gennaio 2020

La Società SIAMO NOI

Giornale di Brescia - 19 gennaio 2020 


Ripetiamo spesso - che i tempi sono cambiati, ma dobbiamo ammettere che NON sono sempre e in ogni àmbito, migliorati.
Preoccupano particolarmente le carenze nel ruolo di educatori, che i genitori hanno drasticamente modificato, Oggi si adotta, fin da subito nei confronti del figli, una condiscendenza che si rivelerà certamente dannosa proprio per i nostri ragazzi che arriveranno impreparati a scontrarsi con le inevitabili negatività del mondo esterno. A cominciare dalla scuola, fino ad addentrarsi nella società in generale e nel mondo del lavoro in particolare, laddove il dovere si impone fino a diventare prioritario.
Sarà quindi opportuno non dimenticare che le basi formative di qualsiasi individuo, vengono poste in famiglia, dove il compito genitoriale è anche quello di indicare il binario entro il quale devono scorrere i comportamenti individuali. Si deve fare in modo che i nostri cuccioli siano addestrati ad accettare un’eventuale sconfitta o un diniego ! Fin da quando muovono i primi passi è doveroso imprimere con autorevolezza nelle giovani menti - particolarmente ricettive e assorbenti - il concetto, seppur embrionale dell'accettazione degli eventi anche se negativi.
Le regole devono essere fissate e rispettate per consentire un' armoniosa formazione morale e una sana convivenza nella società . Al compimento del difficile compito che spetta alla famiglia, rimarrà poi la speranza nel buon esito del lavoro responsabilmente svolto perché è chiaro che, il risultato di una buona semina, è condizionato dalla qualità del terreno che la accoglie. Un identico buon comportamento si rivelerà positivo o negativo in rapporto alla reazione del ricevente.
Ma per programmare una società migliore è indispensabile contribuire con ogni mezzo alla buona formazione di individui migliori. Buon lavoro e buon futuro per tutti. remucci@tim.it


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venerdì 10 gennaio 2020

Giovani alla riscossa.

GIORNALE DI BRESCIA
 DOMENICA 12 GENNAIO 2020
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  Dopo aver dato il benvenuto al giovane 2020, è però doveroso e opportuno  ricordare un evento che ha colorato positivamente il percorso conclusivo del vecchio 2019 . Mi riferisco alla “levata di scudi” di numerosi giovani e alla loro voce che si è levata imperiosa e unanime in difesa del pianeta in cui viviamo. 

Questi giovani – dolorosamente turbati dal degrado ambientale – invocano provvedimenti che possano arginare l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra che coltiviamo. E scendono in Piazza dando voce al pensiero di tutta una umanità sofferente che non sa come muoversi. 

Ed è consolante questa provvidenziale ribellione giovanile  che speriamo smuova  gli Alti Papaveri e i Governi di tutto il mondo e li sproni ad intervenire in ogni modo possibile. La voce imperiosa delle nuove generazioni dovrebbe trovare consenso e ascolto in ogni angolo di questo  mondo travagliato e inquieto che  non permetterà a questo evento significativo e importante di  passare sotto tono .Sosteniamo unanimi queste voci vibranti, con la speranza di un buon esito della loro lodevole iniziativa.   

Nei miei verdi anni ho urlato spesso “mai più” quando le bombe cadevano a distruggere sogni e vite innocenti, ma non ho mai cessato di sperare in una presa di coscienza che dia largo spazio agli eroi del quotidiano che sanno combattere senz’armi. E finché avrò vita continuerò a sperare che l’umanità faccia suo un solo imprescindibile comandamento che ripeta e imponga a gran voce di “ non ledere o danneggiare in alcun modo l'integrità altrui “ ! 

Soffochiamo qualsiasi atteggiamento rinunciatario e guardiamo con fiducia a un domani migliore perchè una irreparabile sconfitta per l'umanità tutta, trarrebbe origine proprio dalla perdita della speranza .

remucci@tim.it

giovedì 2 gennaio 2020

Benvenuto 2020 !

Giornale di Brescia - domenica 5 gennaio 2020

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 Caro e atteso anno 2020, sei per ora, soltanto  un neonato, ma noi ti affidiamo comunque, le nostre speranze, senza però  aspettarci di ricevere qualcosa. Al contrario, ti preghiamo di togliere da questo mondo già tanto travagliato  la violenza e il bullismo, che ne è il seme ! 

Anch’io ti imploro a mani giunte perché sono certa  di interpretare il desiderio e il bisogno di gran parte dell'umanità che anela pace e serenità e vive invece, angosciata e purtroppo indifesa. 

So che non dipende da te la soluzione di questo problema che ci affligge tutti, ma ha le sue origini proprio nell'umanità stessa che non si impegna abbastanza e, in concreto, non sa nemmeno come muoversi in questo terreno melmoso e infido. E' questo, infatti il nocciolo della questione perché - se è vero che la violenza - ad ogni livello e senza distinzione di genere - è il cancro che infetta la società, è altrettanto certo che la società siamo noi e ognuno di noi, nel bene e nel male, ha precise e ineludibili responsabilità.    

Dopo una guerra che ha connotato la mia formazione adolescenziale e itragici eventi di questi ultimi anni, mi sono convinta che la violenza fa talvolta parte del DNA di alcuni predestinati e sciagurati individui. Esiste e ci può sfiorare senza che ne abbiamo – in tempo utile -la percezione !Tenuto conto di ciò, come imprescindibile, iniziale difesa dobbiamo addestrarci a riconoscerla. 

Precocemente dobbiamo rassegnarci all’idea che il lupo cattivo c’è e che l’uomo “nero nell’anima” esiste, ribadendo sempre che abbiamo però la possibilità e il dovere di spiarne i sintomi per evitarla e sfuggirne le conseguenze. 

I bambini devono imparare dalle conversazioni che ascoltano in casa, a scuola, a disprezzare il bullo che è un individuo spregevole e vigliacco. E le donne devono convincersi che l’amore deve rassicurare e dare gioia e che - se mancano queste premesse - NON si tratta di amore. 

Imporci il rispetto verso chiunque e addestrare i minori a NON nuocere, sarà utile per formare individui onesti e rispettabili e può essere un buon cominciare. In mancanza di regole risolutive, attiviamo il continuo impegno ad avversare, condannare e punire severamente la violenza, senza cercare attenuanti che non la giustificano.
 
Grata per l'attentione, auguro buon anno a tutti con affettuosa solidarietà. 
Renata Mucci remucci@tim.it 

domenica 7 aprile 2019

C'eravamo tanto amati.

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    Giornale di brescia 7 aprile 2019 pag.63

        Mi pongo di fonte a una coppia che sembra solida e invulnerabile. E la mia attenzione si sofferma su questa sposa innamorata che si è trasformata in una moglie efficiente e in una mamma dedita e attenta. E di lei parlo – con il tramite di queste righe – con l’intento di colloquiare con molte altre donne che vivono circostanze simili, con l’erroneo convincimento  che la situazione sia destinata a non mutare. Poi, come spesso accade, altre considerazioni intervengono e mi riferisco a chi, dopo anni di serena convivenza, tradisce e si allontana, spesso definitivamente. La corretta disamina dell’evento impone la verifica dei comportamenti della controparte perché, certamente, saranno stati determinanti. Se all’inizio di una relazione di coppia è prioritaria l’attenzione ai reciproci atteggiamenti, avviene frequentemente che, con il matrimonio, si dia tutto per scontato e l’iniziale interesse verso l’altro si affievolisca fino a scomparire. Un importante concorso di colpa è da ricercare nell’eccessiva dedizione al ruolo genitoriale o alla professione e alla carriera. Capita – purtroppo frequentemente  - che uno dei partner si allontani definitivamente pur restando nel contempo, fisicamente fedele al suo ruolo, attuando ciò che provo a definire un rassegnato “andarsene, restando” . Oppure c’è la rottura palese del vincolo che trova nel divorzio la sua malinconica e spesso rancorosa conclusione,  danneggiando irrimediabilmente anche la prole. E’ quindi indispensabile prendersi cura costantemente dei sentimenti al fine di evitare un inutile e doloroso rimpianto. Se  avete il privilegio di intraprendere un percorso basato sull’amore, non dimenticate  che - ogni giorno e per tutti i giorni a venire – dovrete dedicare alla sua sopravvivenza, l’imprescindibile attenzione che merita. Renata Mucci - Brescia

giovedì 28 marzo 2019

Alcool e droga sono armi improprie

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 Giornale di Brescia 27 marzo 2019 

Pare proprio che i giovani d’oggi comincino presto a bere e a volte bruciano le tappe buttandosi, precocemente, su bevande alcooliche di ogni genere. E’ il loro modo di socializzare che li fa sentire - erroneamente - inseriti e già adulti ed è’ così che sprecano la loro paghetta. 
Nei miei verdi anni non si sentiva nemmeno parlare di paghetta, ma adesso – con i tempi così cambiati – ci sta anche una certa disponibilità, che dovrebbe però essere limitata allo stretto necessario, previo il controllo dell’uso, laddove sia possibile. Quando però si instaura la dipendenza è opportuno e doveroso aiutare i giovani ad uscirne. E – senza trascurare l’esempio che deve essere offerto in famiglia – bisognerà approfondire la conoscenza dei danni derivanti da tali abusi, parlandone nella Scuola e in qualunque altra sede idonea. 
L’alcool offusca e spesso annulla le facoltà cognitive intellettuali, stravolge i comportamenti e  non c’è niente di peggio che togliere all’intelligenza la facoltà di esprimersi con prontezza e lucidità. Una mente appannata istupidisce l’individuo che non è più  in grado di discernere il bene dal male. Sono troppi i giovani che si lasciano asservire all’alcool, rinunciando alla limpida partecipazione mentale agli eventi. 
E’ davvero squallida la persona che permette - a sostanze di cui è nota la pericolosità - di alterare le sue facoltà e non asseconda la curiosità, l’interesse partecipe, l’apprendimento che arricchisce la mente. Perché non provare a sentirsi orgogliosi di una mente padrona delle sue sensazioni ? Ogni volta che mi si presenta l’occasione ripeto che “alcool e droga sono armi improprie. Se salgono in macchina con te, possono fare di te un assassino, che tu lo voglia o no”. 
renata mucci . Brescia

venerdì 15 marzo 2019

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  Pare proprio che i giovani d’oggi comincino presto a bere e a volte bruciano le tappe buttandosi, precocemente, su bevande alcooliche di ogni genere. E’ il loro modo di socializzare che li fa sentire - erroneamente - inseriti e già adulti ed è’ così che sprecano la loro paghetta. Nei miei verdi anni non si sentiva nemmeno parlare di paghetta, ma adesso – con i tempi così cambiati – ci sta anche una certa disponibilità, che dovrebbe però essere limitata allo stretto necessario, previo il controllo dell’uso, laddove sia possibile. Quando però si instaura la dipendenza è opportuno e doveroso aiutare i giovani ad uscirne. E – senza trascurare l’esempio che deve essere offerto in famiglia – bisognerà approfondire la conoscenza dei danni derivanti da tali abusi, parlandone nella Scuola e in qualunque altra sede idonea. L’alcool offusca e spesso annulla le facoltà cognitive intellettuali, stravolge i comportamenti e  non c’è niente di peggio che togliere all’intelligenza la facoltà di esprimersi con prontezza e lucidità. Una mente appannata istupidisce l’individuo che non è più  in grado di discernere il bene dal male. Sono troppi i giovani che si lasciano asservire all’alcool, rinunciando alla limpida partecipazione mentale agli eventi. E’ davvero squallida la persona che permette - a sostanze di cui è nota la pericolosità - di alterare le sue facoltà e non asseconda la curiosità, l’interesse partecipe, l’apprendimento che arricchisce la mente. Perché non provare a sentirsi orgogliosi di una mente padrona delle sue sensazioni ? Ogni volta che mi si presenta l’occasione ripeto che “alcool e droga sono armi improprie. Se salgono in macchina con te, possono fare di te un assassino, che tu lo voglia o no”.

martedì 26 febbraio 2019

Blok notes di Renata Mucci


Giornale di Brescia pag.7 26 febbraui 2019
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Siamo gli unici esseri viventi che mostrano i denti in segno di cordialità, ma dietro il sorriso, nascondiamo spesso una crudeltà imprevedibile. E quando la malvagità non viene messa in atto in prima persona, godiamo nel vederla inflitta ad animali indifesi. 
Mi limito a ricordare la corrida che rende liberatoria la morte per un incolpevole toro stremato da sadici preliminari che procurano gravi sofferenze, Abbiamo perfino addestrato i cani a combattersi tra di loro per il piacere di vederli lottare strappandosi a morsi, reciprocamente, le carni e non dimentichiamo il tormento inflitto nel corso dall’ addestramento degli animali che vengono esibiti al Circo, dopo averli costretti a comportamenti del tutto contro natura !  
Interrompo l’elenco perché la lista sarebbe lunga, ma non voglio dimenticare l’iter straziante a cui vengono sottoposte le povere bestie negli allevamenti intensivi. Fortunatamente una percettibile presa di coscienza sembra farsi strada nelle menti umane, ma è indispensabile una riflessione approfondita e costante che possa dirottare i comportamenti dell’Homo verso il rispetto della vita di qualsiasi essere vivente. Gli animali mostrano i denti in segno di minaccia, ma nessuno di loro tortura i suoi simili nemmeno quando li condannano a morte  per soddisfare imprescindibili  necessità nutrizionali. E vale la pena di considerare che NON hanno scelta ! All’umanità, invece, viene offerta dalla natura, una molteplicità di alternative.  
A conforto dei miei convincimenti cito un’affermazione di Margherita Hack, emerita scienziata : “Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po' come uccidere noi stessi e non vedo differenze fra il dolore di un animale e quello di un essere umano.” 


E concludo con il tono di una accorata preghiera : “ restiamo umani !” . 
renata mucci - Brescia
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giovedì 14 febbraio 2019

L'amore complice protagonista.

Giornale di Brescia - 15 febbraio 2019 pag. 8
Senza l' acqua sarebbe impossibile vivere, ma senza l'amore, sarebbe inutile. 14 febbraio è il giorno in cui, più che in ogni altro giorno, si parla d’amore e – specificatamente – dell’amore di coppia. E io mi immergo sempre con partecipazione e con gioia, in quest’atmosfera dolcissima a avvolgente e - anche se i miei ricordi sul tema sono ormai lontani - devo ammettere che non hanno perso la loro nitidezza e intensità.
Ne ricordo i palpiti,i brividi, i languori .E non osta il fatto che possa essere stato mal riposto, deluso, calpestato,offeso ! Importa averlo vissuto, averlo sentito scorrere dentro e averne apprezzato tutte, ma davvero tutte le sfumature perché diventa lui l' amore, il protagonista assoluto.e insopprimibile ! A volte basta un ritornello a riportare sul mio volto segnato, la sensazione di una carezza gentile, e rivivo quelle emozioni indimenticate che oggi cerco negli occhi della mia pro-nipote, in età adolescenziale.

E quando mi sono domandata: ”Cosa c’è di più bello di due giovani che si amano ?” mi sono istintivamente risposta . “ Due, non più giovani, che si amano ancora !” L’amore è un sentimento forte e contradditorio, delicato e violento che dà la sensazione di poter rimuovere qualsiasi ostacolo e spesso ci riesce. Timido e violento, cauto e intraprendente, trepido e audace coinvolge i sensi e li coinvolge tutti in ogni sua fase e sfumatura a cominciare dallo stupore dei primi palpiti fino alla passionalità che travolge e non sente ragione.
Spesso confondiamo l’innamoramento con l’amore che diventa tale quando assimila le diversità e le trasforma in arricchimento. Mi affascinano tutte le fasi dell'amore che - passando dalla passione - arriva alla tenerezza complice e affettuosa che illumina il tuo volto ad ogni suo sorriso.
L’amore, quello vero, non prevarica e – anche nella sua fase più sensuale – coadiuva i sentimenti e raggiunge la sua apoteosi quando il corpo diventa il traduttore simultaneo dei palpiti del cuore.
Renata Mucci - Brescia

domenica 3 febbraio 2019

Perché ringrazio la vita.

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Giornale di Brescia 3 fewbbraio 2019

Non so perché - o forse lo so benissimo - ma ho sempre voglia di cominciare il giorno, con un grande GRAZIE ! Grazie per l'acqua tiepida della doccia, per questi caloriferi bollenti, per il telefono che mi porta la voce "dei miei", per la mia (anche se parziale) autonomia, per questa meravigliosa natura che ci circonda e perché vivo in Italia. In questa Patria che mi delude e mi esalta, per questa mia terra che ha il profumo della storia. E perché sono fiera di essere italiana. A contrastare queste mie istintive considerazioni, ho spesso occasione di notare la totale mancanza di gratitudine dell’individuo verso le piccole cose che costellano la quotidianità e che sono, in concreto veri privilegi. E soltanto quando – per uno sberleffo del destino – veniamo a perderle, ne riconosciamo il valore. E pure, le affollate corsie degli Ospedali e i disagi di chi è vittima di fenomeni sismici, dovrebbero farci riflettere sulla realtà del “nulla è dovuto”. Certamente la mia gratitudine verso la rassicurante normalità, mi deriva da un vissuto indimenticato, riferito al tempo della guerra del 1940/1945, ma io auguro comunque a tutti quella presa di coscienza che aiuta ad apprezzare la vita nel suo normale scorrere. La vita ha in sé tutte le componenti per essere meravigliosa, ma è l’Homo che spesso ne stravolge i ritmi. Siamo noi, singolarmente e collettivamente che possiamo e dobbiamo assecondare i suoi ritmi naturali, coadiuvandoli con rispetto e gratitudine. Abbiamo grandi possibilità di gestione di questa nostra vita, facoltà che ci consentono di sbarrare il passo perfino alla depressione, anche soltanto sorridendo al tranquillo dipanarsi dei giorni che scorrono in quella che a volte consideriamo banale monotonia. Ecco quindi alcuni dei motivi che mi spingono a cominciare il giorno con un grande grazie ! - renata mucci - Brescia
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sabato 26 gennaio 2019

Nel giorno della memoria.

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Giornale di Brescia - 26 gennaio 2019
IL GIORNALE - 25 gennaio 2019

Nel giorno della memoria Un grido dal cuore.
Nella giornata della memoria colgo l’occasione per togliermi un peso dal cuore e con una doverosa premessa confesso che io sto con Gino Strada ! Sto da sempre, con il cuore e con la mente con quest’ uomo che dedica la sua vita e la sua attività di medico e chirurgo, per salvare uomini dilaniati dalle guerre.
Sappiamo tutti e da sempre che Gino Strada ha ragione di considerare pura follia qualsiasi guerra e pure continuiamo a combatterne di sempre più crudeli. E io chiedo perché non è possibile evitare stragi che colpiscono, quasi esclusivamente, gente inerme e incolpevole.
Io che ho vissuto dai tredici ai diciotto anni la realtà dell’ultima infame guerra, auspico da allora l’ammutinamento dell’uomo qualunque. L’Homo deve avere il diritto di dire “NO” quando gli viene ordinato di massacrare gente indifesa con una crudeltà lontana da qualsia logica. E gli dovrebbe essere riconosciuto il diritto di difendere la sua stessa vita.
Quando c’era una dichiarazione di guerra, quello che – generalmente -era stato un percorso pieno di speranza, si concludeva – fino ad epoche recenti - con il richiamo perentorio del Governo che interrompeva sogni e progetti per far imbracciare strumenti di morte. E tutto ciò, senza che le vittime predestinate potessero esprimere un parere.
Tutto questo urla a difesa degli innocenti e, fortunatamente, qualche passo è stato fatto a cominciare dall’abolizione del servizio militare obbligatorio che doveva essere subito sostituito con un servizio obbligatorio civile di breve durata perché è giusto e sacrosanto che ogni individuo – senza diversità di genere - tuteli la sua propria Patria.
L’ammutinamento dell’uomo qualunque dovrebbe trovare consenso e attuazione in ogni angolo di questo mondo travagliato e inquieto. Nei miei verdi anni ho urlato spesso “mai più” quando le bombe cadevano a distruggere sogni e vite innocenti, ma non ho mai cessato di sperare in una presa di coscienza che dia largo spazio agli eroi che combattono senz’ armi.
E finché avrò vita continuerò a sperare che l’umanità faccia suo un solo imprescindibile comandamento che imponga a gran voce di “ NON NUOCERE “ ! renata mucci Brescia
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mercoledì 9 gennaio 2019

Giornale di Brescia - 9 gennaio 2019

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E’ recentemente balzata alla ribalta la situazione debitoria del bel Paese nella quale siamo eternamente ingolfati e, nelle alte sfere, si sta pensando, giustamente, come risparmiare. Non sono un’economista ma, con l’ausilio del solo realistico buon senso mi chiedo perché non si è fatto cenno all’ erogazione indiscriminata di alcuni sussidi che dovrebbero essere legati al reddito, oltre che alla patologia. 

Mi riferisco, tanto per cominciare, all’ assegno di accompagnamento veramente prezioso in alcuni casi e in proposito, mi riesce difficile capire perché questo diritto non viene subordinato al reddito. In breve, se un cittadino è ampiamente in grado di reggere i costi che la patologia richiede, perché deve essere sovvenzionato ? La vogliamo ammettere la diversità tra un pensionato o un lavoratore a reddito fisso e un contribuente che fruisce di un reddito privilegiato ?  

Vogliamo  riconoscere una vistosa differenza tra Berlusconi (tanto per fare un none) e la sua colf ?  Sovvenzionare soltanto in base alla patologia andrebbe bene in un Paese che gode di autonomia economica, ma in un Paese fortemente indebitato la norma è scandalosa. E lo stesso criterio vale per la pensione di reversibilità, quando il superstite può comodamente reggersi con un alto reddito personale ed autonomo, porre limiti di reddito per beneficiare di alcune sovvenzioni mi sembrerebbe ragionevole ed anche auspicabile. 

Mi sembra immorale che i grandi capitalisti godano delle stesse  agevolazioni che sono vitali per i numerosi travet. E’ giusto e sacrosanto prendere in considerazione la situazione patrimoniale fissando magari un limite di reddito oltre il quale alcune sovvenzioni sono del tutto ininfluenti per i fruitori. Prendere in considerazione. la possibilità di risparmiare notevolmente- è doveroso, oltre che conveniente finché saremo nella situazione cronicamente debitoria che ci assilla e ci condiziona. 

Renata Mucci – Brescia  
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mercoledì 2 gennaio 2019

Un urlo dal cuore.

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Nel porgere il mio saluto al neonato 2019 colgo l’occasione per togliermi un peso dal cuore. Con una doverosa premessa gli confido che io sto con Gino Strada ! Sto da sempre, con il cuore e con la mente con quest’ uomo che dedica la sua vita e la sua attività di medico e chirurgo, per salvare uomini dilaniati dalle guerre. Sappiamo tutti e da sempre che Gino Strada ha ragione di considerare pura follia qualsiasi guerra e pure continuiamo a combatterne di sempre più crudeli. 

E io chiedo perché – se è possibile adottare l’obiezione di coscienza per difendere alcuni diritti inalienabili, non lo è ,altrettanto, per evitare stragi che colpiscono, quasi esclusivamente, gente sconosciuta, inerme e incolpevole. Io che ho vissuto dai tredici ai diciotto anni la realtà dell’ultima infame guerra, auspico da allora l’ammutinamento dell’uomo qualunque. 

L’Homo dovrebbe avere il diritto di dire “NO” quando gli viene ordinato di massacrare gente indifesa con una  crudeltà lontana da qualsia logica. E gli dovrebbe essere riconosciuto il diritto di difendere la sua stessa vita. Quella vita che genitori amorevoli hanno spesso contribuito a formare. Quando c’è una dichiarazione di guerra, quello che – generalmente -è stato un percorso d’amore, si conclude con il richiamo perentorio del Governo a interrompere sogni e progetti per imbracciare strumenti di morte. E tutto ciò, senza che le vittime predestinate possano esprimere un parere. 

Tutto questo urla a difesa degli innocenti e l’ammutinamento dell’uomo qualunque dovrebbe trovare consenso e attuazione in ogni angolo di questo mondo travagliato nel quale ci siamo affacciati pieni di speranza.

renata mucci - Brescia

sabato 29 dicembre 2018

dal 2018 Un segno di speranza

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Giornale di Brescia 29 dicembre 2018, pag.7.


Da giorni cammino furtiva accanto ad un vecchio curvo e stanco, ma non vinto che trascina i piedi a fatica. Avanza lentamente a piccoli passi, pensieroso e triste. E’ il 2018 che si avvia a varcare l’ultima soglia che lo avvolgerà nell’ombra.
Cerco di leggere nei suoi pensieri che evocano un percorso difficile, gravato da eventi che sgomentano, ma non vi leggo rassegnazione e rinuncia ! Guarda le tracce di sangue innocente che lascia dietro di sé, ma coglie anche il panorama più vasto che offre l’esempio di una umanità onesta e laboriosa, caparbiamente fiduciosa in un miglioramento globale .
Un insieme di persone che non vogliono gettare la spugna e guardano al domani consapevoli delle difficoltà e ben decisi a fare il possibile per superarle. Sono giovani e meno giovani che non demordono e portano avanti, tenacemente, comportamenti esemplari e fanno – del rispetto – la loro bandiera. Il “non nuocere” è il loro credo di ogni giorno e in ogni settore del vivere e del convivere e anch’io testimonio, dopo il lungo tormentato percorso, che questa umanità ha saputo sempre risollevarsi e lo farà ancora se non permetterà alla sfiducia, di instaurarsi nella quotidianità.
Questo è il vero cancro inarrestabile e letale che si espanderebbe se l’umanità rinunciasse a credere e a lottare per un domani migliore. L’errore più grave è quello di ritenere inevitabili eventi criminali propri della parte malata della società che – ricordiamolo sempre – è indubbiamente una minoranza. Perciò, resto a fianco di questo vecchio 2018 e lo accompagnerò fino al 31 dicembre per invitarlo e lasciare – non ostante tutto – al 2019 e all’umanità tutta, una messaggio di speranza !
renata mucci - Brescia
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sabato 15 dicembre 2018

Come ogni anno, ecco a voi il più bell'albero per Natale.


 Giornale di Brescia 24 dicembre 2018, pag.10
Tu
che
ne dici
se in questo
 giorno faccio un
 bell'albero dentro
il mio cuore e ci attacco
i nomi di tutti i miei
amici? Gli amici lontani e
vicini, gli antichi ed i nuovi,
quelli che vedo tutti i giorni e
quelli che vedo di rado, quelli che
                                  ricordo sempre e quelli che - alle volte -                                  
restano dimenticati, quelli
costanti e quelli intermittenti,
quelli delle ore difficili e quelli delle
ore allegre, quelli che  mi hanno fatto soffrire, quelli
 che conosco profondamente e quelli dei quali conosco
solo le apparenze, quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.
 I miei amici semplici ed i miei amici importanti.
 i nomi di tutti quelli che sono gia' passati
 nella mia vita. Un albero con radici molto profonde,
 perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore, un albero dai rami
molto grandi perché i nuovi nomi venuti da tutto il mondo si
uniscano  ai
gia'   esistenti.
Un albero con
un'ombra molto
fresca affinché
 l’ amicizia sia
 un momento di
ristoro durante
                                                              le lotte della vita.

sabato 8 dicembre 2018

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Giornale di Brescia - 8 dic.2018 pag.8
Blok notes di renata mucci

Caro babbo Natale,

ti ho indirizzato la mia prima lettera quando avevo sette anni e per gli altri 84 successivi ti ho rivolto ogni anno le più svariate richieste. E quest’anno ti scrivo per tempo per chiederti di far luce su alcuni punti del vivere che, nella mia mente, sono rimasti in ombra.

Mi chiedo da tempo perché l’Homo - che ha dimostrato in vari modi genialità e competenza – non riesca a gestire la quotidianità in modo da non arrecare danno a se stesso e alla terra che lo ospita. E da tempo mi chiedo perché impieghiamo intelligenza e risorse anche economiche per cercare, solo per fare un esempio, l’acqua su Marte mentre sul nostro pianeta c’è gente che muore per disidratazione e mancanza di acqua.

I costi di queste ricerche nello spazio sono veramente esorbitanti e potrebbero invece servire ad alleviare sofferenze inumane e a salvare vite. In questi lunghi anni della mia esistenza ho visto cambiare il mondo attraverso conquiste che premiano impegno, dedizione e intelligenza innegabili ma, nel contempo ho assistito al degrado globale che ha reso l’aria irrespirabile, inquinato i mari e non ha risolto problemi esistenziali per una parte del pianeta dove ancora si muore per denutrizione.

Caro Babbo Natale, credi di poter aiutare l’umanità a scegliere quelle priorità che sono indispensabili alla sopravvivenza ? Quest’anno vuoi ricordare a tutti che vivendo in un Paese indebitato non possiamo comportarci, nel privato come fossimo nel Paese di Bengodi ?

A fronte di miserie tristissime e irrisolte assistiamo a sprechi lontanissimi dal più semplice buon senso. Camerette di bimbi sovraccariche di giocattoli guardati poi distrattamente da bambini che hanno perso il piacere di desiderare. Un po’ di equilibrio e tanto buon senso sono le mie richieste per un mondo che non vedrò, ma che ha tanto bisogno di ritrovare i passi lenti, la semplicità e la forza delle piccole, gratificanti, umili cose.

renata mucci - Brescia

domenica 11 novembre 2018

Benvenuto autunno !


Giornale di Brescia 12 nov.2018
Lettere al Direttore
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E’ proprio vero che il cambio di stagione ci coinvolge tutti, fisicamente e interiormente, ma mi sembra di poter dire che ciò avviene, più marcatamente, in primavera e in autunno. In primavera, infatti è difficile sfuggire al risveglio festoso della natura mentre l’autunno ci invita a cercare calore tra le braccia di chi ci vuol bene. 
E la stagione autunnale che ci apprestiamo a vivere ci coinvolge risvegliando dolci sentimenti che chiedono conferme. Ecco quindi che si rinnovano gli allegri incontri conviviali che si manifestano a tavola con l’invitante polenta e qualcosa o con altri piatti tradizionali  suggeriti dalla zona di appartenenza, il tutto connotato dal piacere di ritrovarsi. 
Con i camini accesi, le strette di mano e i sorrisi si fanno più cordiali e complici e il rientro a casa – dopo il lavoro - diviene più affrettato e gioioso. In autunno è naturale e spontaneo sentirsi più tolleranti e comprensivi ed è questa una sensazione davvero gratificante. Piena di gratitudine anche per gli affetti sinceri e datati, accolgo i giorni sempre più brevi e le lunghe notti con dolcezza particolare e sussurro “Benvenuto autunno !” - 
renata mucci - Brescia 
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sabato 3 novembre 2018

Lasciamoci così, senza rancore.

Giornale di Brescia - 3 novembre 2018 
 Lettere al Direttore
Tutto ciò che ha un inizio avrà una fine, in un modo o in un altro e sarebbe auspicabile che si facesse propria, in ognuno, questa imprescindibile verità. Possiamo amarci, possiamo fare un pezzo di strada insieme nella vita, ma le nostre strade possono anche divergere.

Niente è per sempre e, soprattutto non si può possedere un individuo che ha diritto alle sue scelte personali e al totale rispetto, anche nel dolore di una separazione. Nella nostra connaturata incoerenza, non ci facciamo domande quando l’amore nasce, ma ce ne poniamo, perfino di assurde quando un amore finisce. Ci chiediamo perché? Da quanto? Come mai? e se alla base c’è l’infedeltà, ecco che si farà strada quello spiritello maligno pronto a sibilare “te la farò pagare”.

Nascono a questo punto rancori che spesso si esplicitano con ripicche che hanno per oggetto i figli. Si cavilla anziché venirsi incontro e si dimentica quell’amore genitoriale che dovrebbe essere alla base del rapporto genitori/figli.  Quando si decide di uscire da una situazione logora e divenuta ambigua, certo non conviene rimanere incerti al bivio. Una volta presa una decisione sarà imprescindibile ricordare che “si può cessare di essere una coppia ma non si smette di essere genitori”. 

Sottovalutare questa sacrosanta verità ci rende colpevoli- Se i figli sono piccoli potrà bastare la discrezione e l'affetto, mentre è consigliabile il coinvolgimento, se i figli transitano nel loro periodo adolescenziale o se l’hanno già superato. In questi casi i ragazzi avranno già avuto sentore dei travagli coniugali, ma comunque e in ogni caso è bene che diventino partecipi e non vittime di una situazione già difficile.    

renata mucci -Brescia 
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