mercoledì 25 settembre 2013

Caro papà in attesa.

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Mi può parlare della gravidanza? Me lo chiede un giovane con uno sguardo pieno d'amore. Vuole sapere cosa prova la mamma in attesa per condividere le sensazioni di sua moglie che aspetta il loro primo figlio.
Dovrebbe essere facile, ma non lo è. La prima gravidanza ha come componente anche l'inquietudine. Talvolta anche un po' di paura. In seguito alcuni veli cadono e ci si preoccupa più di quel seme, che di sé. Frugo tra sensazioni sopite e rivivo gli attimi di quell'attesa lunga nove mesi. Ne seguo l'evoluzione e la costante metamorfosi che si sviluppa dentro di me.
 I pensieri si spintonano, mulinellano e sono dolcemente preoccupati che a "quel cosino" non accada nulla di spiacevole. Sarà come il suo papà, avrà i miei occhi, maschio, femmina... fino a quando la prima ecografia illumina angoli bui. Maschio! Femmina! Cosa importa, la parola attesissima è "sano!".
Ed a quel punto insieme, attentamente si pensa al nome ci si lavora su a lungo, ma non si tiene conto che ormai l'assillo del giovani è la brevità, la sintesi, il risparmio di tempo. In concreto poi, Emanuela diventerà... Manu, Sabina diventerà... Sabi, Maria Giovanna sarà Marigiò e così via. Si salverà Aldo, Marco, Mauro, ma soccomberà clamorosamente Gian Luigi che diverrà Giangi, ma andrà bene lo stesso.
Caro neo-papà non sarò esauriente, ma so che molto capirai guardando tua moglie che accarezza il suo grembo con amorosa delicatezza, o quando lei ti annuncerà: "si muove!". Se però vuoi fare qualcosa di utile, sorridile spesso e - quando il suo corpo sarà molto cambiato - sussurrale, ogni tanto "Sei bellissima!". r.m.
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sabato 21 settembre 2013

Il Padreternismo é colpevole ?!

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La Signora X mi chiede di parlare a sua sorella, che conosco bene. E’ una persona matura, affidabile, corretta, ma intransigente. Il ché guasta tutto ciò che c’è in lei di positivo.

Non so se lo farò perché istintivamente rifuggo dall’impicciarmi e, in subordine non mi lascio attirare dalle cause perse.

Una persona che ha superato i 50 che ritiene “di sapere” e di poter additare comportamenti credete che possa modificarsi ? 

Personalmente penso  sia  possibile nella misura in cui fosse lei stessa a riconoscere i suoi eccessi e volesse moderarli. Ma, attualmente mi pare che la signora ritenga giusto che siano gli altri a doversi attenere ai suoi dictat. E allora ? 

Allora, lascerei alla vita il compito di mostrarle che non è così che funziona.

Ci sono pareri ?
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venerdì 20 settembre 2013

SI POSSIAMO. ma...

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Si, cari amici, .  la vita è quello che è e non quello che vogliamo che sia. E’ innegabile che la cattiveria, la disonestà, le calamità naturali, le guerre sono   eccessivamente presenti nella nostra vita, ma credo di aver imparato che, i casini e la bellezza della vita, devono essere accettati. L'umanità è per la metà perfida, ingestibile spesso ottusa e volte crudele e per l'altra metà, ammirevole, generosa  e qualche volta eroica. Questo è!



Ma quando ci indignamo guardando i potenti, abbassiamo lo sguardo ed osserviamo, per esempio, il nostro comportamento in una riunione di condominio e capiremo che – se non cominciamo dalle radici, dalla culla, dalla famiglia – cambiamenti radicali non ne vedremo mai. Perché ognuno di noi, compone la società in cui viviamo. Miglioriamo amici, è soltanto questa l’ alternativa.



E adesso vado a prepararmi una bella insalatona con tonno e un uovo al burro. Il Mondo lo rifaremo al prossimo incontro !
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mercoledì 18 settembre 2013

Proteggiamo i nostri giovani.

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Non c'è nulla di più straziante delle lacrime di una madre. Oggi non riesco a far sentire la nota positiva perché ho ancora davanti agli occhi quelle lacrime, silenti su quel viso pallido, straziato. Forse si salverà il suo unico figlio diciassettenne portato urgentemente nel tardo pomeriggio di sabato, al pronto soccorso, non c'è ancora la certezza.

Il fatto, banale EVITABILISSIMO: un aperitivo tra ragazzini e uno ordina una vodka per il più timido che vuole riabilitarsi agli occhi dei coetanei.E la scola, e poi un'altra e un'altra. Tre bicchierini per un ragazzino di 17 anni quasi astemio fanno il resto. Il giorvane stramazzsa in coma etilico.

Ma, ci domandiamo, il tiolare del Bar non si chiede "Ma chi beve vodka a quest'ora ? " Chi la serve al tavolo, non si rende conto del pericolo? E non sarebbe meglio, vivaddio che la legge proibisse di servire superalcoolici a dei pulcini che hanno l'aspetto riconoscibile dei bulletti ? Sono minorenni ecchecavolo ! Intervenga chi può, affinché questi episodi non abbiano a ripetersi . Anche questi eventi, sono la vergogna di un Paese.

E' inaccettabile che ci siano individui che prosperano avvelenando il prossimo. Togliere la licenza a certi esercizi commerciali è forse un modo per scoraggiare altri dal seguire la medesima strada. Purtroppo ciò non cancellarà la scia di morte già tracciata, anche in termini di incidenti stradali conseguenti al consumo di alcool.
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lunedì 16 settembre 2013

L'autunno, di sera.

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Sapete cosa mi affascina di queste sere precoci ? Il desiderio di accoccolarmi tra le coltri! Da mesi eravamo abituati a sdraiarci sopra le lenzuola, sempre imperlati da un lieve sudore, ad affrontare notti che pareva non finissero mai.

Adesso, la carezza lieve della coperta leggera fa, del nostro letto il tepido nido, il rifugio piacevolissimo che rende breve la notte. 
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venerdì 13 settembre 2013

Mancanza di tutela in facebook

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Inoltrata a numerosi quotidiani :

Egregio Direttore, chiedo accoglienza in questo spazio autorevole e molto seguito, perché mi trovo nell'impossibilità di ottenere da un social network grande ed economicamente potente come Facebook, il semplice diritto ad essere ascoltata e tutelata a fronte del reato di sostituzione di persona .
La mia pagina in facebook è molto frequentata e questo ha invogliato un individuo disonesto a clonare (nel luglio di quest’anno) la mia pagina con finalità evidentemente truffaldine. Stupisce il fatto che - anche in presenza di una denuncia alla Polizia Postale –corredata da regolare, circostanziata querela e documentazione - Facebook abbia agito con dannosa superficialità, col risultato di avere dato pieno spazio ad un truffatore e sospeso l'account della persona reale.
Facebok si sta con questo comportando come una istituzione che non deve rispondere a nessuno, nemmeno di un reato per il quale ha ricevuto tutte le documentate informazioni richieste (fotocopie di documenti, numero di telefono ecc. ecc.).
Basita e sgomenta porto a conoscenza quanto sopra, perché non è accettabile che, adempiute le laboriose formalità, non si riesca ad ottenere ascolto. Ringrazio per l’ospitalità

– renata mucci – Brescia
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lunedì 9 settembre 2013

Un URRA' per Ketti

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La mia Ketti, la mia minuscola quattrozampe, ha la stoffa dello 007. Mi fa sentire una sorvegliata speciale, mi segue, si apposta, sorveglia e coglie qualsiasi indizio che la possa coinvolgere. ma non si limita ad intuire, dalle mie mosse, ma anche, dall'espressione del mio viso. Scodinzola se sorrido o canticchio e si blocca se la mia espressione é crucciata. Per lei sono il centro del Mondo.


E Ketti é parte importante della mia quotidianità, ma giuro e confermo che anche voi, carissimi amici, più o meno virtuali siete parte integrante del mio vivere. Che farei, se non potessi condividere con voi, eventi e sensazioni ? ? ? Siele così cari al mio cuore amici carissimi, così tolleranti e gentili ! 
Vi stritolo tutti tra le mie braccia e...vi ringrazio. -------------------
 
 P.S. Qui non compaiono i commenti perché vengono postati, numerosi e graditi nella mia pagina in facebook e io, anche da questa postazione, ringrazio. SMACK ! ---------------------

sabato 7 settembre 2013

Gelidi venti di guerra.

-------------- L’8 settembre 1943 avevo 16 anni e una marea di sogni, cullati tra le bombe di una guerra infame che non favoriva i sogni, ma a 16 anni ci si sente invincibili. E Oltre agli eventi bellici ecco gli italiani allo sbando, timorosi ,tra ordini e contrordini mentre chi doveva tenere saldamente le redini aveva abbandonato le briglie al vento. La mia famiglia era sfollata in una cascina a Bagnolo Mella e quel giorno la mia mamma ha fatto 18 polente con poche patate in umido da offrire a ragazzi in fuga verso le loro case. Cercavano abiti borghesi per non rischiare la vita e noi abbiamo vuotato gli armadi, abbiamo dissetato e nutrito questi nostri militari confusi e impauriti. Dal cielo gli inglesi mitragliavano e bombardavano e al nostro fianco i tedeschi da alleati e nemici diffidenti e pericolosi. Difficile rivivere l’incubo ma altrettanto difficile dimenticare. E l’eco di un urlo riaffiora dall’anima di questa angosciata superstite : “ MA PIU’ GUERRE. MAI PIU’ ! renata mucci – Brescia ----------------- -