sabato 16 agosto 2008

Bentornato esperanto !

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Una latente sfiducia nel buon senso degli uomini, collocava tra i sogni irrealizzabili la speranza che l’ insegnamento obbligatorio dell’esperanto in tutto il mondo diventasse una realtà, invece…ho recentemente appreso che – nelle sedi idonee – se ne riparla.

La confortante notizia chiarisce che in Italia, c’è una proposta di legge che ne prevede l’inserimento in tutte le scuole (cosa che avviene attualmente solo in Ungheria).

Soltanto raramente mi tornava alla mente il progetto - ventilato già nei tempi lontani della mia adolescenza – ma ritengo da sempre che l’insegnamento di un’ unica lingua in tutto il mondo, sarebbe il primo, imprescindibile passo verso la comunicazione e la comprensione tra i popoli.

Forse questo preoccupa qualche guerrafondaio che, magari si è dato la pena di ostacolare il progetto, ma la ripresa dell’argomento ritenuto fin qui utopistico mi ha messo di buon umore e riempito di speranza.

Ci vorrà tempo, ma io credo nell’efficacia dei piccoli passi. Mi rattrista invece, l’apatia, la mancanza di entusiasmo, l’indifferenza, il comodo defilarsi., l’egoismo.

Intuire che alcune persone di una certa età, senza vergognarsene, agiscono come se un eventuale, futuro miglioramento non li riguardasse, mi amareggia profondamente.

Il mondo può certamente fare a meno di loro, ma partecipare e combattere anche per ciò di cui non saremo direttamente partecipi, vuol dire contribuire e questa è una sensazione meravigliosa. r.m.
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N.B. Nel corso di una conversazione in merito, un amico che stimo mi ha fatto notare che l’inglese viene insegnato ormai in tutto il mondo, ed ha certamente ragione, ma una lingua che non risalga ad una nazione, mi sembra meglio universalmente adottabile. Ma forse la mia più romantica idea è meno attuabile ma,in concreto, ciò che conta è capirsi.

venerdì 15 agosto 2008

Mentre una stella cadeva.

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Flash veloci illuminavano una per una, dall’alto, tutte le nazioni del mondo. Dalle più conosciute alle più ignorate e in larghi spazi aperti uomini e donne erano seduti nell’erba e sorridevano. Con il braccio destro alzato – tutti – in perfetta sincronia facevano cenno di NO ondeggiando l’indice proteso.

Il collettivo diniego, era rivolto ad un ometto in giacca e cravatta che sembrava sospeso nel blu e proponeva un cartello sul quale giganteggiava la scritta “ALLA GUERRA!”

Lo sgradevole individio, osserva improvvisamente angosciato quella moltitudine compatta e capisce che – questa volta – non l’avrebbe spuntata. Si allontana a passi scomposti e affrettati e inciampa più volte fino a quando, abbandonato il cartello, rotola in un dirupo e sparisce dall’orizzonte.

La stella aveva concluso il suo percorso....e il cielo appariva illuminato da un unico, luminosissimo, spicchio di luna.
In quel breve spazio di tempo, è stato bello sognare e sulle mie labbra....ha indugiato, a lungo, un sorriso.
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giovedì 14 agosto 2008

Pensiero del giorno.

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Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo,
allora tu e io abbiamo sempre una mela per uno.

Ma se io ho un’idea e tu hai un’ idea e ce le scambiamo,
allora...abbiamo entrambi due idee.

Giorge Bernard Shaw
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mercoledì 13 agosto 2008

Georgia, Gora e altro ancora.

Per la serie "quando ce vò...ce vò! Chiedo scusa, ragazzi, per questa nota così lontata dalla mia connaturata gioiosa positività. Ma so che me lo consentirete (solo raramente, prometto!) . Un abbraccio collettivo.
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La mia collocazione anagrafica mi ha portato a vivere una guerra che verso la conclusione ha assunto anche l’orrenda connotazione della guerra civile. Da allora e ancora oggi, non passa giorno che il mio pensiero non si rivolga a chi soffre per situazioni di belligeranza.

Il Cile, il Kossovo, la guerra del Golfo, l’Irak e prima il Vietnam e le molte guerre e guerriglie che hanno imperversato senza tregua mi hanno sempre trovato partecipe nell’angoscia.


Noi italiani, che dal 1945 non abbiamo più avuto guerre sul nostro territorio, non siamo stati esenti da dolori di ogni tipo perché la fragilità ci appartiene e la salute sta diventando davvero un privilegio.

Malattie, dolori, invalidità e tragedie fisiche e mentali sono stati imprescindibili motivi di angoscia per molti. Su tutte le latitudini, questo bagaglio di sofferenza non risparmia nessuno, in nessun angolo di questo nostro mondo.

Non basta ? No evidentemente. perché lasciamo che intervenga l’avidità, la crudeltà, la lucrosità smodata, l’interesse soggettivo e quant’altro sia atto a fomentare odio e di conseguenza guerra e distruzione.

E in quest’ambito non c’è che l’imbarazzo della scelta 1 Mine antiuomo, armi chimiche, bombardamenti stupri, violenze, torture.

Per forza, bisogna distogliere il pensiero, imboscarsi nell’indifferenza, girare lo sguardo da un’altra parte, per non morire a nostra volta nello strazio di visioni come quelle di bimbi mutilati, resi orfani dalla forma di cattiveria più impalpabile che ci trova SEMPRE indifesi.

Una volta erano gli uomini che “andavano alla guerra”. Adesso è la guerra che va a scovare l’umanità e – senza lasciarle vie di scampo - la strazia senza pietà.

Non ci ribelleremo mai al sacrificio di molti per l’interesse di pochi? Gli obiettori di coscienza non diverranno mai una collettività che comprende indistintamente tutti quello che sono costretti a morire per interessi che non sono i loro ?

Sono stanca, stanca di guardare avanti con poche liete prospettive per il futuro. Non per me, che sono diretta altrove! Ma per quelli che si odiano per ragioni politiche, per stupide ragioni di interessi meschini, mentre dovrebbero invece, impegnarsi per prospettare un futuro migliore ai loro figli.

Se conoscessi il segreto per il raggiungimento di una pace stabile, darei quel che resta della mia vita pur di rivelarvelo, ma non ce l’ho. Voi dovrete cercarlo, dentro e fuori di voi.

Considerata la nostra soggettiva impotenza vi rivolgo un solo invito : non guardate lontano! Gestite al meglio ciò che vi è stato riservato e siate un esempio perseguibile per i vostri familiari, grandi e piccoli. r.m.


martedì 12 agosto 2008

Pensiero del giorno

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"L’ansia non ci sottrae al dolore di domani, ma ci priva della serenità di oggi!”
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La gentile amica Silvia dell'Isola ha commentato :
"che sarebbe come dire " non mettere le nuvole di domani davanti al sole di oggi" Bellissimo !

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lunedì 11 agosto 2008

Poche idee, ma confuse.

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Mi sta capitando di nuovo! La minaccia del foglio biano......incombe ! Non ho sottomano argomenti stimolanti. Non sento impulsi. Che faccio ?

Lo confido a voi che non mi ascolterete perché siete lontani, impegnati a trarre dalle vostre vacanze tutte le energie che vi serviranno per affrontare un intero anno lavorativo, pieno di obblighi, incombenze, respondabilità, adempimenti. Mesi seriosi, durante i quali dovrete dimostrare ogni giorno qualcosa.

Ma adesso, in questo periodo che vi appartiene, vi siete ricordati di togliere l’orologio dal polso? E’ un primo indispensabile passo verso la libertà.

Vi penso, là dove avete scelto di andare e vi sorrido con affetto sincero. Di voi so solo quello che avete voluto lasciar trapelare e quel poco che - con così pochi elementi – ho cercato di intuire.

Ma è a voi che parlo liberamente, certa di trovare comprensione. Me ne avete già dato prova con parole gentili, con schermaglie divertenti, con approcci indagatori, con tutto ciò che è legato al vostro modo di essere.

Ci cerchiamo nell’etere, ci sfioriamo soltanto o ci intratteniamo costruendo un rapporto, ci riveliamo giocando ad inventare qualcosa che accarezzi le nostre ore. E ci lasciamo dolcemente irretire da questa affascinante consuetudine che diventa indispensabile.

Se si guasta il p.c. non è che devo soltanto ripararlo ! Devo farlo in fretta, non è prioritario il costo, ma la brevità dei tempi, perché mentre il computer tace, io....vi perdo ! e sento, d’un tratto, quanto siete indispensabili e utili !

Cari amici blogger, stasera - per esempio - siete riusciti a riempire “il foglio bianco” che ogni tanto mi appare come una minaccia e - abitualmente - animate la mia giornata con nuovi stimoli.

Sento a questo punto di dover concludere nel migliore dei modi e lo faccio con un abbraccione per chi è rimasto e passa da me per scambiare opinioni e parole, e uno virtuale, altrettanto affettuoso a chi sta realizzando un sogno o si ricarica per tornare... anche da me ! r.m.
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domenica 10 agosto 2008

Madrigale

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Mi perviene, da una cara amica di blogger, questa gentile poetica
espressione d'affetto di cui desidero farvi partecipi.
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Alla cara mia Renata , mo' je fò na serenata..
Colta, dolce e intelligente, in fervore è la sua mente.

Il suo blog è variegato, di argomenti da trattato
come temi assai leggeri, quasi sempre semiseri.

Ma la cosa sorprendente ...ascoltate..udite, gente...
che la giovine signora,alla faccia dei suoi anni,

con fanciulle, giovanotti e maturi ammiratori,
si confronta con ardore e lo fa con tanto amore.

La battuta non le manca, anche se le duole l'anca
un consiglio è pronta a dare,ma se vuoi, lei sa ascoltare;

ma da chi la la fa arrabbiare, lei sa farsi rispettare .
Qui si evince la morale di codesto madrigale.......

la vecchiaia l'hai fregata, se tu fai come Renata....
scrivi , parla e sveja stai, che cent'anni camperai.....
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Cara amica io ti ringrazio, ma - a me - sta storia di mettere limiti alla provvidenza,
un po'...mi disturba. Cent'anni, per me, so' dietro l'angolo e la scienza fa passi da gigante. Lassamola fa ! Te pare ?
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sabato 9 agosto 2008

Criminalità minorile.

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Recentemente un profondo sconforto è riuscito a prevalere sul fiducioso ottimismo che mi caratterizza e ciò è stato provocato da un articolo che titolava “Minorenni uccisero pensionata : tutti fuori”.

Non è la prima volta che assoluzioni incomprensibili gettano ombre nel mio animo. Pochi giorni fa la vita di una ragazza di strada – già di per sé negativamente segnata da una sorte ostile – è stata spenta per mano di alcuni giovani e, ancora prima un altro ragazzo “incapace di intendere e di volere” è stato scarcerato dopo aver confessato di aver ucciso.

Non sempre questi minorenni meritano tanta indulgenza, perché frequentemente sono giovani allevati in famiglie che si ritenevano normali, ma sono cresciuti senza che qualcuno arginasse quel subdolo veleno che si chiama egoismo.

Nell’individuo l’egoismo è una componente quasi naturale e contrastarlo è fatica costante che deve essere supportata da interventi quotidiani, Il piccolo, delicato seme dell’altruismo quando nasce spontaneo rappresenta un privilegio, ma nella maggioranza dei casi, deve essere inserito con incessante attenzione. E i risultati non sono né certi, né omogenei e nemmeno costanti.

Davanti a manifestazioni estreme che sfociano nel dispregio della vita altrui si delinea come unico deterrente la reazione esemplare della società. Decisioni svincolanti come quelle indicate nella premessa, potrebbero rappresentare un pericolosissimo, accattivante preludio a comportamenti sconsiderati, per alcuni minorenni per i quali il concetto di bravata ha peso da tempo l’originaria connotazione.

Anche soltanto essere presenti e non opporsi ad azioni delittuose, non ha proprio niente a che vedere con la solidarietà di gruppo che è ben altra cosa.

E’ impegnativo, arduo e problematico condannare duramente chi invoca il perdono ……ma è immorale e pregiudizievole porre in secondo piano le vittime che, senza colpa alcuna sono state private del loro futuro. r.m.