Dopo aver letto sui giornali dell'operazione "White Christmas", messa in atto dal sindaco di Coccaglio (BS.) che consiste nell'individuare, casa per casa, tutte le persone straniere non in regola e cacciarle, in vista del "Santo" Natale, mi resta dentro soltanto amarezza.
Per come siamo, per come ci perdiamo, mentre tragedie e deterioramenti climatici ci minacciano in maniera preoccupante e perché dimentichiamo l' imprescindibile necessità di sentirci uniti in questo piccolo, insignificante, disastrato mondo.
Oggi, ricordando coloro che razziavano in Africa per impadronirsi di uomini da rendere schiavi, trascrivo parole dal significato rabbrividente, ma talvolta condivisibile : "Io non domando di che razza è un uomo; basta che sia un essere umano; nessuno sa essere qualcosa di peggiore." Mark Twain.
Per fortuna, vera al 50%, ma terribilmente emblematica.
E in chiusura, ripenso al non lontano 1492. ricordando che in breve, questa terra sconosciuta è diventata il gigante che conosciamo. Forse, proprio in nome del suo essere multirazziale. Conquistata, voluta e costruita da irlandesi, spagnoli, scozzesi, italiani, portoghesi e altri. Quello che è oggi, l'America lo deve alla più massiccia immigrazione che la storia ricordi. Fa pensare, no?
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