giovedì 5 novembre 2009

Uno splendido, intenso slogan.

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DIAMO UN FUTURO AL NOSTRO PASSATO !"

E’ lo slogan del FAI che la comune amica Jasna Paola

Zanzottera, mi ha recentemente ricordato . Grazie Jasna.

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martedì 3 novembre 2009

Influenza A.

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Vi aggiorno sui miei interventi in tema

Il primo, inoltrato a La Stampa oggi 3 ott.2009

Come sempre conforta la pacata disamina del problema e anche in questa circostanza confidiamo nell'aggiornamento concreto, corrispondente alla verità dei fatti. E' vero però e merita particolare allerta, che a morire sono adesso i bambini e ciò aggiunge angoscia alla preoccupazione. A loro dobbiamo pensare TUTTI. Organi d'informazione compresi che hanno il sacrosanto dovere di porsi a stretto contatto con la verità. r.m.

Il secondo,a Gramellini nello spazio del suo “Buongiorno” su La Stampa oggi 3 ott. 2009

Caro Gram, c'è tanta rabbia nelle sue parole che nemmeno lo humour riesce a velare. Si, sembra dire oggi "il nostro". Buttiamola in caciare, ma sempre melma rimane. Troppa incertezza, troppi "stale calmi" mentre la gente ha bisogno di maggiori notizie vere e meno esortazioni alla calma. Qui sono coinvolti i bambini e dobbiamo unirci e pretendere qualcosa di desueto: La verità. r. m.

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domenica 1 novembre 2009

Verità rubata

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Sono pochi i fiumi che nascono da fonte copiosa,
la maggior parte di essi si arricchisce grazie agli affluenti...

Scippata all'amica Iris Le Piane che l'ha postata su facebook.
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sabato 31 ottobre 2009

Perché non istituire il "servizio civile" ?

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IL GIORNALE – lettere 18 ottobre 2009

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A fronte di notizie amare e destabilizzanti, rimbalzano (consolatorie) le news sul volontariato. Migliaia di persone si adoperano nel settore dell’assistenza domiciliare, dei malati terminali, sulle ambulanze, nell’aiuto ai terremotati, dei disabili e ovunque sia utile mano-d’opera e sentimento fraterno.

Persone intimamente predisposte al bene, generose, altruiste. Encomiabili! Questo dimostra che il supporto a talune carenze dello Stato è indispensabile e già al tempo in cui si è attuato l’esonero del “servizio militare”, mi sono chiesta perché non si è pensato di istituire , in alternativa, un periodo di “servizio civile” almeno in ambiti in cui i nostri giovani fossero in grado di operare.

Sento già le obiezioni: “Per il volontariato ci vuole predisposizione!” Giusto e allora mettiamo a disposizione i ragazzi dell’ipotetico “servizio civile”, diverse possibilità d’impiego. Ci sarà chi preferisce pulire i giardini e gli argini dei fiumi, chi si sente portato verso i disabili, chi sulle ambulanze e questi squadroni di giovani volonterosi potrebbero servire la Patria creandosi un importante e significativo bagaglio di esperienze molto più preziose e nobili di quelle che acquisivano durante il “servizio militare”.

Io penso davvero che quello che “se po’ fa, s’ha da fa”! E voi ?
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giovedì 29 ottobre 2009

Autunno.

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Aprite la finestra su questo autunno morbido, lento e amabilmente tepido che ci inonda con i suoi colori caldi e pieni di fascino. Guardate il giallo intenso delle foglie, che coprono quell' albero con un mantello dorato, per attenuare i brividi dell’addio. Fermatevi ragazzi e lasciate andare come aquiloni i pensieri, dolcemente. Vi sentirete – per un attimo - leggeri e felici. Ve lo prometto. Renata

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mercoledì 28 ottobre 2009

Una vera signora.

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E' una vera signora colei che è considerata tale
...dalla sua cameriera. r.m.
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domenica 25 ottobre 2009

Morire di freddo a 6 anni !

Bresciaoggi -lettere - 30 ottobre 2009
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Dopo una notte inquieta, agitata da mille pensieri, apro gli occhi e accarezzo con lo sguardo i contorni del mio spazio ordinato e rassicurante. Rincuorata, lascio le coltri e sollevando la tapparella m’incanto davanti all’eterno spettacolo di un’ alba che si annuncia sullo sfondo rossastro di un cielo presago di sole.

Ma, improvvisi, si riaffacciano i tanti perché, che hanno disturbato la mia notte. E si ripropone la vicenda del bambino morto per le esalazioni di un braciere che doveva sostituire il calore di cui era stato brutalmente privato. Non era stata pagata la bolletta all’Ente preposto che si è immediatamente avvalso delle facoltà contrattualmente previste.

Ma mi domando perché non vengono allertati i servizi sociali nei casi di morosità, presumibilmente imputabili a scarsa disponibilità di denaro ? Sarebbe bastato un veloce sopraluogo e il successivo attivarsi al fine di evitare la tragedia. Perché non viene seguito questo semplice iter che consentirebbe ai servizi comunali di intervenire? Perché? Si danno sussidi ai drogati e si lascia nell’indigenza ingestibile un bambino che muore nel silenzio?

Si corrispondono compensi esageratamente pingui ai politici che si prendono la libertà di non presenziare a eventi importanti come la votazione di una legge. Si pagano in maniera esagerata i vari Vespa, Santoro, Fazio e altri esponenti dello spettacolo (si parla di un compenso di un milione e seicento euro l’anno per bruno Vespa). Si spendono cifre stratosferiche per interventi in video di personaggi dello spettacolo e poi….lasciamo che si verifichino eventi vergognosi per tutta l’umanità.

Non vorrei sentir dire che parlo di settori del tutto indipendenti, perché in questo mondo disastrato e splendido si deve interagire, si deve porgere ascolto oppure…ammettere che niente si evolve, niente ci esorta a migliorare. E si contrappone così - alla bellezza abbacinante di questo nuovo giorno - la miseria morale di alcuni degli individui che lo popolano e questo non è accettabile ! Alla parte buona della società, che opera senza clamorose discese nelle piazze. con generosità e altruismo affido la mia insopprimibile speranza per il mondo di domani.

Quel mondo che lasceremo ai nostri figli, ai nostri nipoti, ai bambini di oggi che hanno negli occhi – intatta – “la fiducia”.

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sabato 24 ottobre 2009

L'indignazione!

bresciaoggi del 23 ottobre 2009
libero del 24 ottobre 2009
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Mamma mia, come siamo indignati! L’Italia pare finalmente unita di fronte all’insultante uso pubblicitario dell’inno nazionale. Una ditta di calze da donna sussurra sull'aria dell'inno di Mameli "Fratelli d'Italia" la pubblicità delle calze fraseggiando in musica, "Sorelle d'Italia".

Si, d’accordo, se ne può parlare, anche disapprovando, ma l’indignazione andrebbe riservata a ben altre cause. A quel bimbo morto di stenti a Napoli, con i polmoni resi asfittici dalle esalazioni di un piccolo braciere unica fonte di riscaldamento per tutta la famiglia.

Aveva sei anni ed è morto con la testa appoggiata al grembo della madre agonizzante. Voleva fare l’ingegnere, era bravo e ordinato, dicono di lui le maestre.

Oppure potremmo indignarci perché un ragazzo passa tre mesi in carcere per aver rubato un filone di pane e, per contro, otto ragazzi dopo aver stuprato a turno una dodicenne, rovinandola nel corpo e nell’anima, ricevono trattamenti offensivi per tutta l’umanità.

Magari, potremmo riservare la nostra indignazione per gli sprechi che «i governanti» fanno del denaro pubblico. O per l’astio di cui sono permeati numerosi interventi che la televisione ci propina, o perché la volgarità da caserma fa scompisciare dalle risate un pubblico sempre più vasto.
Insomma, e purtroppo, ragioni vere per indignarci, ce ne sono veramente tante.

Basta scegliere.!

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